Mostre, un omaggio catanese alla “capitale” siciliana

dicembre 11, 2018

PALERMO – Una città dal fascino eterno. Tocchi di spatola per raccontare la bellezza della “capitale” siciliana attraverso gli occhi di un artista innamo-rato della sua terra. Domenica 16 dicembre, alle 12:00 all’Orto botanico di Palermo, apre i battenti “Il cielo dentro”, personale di Salvatore Bonajuto, eccentrico artista, che rende omaggio all capoluogo e ai colori soffusi e suggestivi di una città unica nel suo genere e che dell’in-compiuto ha fatto la sua cifra. Una vera e propria dichiarazione d’amore da parte di Bonajuto, che vede in Palermo il simbolo del sospeso, in un contrasto con la città di origine, Catania, dove la bicromia e l’estro barocco donano quasi la sensazione opposta, esaltata dalla maestosa presenza dell’Etna.

La mostra è omaggio, dunque, all’intera Sicilia, alla luce che ne disegna le forme e che nel capoluogo assume aspetti onirici che l’artista coglie ed evidenzia Le Cupole normanne che svettano nel cielo azzurro, scorcio unico s’è visto dallo Spasimo, o dai tendoni della Vucciria. Bonajuto utilizza la spatola come uno scalpello, donando forma e tridimensionalità alle sue opere che riescono così a prendere corpo. “La mia ricerca di bellezza parte da lontano – afferma l’artista catanese – ed è frutto di una vita passata in giardino a contemplare paesaggi naturali o composizioni artificiali verdi. Gli scorci urbani di Palermo – aggiunge – sono un racconto di bellezza dove il cielo è protagonista, entrando nelle architetture e rimbalzando sul giallo del tufo”.

Elementi che emergono dalle opere e che sembrano evidenziare anche la differenza con la città natale di Bonajuto. “Da catanese cerco di cogliere a Palermo le differenze con la mia città – spiega ancora – e delle differenti emozioni che provo di fronte, ad esempio, agli angoli acuti arabi degli ar-chi, ai colori dorati che contrastano con il nero e l’argento della città etnea che mi ha dato i natali”. Ventuno le opere in mostra, nate ognuna da una particolare suggestione che, nei dipinti in esposizione, assume nuova forma. “Stordito dalla con-templazione di forme e immagini che, durante un soggiorno nel capoluogo siciliano, hanno acceso la sua sensibilità – spiega Marina Cafà, curatrice della mostra – Bonajuto ha tradotto pittoricamente lo straordinario conte-sto paesaggistico del centro storico di Palermo, crogiuolo di culture, stili e atmosfere mediterranee: i quartieri popolari, le singolari architetture arabo normanne – la Zisa, la Cattedrale, la Torre Pisana del Palazzo dei Normanni, La Magione – i mercati dal profumo d’oriente, l’antico rione della Kalsa, con la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo e la sua monumentale navata a cielo aperto dal fascino trascendentale. Vibranti di colore e luce, sono opere dal delicato lirismo – prosegue l’esperta – in cui riecheggia l’eco dell’esperienza fauvista, sia nell’uso del pigmento puro, steso con larghe e libere spato-late, che nell’organizzazione compositiva, studiata per creare armonia tra le parti”.

La mostra, “Il cielo dentro”, è aperta fino al 28 dicembre.

Orari: 9-17. Costo: 6 euro. 3 euro per i gruppi

Cura e critica: Marina Cafà.

Coordinatore: Arch. Elio Cumitini.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *