Papa Francesco: il futuro sarà un tempo speciale e non siamo condannati ad un'economia del profitto

Papa Francesco: il futuro sarà un tempo speciale e non siamo condannati ad un'economia del profitto

di Saro Faraci

Doveva tenersi di presenza a fine marzo scorso The Economy of Francesco il grande simposio internazionale organizzato da Papa Francesco con i giovani, gli imprenditori, i cosiddetti “change makers” e dunque gli innovatori. Si è tenuto invece in modalità on line in questo fine settimana ed è stato ugualmente un appuntamento di grande rilievo per discutere, alla presenza di moltissimi giovani, nuovi paradigmi dell’economia per un mondo più sostenibile. Sul sito dell’evento sono disponibili i materiali audiovisivi di questo appuntamento internazionale che, nelle intenzioni di chi l’ha allestito, assomiglia tanto agli incontri di Davos del World Economic Forum, ma con un taglio più giovane e più orientato al cambiamento.

L’intervento conclusivo di Papa Francesco, in un video messaggio, è stato molto vibrante e, come direbbero gli esperti di economia e di management, carico e denso di vision strategica.

Il Pontefice è partito subito da una costatazione. «Sapete che urge una diversa narrazione economica, urge prendere atto responsabilmente del fatto che “l’attuale sistema mondiale è insostenibile da diversi punti di vista»” e colpisce nostra sorella terra, tanto gravemente maltrattata e spogliata, e insieme i più poveri e gli esclusi. Vanno insieme: tu spogli la terra e ci sono tanti poveri esclusi. Essi sono i primi danneggiati… e anche i primi dimenticati».

Si è dunque rivolto ai giovani, responsabilizzandoli e motivandoli anche in questi tempi così difficili. «La gravità della situazione attuale, che la pandemia del Covid ha fatto risaltare ancora di più, esige una responsabile presa di coscienza di tutti gli attori sociali, di tutti noi, tra i quali voi avete un ruolo primario: le conseguenze delle nostre azioni e decisioni vi toccheranno in prima persona, pertanto non potete rimanere fuori dai luoghi in cui si genera, non dico il vostro futuro, ma il vostro presente. Voi non potete restare fuori da dove si genera il presente e il futuro. O siete coinvolti o la storia vi passerà sopra»

«Abbiamo bisogno di un cambiamento, vogliamo un cambiamento, cerchiamo un cambiamento», ha detto Papa Francesco nel suo vibrante videomessaggio. E con grande consapevolezza che il cambiamento va promosso e governato, non soltanto proclamato, il Pontefice ha aggiunto: «Se è urgente trovare risposte, è indispensabile far crescere e sostenere gruppi dirigenti capaci di elaborare cultura, avviare processi – non dimenticatevi questa parola: avviare processi – tracciare percorsi, allargare orizzonti, creare appartenenze… Ogni sforzo per amministrare, curare e migliorare la nostra casa comune, se vuole essere significativo, richiede di cambiare “gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società”. Senza fare questo, non farete nulla»

Da qui l’appello a promuovere anche nuovi modelli economici più virtuosi, quelli cosiddetti di economia circolare, che esaltano la cultura dell’incontro, diametralmente opposta a quello dello scarto. E dunque la proiezione in avanti che, con grande ottimismo, Papa Francesco ha fatto: «Così il futuro sarà un tempo speciale, in cui ci sentiamo chiamati a riconoscere l’urgenza e la bellezza della sfida che ci si presenta. Un tempo che ci ricorda che non siamo condannati a modelli economici che concentrino il loro interesse immediato sui profitti come unità di misura e sulla ricerca di politiche pubbliche simili che ignorano il proprio costo umano, sociale e ambientale. Come se potessimo contare su una disponibilità assoluta, illimitata o neutra delle risorse»

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