Milano, ode alla diversità

maggio 4, 2019

 

Martina Pumo

Diversità: condizione che ci porta ad essere estranei a un certo tipo di normalità, basata su preconcetti ed etichette.

Ma cos’è realmente la diversità se non una condizione che porta a differenziarci l’un l’altro? E Milano lo sa bene. La Milano caotica, fatta di corse pazze e tempo limitato, accoglie il diverso elogiandolo, oggi più che mai. Maggio diventa così il mese che dà voce alle condizioni di differenza per far abbattere l’indifferenza e mostrare tutto ciò che risiede al di là dei preconcetti e lo fa nel migliore dei mondi: attraverso numerosi eventi sparsi in ogni angolo della città.

Diversità ed incontri, differenze ed eventi, tutto ciò per buttare giù etichette e pregiudizi. Credo sia questo l’obiettivo che si è posta Milano per questo maggio sommerso da aiuole in fiore. Un mese che inizia mostrando la realtà  e la vita quotidiana di persone affette da obesità. Due fotografi e quattro artisti, un’illustratrice, uno street artist, una tatuatrice e un calligrafo hanno rappresentato la storia di quattro persone obese disegnandole sui corpi di modelli. Un tema delicato, una patologia, l’obesità, che porta con sé traumi profondi fatti di implicazioni psicologiche. Il corpo, gabbia e culla, diviene tela e opera in “Beyond the Body”, una mostra voluta e costruita da Real Time aperta al pubblico dal 7 al 9 maggio presso la Fondazione Forma per la Fotografia.

Ed è sempre il corpo il protagonista di un’altro evento che da alla luce perversioni e piaceri nascosti. “Surrogati. Un Amore ideale” è la mostra presentata all’Osservatorio Fondazione Prada – aperta al pubblico da febbraio fino al 22 luglio – che esplora tutti i concetti dell’amore: familiare, erotico, romantico. Le quarantadue opere fotografiche di Jamie Diamond ad Elena Dorfman raccontano di un amore particolare, inusuale: quello tra l’uomo e una rappresentazione artificiale dell’essere umano. Compagni inanimati, realistiche riproduzioni umanoidi che danno vita a legami veri, reali. Le due artiste trasportano lo spettatore attraverso un’esperienza che va oltre ogni etichetta mostrando la tenera e talvolta dura realtà di cui è fatta l’essenza dell’amore.

Mostre differenti che raccontano differenti realtà dando voce ai diversi, ai rapporti, a noi. Noi che diventiamo protagonisti in un’esposizione in grado di mostrare sotto diversi spunti di analisi il rapporto tra uomo e Natura.

“Broken Nature” è la mostra presente alla Triennale di Milano fino al 1 settembre che raccoglie progetti di architettura che hanno avuto la forza di esplorare un rapporto assai complicato e delicato attraverso il concetto del design. Luci, strategie, arte ed architettura: sono queste le chiavi attraverso cui leggere e scoprire un legame complicato ed incrinato. Trent’anni di progetti sono stati raccolti per mostrare come questa o quell’idea abbia dato vita ad una vera innovazione. Il design si fa motore di rivoluzioni più o meno silenziose, mostrando come la diversità possa essere la vera forza motrice.

Milano, diversa nel profondo, ha saputo così accogliere queste e numerose altre mostre per dar voce a chi nella diversità altrui ha trovato la propria forma di normalità. Uomo, natura, amore, design. Argomenti trattati da sempre e che da oggi potranno essere visti e vissuti attraverso esperienze capaci di esporre le differenze, mostrando ciò che realmente siamo: uomini e donne senza etichette né pregiudizi, persone alla continua ricerca di sé stesse.

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