Massoneria e antimafia, arrestato il gran maestro Corrado Labisi

Katya Maugeri

CATANIA – Il grande maestro Corrado Labisi è stato arrestato. Nei suoi confronti il Gip ha emesso una ordinanza in carcere per associazione per delinquere e appropriazione indebita, in qualità di «capo, organizzatore e promotore» della presunta frode. Disposti gli arresti domiciliari per sua moglie, Maria Gallo, la figlia, Francesca Labisi e per due collaboratori: Gaetano Consiglio e Giuseppe Cardì.

Trentatré della massoneria, Corrado Labisi, in passato “sovrano, gran commendatore e gran maestro della Serenissima gran loggia del Sud” è presidente dell’istituto medico psico-pedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata li Battiati – precedentemente al centro di una perquisizione per l’acquisizione di documenti e atti alla fine del settembre del 2017 – e gestendola avrebbe distratto fondi regionali vincolati: ben dieci milioni di euro. È quanto emerge dall’operazione Giano bifronte della Procura di Catania condotta dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia guidata da Renato Panvino, che vede impegnati i centri operativi di Palermo, Reggio Calabria, Caltanissetta e Messina. Le indagini sono state coordinate dal pool specializzato nei reati dei colletti bianchi e composto dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Fabio Regolo. La magistratura catanese ha inoltre chiesto un’istanza di fallimento nei confronti dell’istituto medico psicopedagogico Lucia Mangano: se la richiesta dovesse essere accolta agli indagati potrebbero essere contestati anche altri reati finanziari.

“Da una parte si manifesta paladino della legalità tanto da ricoprire la carica di presidente dell’associazione denominata “Saetta – Livatino”, impegnata a sostenere le iniziative antimafia, insignendo del predetto premio intitolato al magistrato Livantino barbaramente ucciso dalla mafia anni orsono, personalità delle istituzioni che si sono evidenziate nel contrasto alla criminalità mafiosa. Mentre l’altro aspetto faceva registrare l’atteggiamento illecito del Labisi, il quale senza scrupolo alcuno, distraeva ingenti somme di denaro per soddisfare esigenze diverse tra le quali il pagamento di fatture emesse dalla Pubblicompass per pubblicizzare gli eventi dal medesimo organizzati, la copertura di spese sostenute dalla moglie e dalle figlie, il pagamento di fatture emesse per cene e soggiorni ad amici vari. In merito all’Associazione Livatino, l’attività di indagine ha evidenziato che Corrado Labisi, ha impiegato ingenti somme distratte indebitamente dall’Istituto Lucia Mangano, per la copertura di costi relativi all’organizzazione del predetto premio, considerato un riconoscimento alla legalità nella lotta contro le mafie”, è quanto si legge nell’ordinanza di arresto.

Inoltre, dalle indagini si è potuto accertare che “Corrado Labisi ha mantenuto contatti con il pregiudicato Giorgio Cannizzaro, noto esponente della “famiglia” mafiosa Santapaola-Ercolano”.

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