Le rompe il naso e scappa col bambino, marito violento in carcere

gennaio 10, 2019

 

 

Daniele Lo Porto

MASCALUCIA – Un ulteriore trauma per il figlio di due anni sottratto con violenza dalle braccia della madre, aggredita e ferita dal marito dal quale si è separata da alcuni mesi. Una reazione spinta dalla follia, da una rabbia  incontenibile, quella dell’uomo che ha aspettato che la moglie e il figlio uscissero dalla casa della suocera dove si erano trasferiti. Prima le ha stretto le mani intorno al collo, poi l’ha morsa al viso, infine una testata in pieno volto che ha provocato alla donna la frattura delle ossa nasali. L’uomo ha abbracciato il figlio e si è rifugiato in casa, ma i carabinieri dopo aver scavalcato il muro di cinta lo hanno ammanettato e riportato il minore alla madre.

“Sempre più di frequente la crisi della relazione di coppia sfocia in reazioni violente con epiloghi talvolta infausti, anche in assenza di situazione di rapporti malati o di violenze endofamiliari già preesistenti. Di fronte alla disgregazione della famiglia in senso lato, chi subisce la scelta si sente spesso depredato di ogni certezza e mette in moto meccanismi di autotutela che se mal gestiti possono arrivare alla perdita di controllo ed alla violenza afferma l’avvocato Maria Elena Parisi, esperta di Diritto di famiglia e dei minori -.

In questa fase delicatissima gli avvocati sono il front office della relazione, i primi ai quali le parti si rivolgono e non ci si può esimere dall’evidenziare la responsabilità che gli stessi hanno nella gestione della crisi familiare. Un’efficace tutela giuridica, passa dalla capacità di contenimento della rabbia dei propri assistiti, che devono essere messi in condizione di riconoscersi quali corresponsabili della crisi della relazione, aiutandoli a focalizzarsi oltre le proprie ragioni, affinché pongano al centro delle questione l’interesse dei propri figli. Anche i tempi della giustizia dovrebbero raccordarsi con le esigenze di una tutela che non può aspettare anni  per risolversi, mentre si accresce l’acredine tra le parti , in attesa di un provvedimento dirimente. Da qui la esigenza sempre più forte di un Giurista specializzato in materia di famiglia, che da una parte supporti le ragioni e non le vendette, e che dall’altra garantisca  una tutela efficace e tempestiva, perché quando una famiglia si disgrega  a perdere e vincere sono solo i bambini”, conclude l’avvocato Maria Elena Parisi..

L’uomo, descritto geloso e violento nei dieci anni di matrimonio, è stato trasferito nel carcere di piazza Lanza, trenta giorni di prognosi per la donna, medicata al Policlinico.

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