Mafia, individuata la rete per smistare i pizzini del boss Messina Denaro: 22 fermi a Trapani

aprile 19, 2018

TRAPANI -Nuovo blitz contro la rete criminale di Matteo Messina Denaro. Con l’operazione “Anno zero”, Polizia, Carabinieri e Dia hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Palermo nei confronti di 22 presunti affiliati alle famiglie mafiose di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna. Nell’indagine è stata individuata la rete utilizzata dal capo di Cosa nostra per lo smistamento dei ‘pizzini’ con cui dava disposizioni agli affiliati. Ma dall’inchiesta emerge anche un altro dettaglio: quello del vincolo mafioso che finisce per coincidere con quello famigliare. Fra i boss e i favoreggiatori fermati, infatti, ci sono anche diversi membri della famiglia del super latitante, fra cui due suoi cognati, si tratta di Gaspare Como e Rosario Allegra, i mariti di Bice e Giovanna Messina Denaro. Secondo gli inquirenti sarebbero stati proprio loro a organizzare la latitanza della primula rossa ricercata dal 1993.

Cosa nostra esercita ancora un controllo capillare del territorio

Le accuse nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, detenzione di armi e intestazione fittizia di beni. Tutti reati aggravati dalle modalità mafiose. Le indagini, inoltre, hanno confermato sia il ruolo di vertice di Messina Denaro sulla provincia di Trapani sia quello del cognato, reggente del mandamento di Castelvetrano dopo all’arresto di altri famigliari. Pedinamenti, appostamenti e intercettazioni hanno ribadito come Cosa nostra eserciti un controllo capillare del territorio e ricorra sistematicamente alle intimidazioni per infiltrare il tessuto economico e sociale.

Legame di sangue e legame mafioso

Il legame di sangue guida il boss latitante Matteo Messina Denaro nella scelta degli uomini a cui affidare affari e gestione delle attivita’ illecite. Il vincolo mafioso finisce col coincidere con quello familiare. Le indagini nel tempo hanno individuato al vertice delle cosche il cognato del capomafia Filippo Guttadauro, poi il fratello Salvatore Messina Denaro, quindi il cognato Vincenzo Panicola e il cugino Giovanni Filardo. E ancora il cugino acquisito Lorenzo Cimarosa, poi pentitosi, la sorella Patrizia Messina Denaro, i nipoti Francesco Guttadauro e Luca Bellomo. Si conferma insomma la scelta “familistica” del boss ed emerge il ruolo di protagonista in tutte le dinamiche mafiose sul territorio di due cognati del latitante che sono tra i fermati.

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