Il ministro Salvini al Cara di Mineo

Il ministro Salvini al Cara di Mineo

MINEO – L’impegno preso dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di chiudere il Centro accoglienza richiedenti asilo entro luglio, è stato rispettato. Gli ultimi 68 migranti che erano rimasti nella  struttura sono stati trasferiti martedì, con destinazione in provincia di Crotone, allontanati anche 27 “abusivi”.  Il Cara ha, quindi, ufficialmente finito la sua funzione. Martedì prossimo sarà proprio il ministro Salvini ad effettuare l’ultimo sopralluogo, poi sarà restituito alla proprietà, la Pizzarotti, che aveva realizzato il residence, caratterizzato da villette unifamiliari, impianti sportivi e spazi di aggregazione per le famiglie del personale statunitense, militare e civile, in servizio nella vicina base di Sigonella. In seguito alla decisione del governo Usa di realizzare in proprio le abitazioni in un’area ancora più vicina alla base navale, il Villaggio degli aranci rischiò di restare abbandonato, ma invece fu subito riconvertito nel Centro accoglienza più grande d’Europa. Nei periodi di maggiore affluenza sono stati oltre 4.000 gli “ospiti” , con conseguenti problemi di ordine pubblico interno ed esterno. Frequenti i blocchi lunga la Strada statale Catania-Gela, episodi di criminalità, come l’omicidio di due anziani coniugi, e le attività illegali, dallo sfruttamento della prostituzione allo spaccio di droghe. Sono in corso, tra l’altro, due processi, una presso il Tribunale di Caltagirone e l’altro a Catania, quest’ultimo con imputati eccellenti, come l’ex sottosegretario e già presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione, nel filone siciliano di “mafia capitale”. Ma il Cara, è stato anche l’opportunità di un lavoro, seppur precario, per centinaia di addetti che si sono occupati della fornitura di servizi e beni, dall’assistenza alla persona ai pasti e al vestiario. Gli appalti, negli “anni d’oro” hanno raggiunto la cifra dei 100 milioni di euro l’anno.

Adesso, si pongono diversi problemi: dalla riconversione del Villaggio degli aranci, che non può essere abbandonato a se stesso, a misure di “risarcimento” per il territorio che ha perso centinaia di posti di lavoro e di rischia una ulteriore emarginazione. Su questo fronte le richieste del sindaco Giuseppe Mistretta fino ad ora non hanno trovato alcun riscontro. Rappresentanti istituzionali e sindacali del territorio incontreranno il ministro Salvini per riproporre le loro richieste di “compensazione”.

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