Luca Naso, parte domani l'impresa più innovativa di sempre che farà il giro dell'Italia

Luca Naso, parte domani l'impresa più innovativa di sempre che farà il giro dell'Italia

SAN MICHELE DI GANZARIA – Ci spingiamo fin dentro il Calatino, una porzione di terra sicula incastrata tra le province di Catania e Ragusa dove l’imprenditorialità è di casa, poiché è uno dei tratti distintivi della sua gente. Tanto per fare un esempio, a Mirabella Imbaccari, da anni c’è un polo di piccole aziende innovative nel campo dell’information technology che, con i suoi innovativi progetti imprenditoriali, si è spinto fino negli Stati Uniti, a lavorare per la compagnia dei taxi gialli di New York. Ma questa impresa, che parte domani, e che abbiamo il piacere di raccontarvi oggi è diversa ed è la più innovativa impresa di sempre perché in 365 giorni farà il giro di tutta l’Italia.

Il suo ideatore si chiama Luca Naso, laurea in Fisica all’Università di Catania, diploma di licenza nelle classe di scienze sperimentali alla Scuola Superiore di Catania, dottorato di ricerca alla Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, e poi esperienze di ricerca a Padova, Varsavia, Oxford e Pechino. Insomma, Luca è un bravo astrofisico ed è abituato da sempre a girare il mondo. Sul sito web dichiara “Sono nato in una bellissima isola chiamata Sicilia, con l’idea che ognuno è proprietario del proprio futuro. E si sa, il futuro è misterioso, come la natura e l’Universo”. Però poi Luca è tornato in Sicilia e, come esperto di Big Data e Machine Learning due discipline che lui stesso ancora oggi insegna, ha cominciato ad occuparsi di impresa. Lo ha fatto per Edisonweb, l’impresa hi-tech di Mirabella che ha lanciato da qualche anno Mvmant, la piattaforma di mobilità intelligente on demand sbarcata con successo a Dubai; per Tim WCap a Catania dove è stato mentor all’acceleratore delle start up creato dalla più grande azienda italiana di telecomunicazioni; per Neodata, un’altra azienda innovativa nata da un professore universitario di rientro a Catania dagli Stati Uniti e fortemente internazionalizzata.

Da domani però, come dicevamo, partirà l’impresa di Luca Naso, la più innovativa di sempre, mai tentata prima, che farà il giro d’Italia. Appassionato da sempre di corse e di maratone, l’astrofisico catanese d’adozione comincerà proprio da Catania, alle 7.15 da piazza Leonardo Sciascia (sul lungomare di Ognina) una corsa che in 365 giorni lo porterà a girare tutta Italia, per trenta chilometri al giorno in due tappe, per 8.300 km in totale. Lo abbiamo conosciuto qualche anno fa come attento e scrupoloso mentor delle start up al Tim Wcap, non ci aspettavamo certamente di ritrovarlo alla guida di questa impresa speciale che partirà domani e lo spingerà in ogni parte dello Stivale per tutto il 2020. Ieri la Gazzetta dello Sport, gli ha dedicato un’intera pagina nella rubrica “Cosemaiviste”

Questo tuo brillante curriculum universitario e professionale, attestato da tanti successi di studi e lavorativi, lasciava presagire altro, non certo l’impresa di correre un anno intero per tutta l’Italia. Come è nata l’idea?

«È nata da sola, in silenzio, senza farsi notare, come fanno i sogni che ci fanno compagnia la notte. Non sappiamo bene come iniziano, ma ad un certo punto ci ritroviamo a viverne uno. La passione per la corsa è nata circa dieci anni fa, quando, insieme a mia sorella, abbiamo sostenuto mio padre per correre la sua prima maratona, all’età di 59 anni. Poi è venuta anche a me la voglia di correre una maratona e così ho iniziato a correre, ma non immaginavo che avrei continuato ininterrottamente e sempre in crescendo, fino ad oggi ad aver corso oltre 16.000 km cumulativi»

La scintilla com’è scoccata?

«Poi è capitato che durante gli allenamenti mi mettessi a fantasticare di scenari impossibili e idee strampalate, finché un bel giorno mi sono ritrovato ad immaginare di correre per tutta l’Italia. Allenamento dopo allenamento, questa fantasticheria ha preso sempre più forma e mi è entrata dentro come solo le grandi passioni sanno fare. Da un paio d’anni ormai questa visione è diventata un vero e proprio sogno, qualcosa che mi appartiene e che so che desidero fare»

Ci hai raccontato la genesi dell’idea. E le finalità di questa maratona per tutto lo Stivale?

