Misterbianco, la plateale esecuzione di Paolo Arena nel 1991

Misterbianco, la plateale esecuzione di Paolo Arena nel 1991

MISTERBIANCO – Un agguato plateale, in pieno giorno, davanti la sede dell’istituzione cittadina, con una vittima eccellente, uccisa con fucilate caricato a pallettoni, affinchè non ci fosse il rischio di mancare il bersaglio. Un mezzogiorno di fuoco in piena regola quello che andò in scena il 28 settembre del 1991 in via Santa Maria del Rosario, angolo piazza indipendenza, un piccolo slargo davanti l’allora sede del Comune. Erano gli anni di piombo della sanguinosa guerra tra i clan catanesi, oltre cento vittime l’anno tra la fine degli Ottanta e i primi del Novanta. A restare immobile, le braccia aperte, in una pozza di sangue Paolo Arena, allora dominus della politica locale nel popoloso centro etneo, alle porte di Catania, con un’area commerciale spontanea in crescita e interi quartieri costruiti abusivamente..

Un omicidio volutamente vistoso, per luogo e modalità, perché Arena, 54 anni, pensionato del Comune di Catania, era un esponente di spicco della Democrazia Cristiana, partito del quale era segretario locale della corrente di Giulio Andreotti rappresentata sul territorio da Nino Drago. Consigliere comunale, poi vicensidaco nella sua cittadina, ex amministratore dell’Unità sanitaria locale 35, una delle più grandi della Regione, con un bilancio allora miliardario, Paolo Arena stava andando ad una riunione convocata dall’allora sindaco, l’avvocato Francesco tra le forze di maggioranza, la Dc e il Partito socialista Italiano che stava vivendo la sua stagione elettorale migliore. Arena aveva appena posteggiato la sua lancia Thema e stava per entrare nel portone dell’edificio che ospitava gli uffici comunali quando venne centrato da una prima fucilata. Appena il tempo di accennare un passo di fuga e veniva raggiunta da un’altra scarica e finito, il tutto tra il terrore di numerosi passanti e dipendenti che entravano e uscivano dal Municipio. Un agguato compiuto con chirurgica precisione, tanto da lasciare incolume un consigliere comunale che era in auto con Paolo Arena e lo stava accompagnando alla riunione.

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