Massoneria & potere, Codacons: “Chi sono i fratelli nella pubblica amministrazione?”

marzo 21, 2019

CATANIA – Alla luce della legge regionale siciliana del 12 ottobre 2018 n. 18, avente ad oggetto l’obbligo dichiarativo dei deputati dell’ Assemblea regionale siciliana, dei componenti della Giunta regionale e degli amministraziori locali in tema di affiliazione a logge massoniche o similari, promulgata dalla Regione Sicilia e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia al n. 45 del 19.10.2018, Codacons si interroga sulla necessità di prevedere l’estensione dell’ambito di applicazione della normativa anche in capo di rappresentanti degli enti pubblici,  società partecipate e Camere di Commercio. Lo afferma l’avv. Elisa Di Mattea Vice Direttore Ufficio Legale Regionale Codacons.

Difatti, la legge regionale de qua ha previsto in capo ai rappresentanti di enti locali, quali deputati dell’Assemblea della regione siciliana, il Presidente della Regione, i componenti della Giunta Regionale sia deputati che sindaci, gli assessori comunali e i consiglieri comunali e circoscrizionali, l’onere di depositazione, presso l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana e l’Ufficio di Gabinetto del sindaco, una dichiarazione anche negativa sull’eventuale appartenenza ad associazioni massoniche o similari che creino vincoli gerarchici, solidaristici o di obbedienza.

Sicché, stante l’importante ratio che sorregge il testo di legge suindicato, -continua Di Mattea –  il cui scopo va ravvisato  nell’esigenza di trasparenza e informazione in capo ai cittadini in ordine ad eventuali legami di sovra e sotto ordinazione che avvincono gli organi che li rappresentano, Codacons  afferma la necessità di estendere l’ambito soggettivo di applicazione della disposizione anche agli amministratori degli enti pubblici, società partecipate e delle Camere di Commercio, dato il ruolo che rivestono sul territorio in ordine alla promozione dell’economica e alla tutela di interessi collettivi. Nei prossimi giorni, pertanto, i vertici del Codacons  incontreranno diversi parlamentari regionali per proporre una integrazione della legge in commento, così da garantire un rapporto più trasparente e collaborativo con i cittadini. – conclude l’avv. Di Mattea.

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