Informazione, al presidente Musumeci non piace quella faziosa a caccia di audience


 
 
 
 

PALERMO – “No ai pregiudizi conditi con falsità solo per fare audience”. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, durante la presentazione all’ARS delle linee programmatiche del suo governo, ha parlato di “una Sicilia ancora prigioniera di antichi pregiudizi” puntando il dito pero’ contro un “certo giornalismo spazzatura, prodotto da operatori pagati. Siamo consapevoli delle connivenze e opacità recenti e passate che pesano sulla Sicilia – ha detto Musumeci -, ma una cosa e’ lo stimolo un’altra cosa e’ l’accanimento, solo per il gusto di fare audience”.

“Il presidente della Regione Musumeci nelle dichiarazioni programmatiche ha parlato di giornalismo ‘spazzatura’, sarà pur vero, ma siamo vittime anche di un altro giornalismo straccione. Quello che ha fatto finta di non vedere, girandosi dall’altra parte”. Così, Claudio Fava (Gruppo Misto), intervenendo in aula dopo le linee programmatiche del governatore Musumeci.

Nessun riferimento diretto da parte di Musumeci, ma la sua dichiarazione arriva appena 48 ore dopo l’ennesima comparsata di Rosario Crocetta davanti al teleaccusatore Massimo Giletti che in crisi di audience ricorre all’usato sicuro per percorrere le curva insidiose dello share sul circuito del piccolo schermo. Rosario Crocetta, chi altri, ad esempio. E un dubbio è quanto meno automatico: ma vuoi vedere che l’ex sgovernatore  siciliano è, finalmente, ufficialmente, formalmente, sotto contratto della premiata ditta Giletti-Davì? E, poi, non ci sarebbe nulla di male, figuriamoci: rodato da cinque anni di recite e di amministrazione a soggetto, Crocetta è più uomo da avanspettacolo che da politica. Sul canovaccio degli “stipendi d’oro” il teleaccusatore mette un cast di protagonisti completato dall’assessore  ai beni culturali Vittorio Sgarbi e Vincenzo Figuccia, che ha ridimensionato il proprio ruolo da assessore all’energia e ai rifiuti in quello di semplice deputato. Formalmente perchè in polemica con  Gianfranco Miccichè, che da presidente dell’Ars voleva togliere il tetto dei 240.000 euro l’anno di stipendio ai dirigenti, ma – dicono voci di corridoio di Palazzo d’Orleans – Figuccia non avrebbe gradito la delega assegnatagli da Nello Musumeci perchè aspirava a quella al welfare, lui che opera nel sociale da sempre. Ma, sicuramente la prima motivazione permette al piromane Giletti di costruire il suo castello di mezze verità e mezze bugie, riempirlo di luoghi comuni e facce di circostanza sotto i riccioletti pettinati spettinati e getta una cascata di benzina sul fuoco delle polemiche ad arte acceso. Rosario Crocetta farfuglia da par suo,

Vittorio Sgarbi gioca incredibilmente in difesa

a parte qualche inevitabile contropiede, Vincenzo Figuccia, nobilitato a semplice onorevole dopo la eroica rinuncia, sermoneggia.

Come finisce è inutile dirlo: le trasmissioni di Giletti hanno un

esito scontato come il più banale film d’amore

la Sicilia è un oceano di nefandezze. Alcune vere, altre false, ma Giletti vince facile: evita di invitare interlocutori autorevoli e preparati. O forse sono loro a rifiutare l’invito e, alla fine, non gli resta che Rosario Crocetta, ex in cerca di identità e ormai buono per l’

“isola dei fumosi”

Send a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *