Uccise la madre dell'ex fidanzata, pena ridotta in Appello


 
 
Daniele Lo Porto

CATANIA – Quindici anni e quattro mesi di reclusione è la condanna per Agostino Siciliano, 31 anni, ingegnere di Taranto, che il 30 luglio del 2016 uccise Marina Zuccarello di Misterbianco, madre della sua ex fidanzata.

La sentenza è stata emessa ieri dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania (presidente Elisabetta Messina, sostituto procuratore generale Angelo Busacca, legali della difesa Giacomo Giuliano e Carmelo Passanisi), dopo il concordato con rinuncia ai motivi d’appello tra pubblica accusa e difesa, cioè il “patteggiamento in Appello”, come previsto dal dall’Articolo 599 Bis del C.p.p. . In sostanza la Procura generale ha rinunciato integralmente ai motivi di ricorso, mentre gli avvocati di Siciliano non hanno rinunciato alle attenuanti generiche che non erano stati riconosciute in primo grado, che, di fatto, vengono compensate dall’aggravante dell’abuso di ospitalità, l’unico riconosciuto richiesto dal pubblico ministero e riconosciuto nel rito abbreviato. In primo grado l’omicida era stato condannato a 20 anni per omicidio volontario ed ha atteso la sentenza d’appello agli arresti domiciliari in Puglia. Trascorsi i 15 giorni previsti dalla legge per eventuale ricorso in Cassazione, la sentenza sarà definitiva. La richiesta iniziale del pubblico ministero era stata dell’ergastolo per omicidio volontario (poi ridotto a 30 anni per via del rito abbreviato), con le aggravanti della ferocia, dei futili motivi e della minorata difesa da parte della vittima.

I fatti. Nella mattina del 30 luglio del 2016, Marina Zuccarello, 55 anni, impiegata in un laboratorio di analisi chimiche a Misterbianco, veniva ritrovata uccisa con una ferita di arma da taglio alla gola nella sua casa di villeggiatura nella frazione Madonna degli Ammalati del comune nell’hinterland di Catania. A trovare il cadavere, vicino alla cucina, fu il marito Salvatore Palazzolo, bidello di 65 anni, all’epoca dei fatti, che era rientrato dopo avere fatto delle spese. Le indagini furono avviate subito dai Carabinieri della locale Tenenza e immediatamente indirizzate verso Siciliano che già in passato si era recato a Misterbianco per cercare di riallacciare la relazione, durata due anni, e convincere i genitori della ex fidanzata, che lo osteggiavano perché preoccupati per gli scatti d’ira del giovane. Agostino Siciliana aveva aggredito la vittima, infatti, perché si opponeva alla relazione con la più piccola delle due figlie di 27 e 26 anni, che aveva conosciuto tramite un social. Quella mattina, dopo aver aspettato nei pressi della casa per alcune ore, aveva deciso di entrare quando la donna era rimasta sola, con l’intento di convincerla – secondo le sue dichiarazioni -. Marina Zuccarello stava probabilmente preparando un caffè per l’ospite, ma la conversazione era poi degenerata probabilmente in una discussione e lui l’aveva colpita con un coltello da cucina “per difendersi”. Subito dopo la fuga, in preda al panico, lo sfogo con alcuni amici incontrati durante la fuga (“Ho fatto una sciocchezza, una grande sciocchezza”) e, infime la decisione di costituirsi. Posteggiata l’auto davanti al Municipio di Tomorano Castello, in provincia di Cosenza, telefonava ai Carabinieri per chiedere di andare ad arrestarlo. In caserma Agostino Siciliano confessava l’omicidio, aveva ancora gli abiti indossati al momento dell’aggressione sporchi di sangue.

 
Dal Giornale di Sicilia

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