Movid-19: in ginocchio il settore del tempo di non lavoro, ma connessi si superano le distanze

Movid-19: in ginocchio il settore del tempo di non lavoro, ma connessi si superano le distanze

E’ un business che soltanto nella città di Milano è stato capace di generare 31 miliardi di euro all’anno, pari al 20% di tutti gli incassi complessivi nazionali che ammontano a 150 miliardi di euro. Parliamo della movida il settore con il quale si ricomprendono tutte le imprese in attività quali shopping, ristorazione, alberghi, tempo libero, sport, musica ed eventi. 933 mila le imprese attive per quasi 3 milioni di addetti. Sono numeri importanti per un settore che – secondo Ylenia Virzì che all’argomento ha dedicato cinque anni fa la sua tesi di laurea triennale a Catania e che oggi, dopo una laurea magistrale all’Università Bicocca di Milano, lavora come consulente aziendale nella città lombarda – “non può ridursi solamente a una rappresentazione di momenti mondani, bar, ristoranti chic e discoteche. La movida richiama i temi della relazionalità, della qualità della vita, della fruizione dei centri storici e della forza creativa dello spazio. Ed è quella di cui ad oggi il virus ci ha privato”

In effetti è così. Il Covid-19 ha inferto un duro colpo al settore. In base alle stime Cerved, soltanto due mesi pieni di lockdown e la successiva ripartenza, ma a scarto ridotto, potrebbero generare perdite superiori anche al 70% in alcuni ambiti specifici, come ad esempio per gli alberghi. Gli operatori però non sono rimasti al palo. Di necessità hanno fatto virtù anche in tempi di crisi da pandemia. Le idee nuove (e qualcuna più stravagante) non sono mancate; i “social” (Instagram e Facebook su tutti) hanno sopperito alla mancanza di prossimità fisica, favorendo la vicinanza tra le persone anche a distanza; nuove iniziative sono in cantiere con la riapertura delle attività dal 18 maggio e dal 1 giugno

Di questi ed altri temi si è discusso ieri sera in un interessante webinar, il primo del ciclo Next- Restart After Lockdown,  organizzato dal sottoscritto insieme a Danilo Gatto (bancario), Alessio Saccullo (consulente di direzione aziendale) e Ylenia Virzì (consulente aziendale), che ha messo in collegamento tre piazze importanti della movida italiana: Milano, Roma (che con 27 miliardi di euro all’anno è la seconda città più importante del divertimento) e la città di Catania. Al webinar trasmesso in diretta Facebook sulla pagina dell’evento, sono intervenuti: Stefano Massimino, CEO e founder di Ammu; Andrea Graziano, CEO e founder di FUD; Marco Greco, founder di Le Cannibale, evento della club culture e dell’entertainment; Alessandro Enriquez, stilista, tutti collegati da Milano. Ancora Riccardo Maiolini, ex dj, oggi Chair del Dipartimento di Business della John Cabot University di Roma; Riccardo Acampora, co-founder di Post Office; il DJ Marco Mazke, producer emergente nella scena del clubbing internazionale, in collegamento da Roma. A seguire infine dalla piazza catanese: Marco Calabretta, chef e psicologo; Emanuele Serpa e Marcello Santocchini, ristoratori; Aurelio Trubia, titolare di un gruppo di società nel settore degli eventi e del wedding.

Dall’home delivery alle serate organizzate sui social; dalle ricette spiegate su Instagram al riallestimento dei locali dove presto riprenderanno le loro attività, tutti gli intervenuti si sono dati da fare in tempi di lockdown. A breve si ripartirà, ma le norme sull’igiene, la sanificazione e il distanziamento spaziale comporteranno non pochi problemi organizzativi e di costi. La voglia di riprendersi c’è tutta, come pure è forte il desiderio di assicurare alle persone nuove occasioni di convivialità e socialità che, in tempi di “new normal” o di “better normal”, saranno diversi dall'”old normal”, ma che non priveranno di sicuro il popolo italiano del suo maggior tratto distintivo: stare insieme e divertirsi.

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