Nino Nicotra, candidato a Sindaco di Acireale, vuota il sacco: «La responsabilità della debacle del centro destra è tutta di Basilio Catanoso»

Saro Faraci

ACIREALE – Sono passate poche settimane dal voto ad Acireale, il nuovo Sindaco Stefano Alì e la sua giunta sono già all’opera, si attende solo l’insediamento del Consiglio Comunale e la elezione del presidente del civico consesso. Tuttavia, le questioni politiche sono tutte ancora aperte in città, a cominciare dai delicati rapporti interni alle coalizioni. Alcune ferite bruciano ancora e al riguardo abbiamo intervistato il dottor Nino Nicotra, imprenditore, già Sindaco di Acireale dal 2000 al 2002, che al primo turno delle elezioni ha vissuto un lungo testa a testa con Stefano Alì prima che quest’ultimo andasse al ballottaggio con Michele Di Re.

– Soddisfatto dell’esito elettorale del 10 giugno? Quasi 6.000 voti come candidato a Sindaco più del totale di quelli assommati dalle tre liste che lo sostenevano. Un risultato straordinario. Per cosa l’hanno voluta premiare quasi 6.000 acesi?

«La mia soddisfazione rispetto all’esito elettorale è più che ampia e completa di quanto potessi immaginare. Per due ordini di ragione. La prima perchè gli acesi hanno dimostrato di avere buona memoria, nel bene e nel male, di quel che si è fatto nel corso dell’attività di buon governo e buona amministrazione nei 22 mesi della sindacatura Nicotra. Secondo motivo perchè con questo strabiliante consenso elettorale, la città ci ha conferito in modo inequivocabile, la responsabilità politica e morale ad andare avanti sulla strada intrapresa e rappresentare l’interesse comune ed il risorgimento della nostra amata città»

