Mattarello, Mattarella e i migranti

luglio 14, 2018

 

 

Secondo l’autorevole enciclopedia Treccani il mattarello è un arnese usato per spianare, ammorbidire e assottigliare la pasta sfoglia, con cui poi realizzare lasagne, fettuccine, tagliatelle ed altre delizie del palato. Secondo una rappresentazione nazionalpopolare, come la definirebbe Pippo Baudo, è anche lo strumento con il quale le buone madri di famiglia sedavano i dissidi domestici con marito, figli e nipoti. Di questo secondo uso tradizionale ha dato di recente dimostrazione il nostro presidente della Repubblica, accomunato per la funzione strumentale dalla radice lessicale: come dire “nomen omen”.
Non credo che abbia dovuto faticare molto e probabilmente sarà bastato ricordare chi comanda  realmente al nostro presidente del Consiglio che, privo di ossatura propria, non avendo un partito alle spalle, almeno ufficialmente, e non avendo alcun consenso elettorale che ne corrobori lo status, ha dovuto, passando da Bezzecca, inviare il noto telegramma.
Ora infatti si trova privo anche dell esoscheletro gialloverde grazie al quale si regge in piedi, stante lo “smentito dissenso” degli azionisti di riferimento su questioni che comunque riverberano sulla capacità del Governo di resistere a moniti, moral suasions o utilizzi nazionalpopolari del mattarello.
La poco edificante sceneggiata cui abbiamo assistito in questi giorni con la “grazia di sbarco” in favore degli ammutinati del Bounty, che ha prodotto l’effetto di inquinare la scena del reato con l’impossibilità di capire realmente se vi è stato ammutinamento dei salvati o compiacente complicità di chi ha dichiarato lo stato di pericolo, provocando con ciò l’intervento della nave della Guardia Costiera,s arà purtroppo destinata a ripetersi.
Rischiamo infatti di tornare ad essere,  nelle valutazioni dei fattori di rischio di chi delinque per mare, viste anche le favorevoli condizioni meteo,il ventre molle di un sistema di difesa europea delle frontiere esterne, che non ho ancora capito se esiste davvero.
Di una cosa però sono certo e convinto: col mattarello si fa la pasta fresca che, per sua natura è un po’ indigesta; quindi, non esageriamo, anche perché il caldo rende tutti più irritabili e quindi ricordiamoci che “est modus in rebus”

Alfio Franco Vinci

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