Misterbianco, uccise il fratello con quattro colpi di pistola: condannato


 
 
 

CATANIA. Nel marzo di quattro anni fa veniva ucciso a Misterbianco Giuseppe Consoli, conosciuto da tutti come “Pippo il gelataio”. Un omicidio che aveva suscitato un grande clamore in paese, considerato il fatto che la vittima era assai conosciuta e stimata. Ad ucciderlo era stato il fratello Luigi che, armato di pistola, lo aveva raggiunto nei pressi dei campetti della “Milicia”, a sud del paese, assai frequentati dai bambini, e dove spesso Pippo era intento a piazzare la sua conosciutissima “lapa” per la vendita dei gelati.

Dei quattro colpi d’arma da fuoco, i primi tre lo raggiungevano alle spalle mentre il quarto in pieno volto: a detta dello stesso medico legale un vero e proprio “colpo di grazia”. Anche la moglie, presente, veniva per ben due volte colpita dal cognato: ferite che le sono costate la perforazione di un polmone e due lunghi mesi di ricovero all’Ospedale Garibaldi.

La difesa del l’imputato ha da sempre cercato di sostenere e di provare una legittima difesa o un eccesso colposo e di considerare inoltre l’attenuante della provocazione. Ma sia la difesa di parte civile, rappresentata dall’avvocatessa Miriam Condorelli, che la pubblica accusa, nei panni della dottoressa Agata Consoli, hanno dimostrato durante un serratissimo dibattimento l’inesistenza delle ipotesi difensive. Proprio ieri giovedi, 5 luglio, la prima sezione della Corte di Assise presieduta dal giudice Concetta Spanto – giudice a latere Alba Sammartino – ha condannato, per omicidio, Luigi Consoli alla pena di anni 21 e mesi 6 di reclusione oltre a infliggergli tre anni di libertà vigilata. Ha inoltre condannato lo stesso Consoli al risarcimento in favore dei familiari della vittima per una provisionale di 215 mila euro.

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