– Non è arrivato al ballottaggio per un soffio, poi ha lasciato libero il suo elettorato di scegliere, ma comunque il messaggio è stato chiaro. Si voti per il cambiamento, Lei ha dichiarato. Quali sono le ragioni di questo “endorsement” gratuito a Stefano Alì?
«L’invito rivolto al ballottaggio al nostro elettorato ed alla città tutta di votare per il cambiamento ed in questo caso come Lei lo definisce “endorsement gratuito a Stefano Alì”, poi eletto sindaco di Acireale, sta a dimostrare la nostra volontà e determinazione per un impegno rivolto a poter realmente affrontare i problemi di Acireale e dare un contributo alla soluzione degli stessi e non già finalizzato ad un tornaconto politico, fine a se stesso, per questo abbiamo ritenuto essere maggiormente rispondente agli interessi della città, la proposta portata avanti dall’ing.Alì »
– Dopo gli esiti del ballottaggio, Lei è stato molto duro nei confronti di Basilio Catanoso. Perchè l’ex deputato nazionale è l’unico responsabile della sconfitta del centro destra acese? O perchè non ha candidato Nino Nicotra a Sindaco in rappresentanza di una coalizione di centro destra che, sulla carta, aveva la maggioranza dei voti?
«Sul punto non ho dubbi ad affermare che la responsabilità della sconfitta del centrodestra acese sia totalmente da addebitare all’ex deputato Basilio Catanoso. La prova evidente di ciò sta nel fatto che anzichè candidarsi a sindaco, sottoponendosi al giudizio sovrano dell’elettorato acese e “capire” il gradimento di Acireale dopo ben cinque legislature al parlamento nazionale, ha preferito giocare con la pantomima della candidatura civica di Michele Di Re, civismo del quale forse ha creduto per qualche breve istante, in una crisi di autosuggestione, esclusivamente solo lo stesso Di Re. Inoltre il Catanoso con la protervia e l’arroganza che gli va riconosciuta tutta, financo al ballottaggio, quando il buon senso e la elementarità del codice Cencelli della politica imponeva l’apparentamento per poter almeno salvaguardare e preservare dalla certa catastrofe una classe politica e dirigente consolidata sul territorio acese, ha deciso di non “apparentarsi” determinando la debacle, così che anche candidati al consiglio comunale con 600-700 voti, siano rimasti fuori dal civico consesso, precludendosi sostanzialmente, la possibilità con la maggioranza di consiglieri derivanti da un apparentamento, di potersi spendere politicamente qualsiasi azione di confronto e anche di condizionamento sulle scelte politiche-amministrative, qualsiasi fosse stata l’amministrazione eletta. In altri termini Basilio Catanoso forse perchè oramai appartenente alla folta schiera di “ex”, ha preferito il tanto peggio, tanto meglio o diversamente detto: “Muore Sansone con tutti i Filistei”. Per quanto attiene la mancata convergenza di un centrodestra unito, sulla candidatura di Nino Nicotra sindaco, la risposta l’ha data il popolo acese. Sta di fatto nei numeri che sono usciti dalle urne, cioè si sarebbe duplicato il successo della elezione al primo turno di Nicotra nel 2000 ed in questo caso con il 70% dei consensi. Ma sul perchè non si è arrivati ad una convergenza su Nicotra, questa è una domanda che invito di rivolgere all’ex. Mi chiedo, probabilmente Nicotra non è rispondente ai canoni ed alle caratteristiche che l’ex ha ritrovato in un prestanome?»
– Quanto hanno pesato i votati del suo amico Santo Primavera che quattro anni fa prima sostenne Sebi Leonardi e poi, pur di non appoggiare Roberto Barbagallo e quindi Nicola D’Agostino, si coalizzò con Michele Di Re, proprio il candidato che Lei ha avversato di più in questa campagna elettorale?
«Forse siete meglio informati del sottoscritto. Per quanto a mia conoscenza, Santo Primavera, persona della quale ho stima e rispetto sia sul piano dei rapporti personali, sia sull’esponente politico, non mi risulta che in queste ultime amministrative, si sia candidato né tra gli aspiranti al consiglio comunale delle liste che mi hanno sostenuto, né altrove.»
– E’ vero che Raffaele Lombardo ha guardato con simpatia la sua candidatura a Sindaco di Acireale e, tutto sommato, se Lei avesse raggiunto il ballottaggio sarebbe intervenuto per tessere più solidi rapporti di collaborazione con gli alleati politici di sempre?
«Per quanto attiene il già presidente della Regione Siciliana on.Raffaele Lombardo, mi lusingherebbe il fatto che come Voi sostenete, abbia potuto guardare con simpatia alla mia candidatura a sindaco di Acireale, anche perché sul piano del livello e dello spessore politico, ritengo l’on.Lombardo, appartenente alla categoria dei titani, quando esistevano tali soggetti e non già dei pigmei dei giorni nostri. Ma onestamente non mi è dato conoscere e apprezzare questo suo interesse e questa disponibilità verso la mia candidatura alle recenti amministrative.»
– Adesso che farà Nino Nicotra? Si occuperà di politica o la rivedremo all’opera solo alla prossima elezione?
«Abbiamo assunto un impegno con i nostri elettori e con la città tutta che, a prescindere dall’esito elettorale, siamo stati, siamo e saremo presenti per dare il nostro apporto e la nostra collaborazione ad affrontare e a ricercare le opportune soluzioni alle tante criticità ed emergenze che attanagliano la nostra città. Pertanto aspettiamo segnali chiari da parte del neo eletto sindaco ing.Alì e della sua amministrazione. Se intendono corrispondere a questo nostro impegno e alla disponibilità con il confronto ed il dialogo con l’apertura alle forze politiche e con la società civile o piuttosto, nel chiuso del palazzo ed in condizione autoreferenziale farsi carico in totale isolamento delle scelte che andranno ad assumere, nell’una e nell’altra ipotesi, noi ci siamo all’interno e fuori dal palazzo.»
– Qual è la cosa che le è piaciuta di più di questa campagna elettorale e quella che invece ha gradito di meno?
«La cosa che mi ha entusiasmato di più è la convinta adesione, partecipazione e passione civica al progetto politico-amministrativo che ho presentato alla città, da parte di tantissimi cittadini, soprattutto giovani ma anche meno giovani e rappresentativi di tutte le fasce della società civile, nella trasversalità dell’orientamento politico. Quella che invece ho gradito meno è stata la caduta di stile in qualche incontro-confronto-dibattito televisivo tra i candidati a sindaco, di uno di questi che, probabilmente già per questo suo modo di fare e di esprimersi, non meritava comunque e in ogni caso, di rappresentare quale sindaco, la nostra amata Acireale»
(foto tratta da Il Giornale Siciliano)

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