«Ci sono tre grandi valori alla base di questa impresa. Il primo è il valore dei sogni: seguire i nostri sogni ci rende persone più felici, quindi penso sia giusto cercare di realizzarli, e non cedere invece alle scuse/alibi che ci tengono incatenati alla sedia. Il secondo è il valore della condivisione: quando facciamo le cose insieme agli altri siamo capaci di raggiungere risultati che da soli non avremmo mai potuto ottenere. Il terzo è il valore della dimensione umana: non dobbiamo mai dimenticarci che siamo esseri umani e questo ha tante conseguenze, data la complessità dell’essere umano. Ad esempio significa che dobbiamo avere cura delle relazioni sociali, ma anche del nostro organismo e della natura. Significa anche che dobbiamo anche rispettare i tempi propri dell’essere umano, che spesso richiede tempo per interiorizzare gli eventi che accadono intorno a lui. Infine un elemento chiave della dimensione umana e’ anche il suo intelletto e la capacità di creare ed innovare, come ad esempio internet e le tecnologie digitali»

Per te che ti sei occupato di impresa innovativa, e dunque di start up, questo è un altro genere di impresa. Per portarla avanti, non è che per caso servano alcune soft skills necessarie anche per guidare una una start up?

«Assolutamente si, anzi credo che servano anche alcune delle hard-skills! Intanto l’organizzazione di tutta l’impresa sta seguendo un approccio iterativo molto vicino alla tipica metodologia agile. Non abbiamo “sprint” o “product backlog”, ma abbiamo forte il concetto di fare piccoli passi ed ottenere il massimo valore possibile da ciascuno di questi. Questa impresa è innovazione pura, si tratta di qualcosa che non ha mai fatto nessuno, è dunque imperativo che il gruppo non dedichi risorse preziose ad organizzare qualcosa che sta troppo avanti nel futuro. In questo periodo, ad esempio, stiamo costantemente mediando il nostro impegno tra la creazione di un sistema generale e la necessità di organizzare la logistica delle prime tappe. La similitudine con una startup continua oltre e riguarda anche la comunicazione, la ricerca di sponsor/partner/finanziatori, di early adopters, la penuria di risorse…»

Sarà un’impresa la tua che avrà bisogno di tanta collaborazione. Tu che hai fatto il mentor di start up ne hai prestata tanta collaborazione agli altri. In che modo pensi di mobilitare, strada facendo, tante persone che potranno questa volta aiutare te?

«Comunicando nella maniera migliore possibile ciò che stiamo facendo, in modo che per le persone sia chiaro cosa sia questa impresa e, qualora volessero, cosa possono fare per diventarne parte integrante. A sua volta, questo richiede una grande passione. Sono convinto che è stato grazie a questa che siamo riusciti ad avere la collaborazione di una delle riviste di corse più importanti al mondo (Runner’s World) per tutto il progetto e che un quotidiano sportivo tra i più importanti in Italia (La Gazzetta dello Sport) ci abbia dedicato una pagina intera. Ricordo che nessuno del team è un atleta professionista o lavora nel mondo dello sport»

Conosciamo la tua determinazione, sappiamo che hai partecipato a tante gare di corsa e ad alcune maratone, completandole tutte. Questa però è una sfida diversa. Ti auguriamo di cuore di arrivare fino alla fine. E se non dovessi farcela, per un motivo o per un altro?

«Questo è un colpo basso! Non lo so, onestamente non ho abbastanza energie per prepararmi al fallimento. Se dovesse arrivare lo accetterò, ma adesso non posso fare altro che lavorare al massimo affinché questa grande impresa venga completata con successo. Mi sono sempre sentito padrone del mio destino, ma questo non implica che decido io cosa mi succede. Io ho deciso di provarci e so che il primo gennaio alle 7:15 faro’ il primo passo di questa grande corsa (inizio lungo mare di Catania, piazza Leonardo Sciascia). Quale sarà l’ultimo passo non e’ dato sapere»

Ultima domanda. Avremo modo di seguire le tue performance sui social?

«Ma certo che sì! A dire il vero penso proprio che seguirmi sara’ davvero molto semplice. Ho già un sito web (https://correreaiconfini.it/), una pagina facebook (https://www.facebook.com/correreaiconfini/) ed un account instragram (https://www.instagram.com/correreaiconfini/) dove racconterò tutto quello che mi succede»

In bocca al lupo, caro Luca. Tutta la Sicilia farà il tifo per te.

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