Morbillo, "In Sicilia è in corso un'epidemia"

CATANIA – “Il tragico evento occorso al piccolo paziente, che non era nell’età da poter essere vaccinato e quindi ha contratto l’infezione da chi vaccinato non era, deve essere di monito affinché tutti capiscano che vaccinandosi si protegge non solo se stessi ma tutta la comunità”, sostiene il primario del reparto di Rianimazione dell’ospedale Garibaldi Sergio Pintaudi, direttore del reparto di rianimazione del Garibaldi-Centro. Sono tre le vittime del morbillo dall’inizio dell’anno. Quattro se si considera anche l’episodio del settembre scorso. Ieri è toccato a un bimbo di 10 mesi perdere la vita a Catania, presso l’ospedale Garibaldi. “è essenziale vaccinarsi – continua Sergio Pintaudi – per proteggere se stessi e gli altri. In Sicilia è in atto una epidemia da morbillo e il picco è registrato a Catania”.

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, precisa che nel capoluogo etneo da settimane è attivo un protocollo di emergenza che vede impegnata come capofila l’Arnas Garibaldi.

Una vicenda terribile che vede vittima un bambino di dieci mesi, morto nell’ospedale Garibaldi di Catania per complicanze legate al morbillo. Era stato ricoverato ad Acireale, poi trasferito da due giorni nel capoluogo etneo per l’aggravarsi delle condizioni respiratorie e cardiocircolatorie.

Lo scorso 26 marzo ha perso la vita la 25enne Maria Concetta Messina dopo tre giorni di ricovero per complicanze respiratorie. I familiari della donna hanno presentato una denuncia ai carabinieri per verificare se ci sia stata negligenza nelle cure.

“L’Asp di Catania – ha affermato l’assessore Razza – mi ha comunicato che tra i nati dal 2001 al 2016 si è raggiunta una copertura vaccinale del 91,5 per cento e nel corso del 2017, grazie all’applicazione della legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale e sull’attenzione dedicata dal sistema sanitario nazionale e regionale al tema vaccinazioni, ha registrato un ulteriore incremento”. “Ho chiesto – aggiunge Razza, che ha sentito il ministro Lorenzin – a Sergio Pintaudi, referente per il Biocontenimento e la sicurezza sanitaria regionale, di contribuire alla individuazione di linee guida e ho già dato disposizioni per convocare urgentemente un tavolo tecnico”.

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