"Pastelli di Sicilia" al Castello di Aci

"Pastelli di Sicilia" al Castello di Aci

ACI CASTELLO – Nella splendida cornice del Castello Normanno di Aci Castello, dove paesaggio, natura e architettura si fondono in un magnifico ed evocativo scenario, il Sindaco del Comune di Aci Castello dott. Carmelo Scandurra con il consigliere delegato alla Cultura e al Turismo dot. Antonio Maugeri, con la compartecipazione e la fattiva collaborazione della Pro Loco Riviera dei Ciclopi Acitrezza – Aci Castello e del Presidente dott. Massimo Pellegrino, hanno certamente alzato gli standard qualitativi in questa stagione, organizzando una serie di eventi sul Castello Normanno, di elevato spessore culturale, quali recentemente il Teatro Stabile di Catania, La Marionettistica dei F.lli Napoli, la Compagnia teatrale “Turi Ferro” non tralasciando certamente anche mostre di artisti siciliani di notevole caratura regionale e/o nazionale quali il Maestro Giuseppe Mario Frezza presente sul Castello dal 2  agosto con la personale di Pittura “Pastelli di Sicilia al Castello” a cura di Eleonora Continella, madrina del Vernissage del 2 agosto 2019, la poetessa e scrittrice greca Ioanna Leone. Le opere della mostra personale di Giuseppe Mario Frezza qui ospitate, sembrano aver trovato il luogo più indicato in cui trasmettere, come in uno specchio riflesso, le stesse intense suggestioni ed emozioni scaturite dalla bellezza della natura, dei paesaggi e delle architetture, che rivediamo riprodotte sulla tela attraverso un magico intreccio di colori e luci.

Le Emozioni evocate attraverso un’arte la cui passione Giuseppe Mario Frezza ha portato con sé fin da ragazzo, perfezionandola grazie allo studio, alla dedizione e all’esempio di grandi maestri catanesi: muove infatti i primi passi presso lo studio del maestro Gio’ Vanchieri, ed è allievo di Domenico Di Mauro, artista capofila della pittura folklorica sui carretti siciliani, nonchè dei proff. Bruno e Federici all’Accademia di Belle Arti di Catania, presso la quale si laurea con la tesi “Percorsi Inversi – l’Arte in Banca, la Banca per l’Arte”, con lo storico d’arte prof. Paolo Giansiracusa.

Nel corso della sua carriera, Giuseppe Mario Frezza sviluppa la sua arte sperimentando tecniche pittoriche sempre diverse, dall’acquerello all’incisione, ma specializzandosi ed emergendo nella pittura a pastello: una tecnica di grande originalità nell’ambito pittorico contemporaneo, attraverso la quale, grazie ad un riuscito equilibrio tra leggiadria e forza, delicatezza e vivacità, riesce a riprodurre scorci di paesaggi, ambienti e personaggi della nostra terra di Sicilia, che con immediatezza ci proiettano in una dimensione fatta di emozioni e di ricordi, legati in maniera indissolubile alla nostra memoria e alla nostra Storia, sia personale che collettiva – sia come individui che come popolo legato alle proprie tradizioni identitarie. Ciò avviene grazie a due elementi, che ritroviamo nella tradizione popolare siciliana della pittura dei carretti o delle edicole votive: la semplicità della raffigurazione e l’uso di colori sia tenui che vigorosi, che riescono a ricondurci ad una forma di genuinità e libertà dei sentimenti, normalmente sopiti e custoditi nello scrigno della memoria e dell’anima. Difatti, i temi predominanti nelle opere di Giuseppe Mario Frezza sono innanzitutto la natura incontaminata della nostra Sicilia, coi suoi paesaggi a volte aridi e desolati, a volte rigogliosi e selvaggi; gli scorci cittadini di vicoli, cortili o brani architettonici, ritratti come sospesi in istanti fuori dal tempo; immagini di frutti e piante della nostra terra, i cui odori e sapori di attimi ormai passati ci vengono immediatamente restituiti.

Una carriera dunque caratterizzata dalla dedizione, dall’impegno sia artistico che umano, dal talento e dall’inventiva, quest’ultima da intendere nel senso latino di “invenire”, ossia “trovare”, “scoprire” e dunque far riemergere quelle profonde emozioni e memorie normalmente nascoste nel fondo dell’anima, e che Giuseppe Mario Frezza è in grado di riprodurre con grande efficacia sulle tele che stasera ammiriamo, grazie ad una innata capacità di “sentire” e condividere le istanze e le sensazioni del mondo e del prossimo, dote che fa dell’uomo ciò che noi chiamiamo “un artista”.

Le stesse doti artistiche che, suscitando profonde suggestioni, hanno ispirato i versi di numerosi scrittori come La Paglia, Nicolosi, Zitelli, Iacona, Venticinque, i quali hanno dedicato loro componimenti poetici alle opere di Giuseppe Mario Frezza, e in ultimo la poetessa e scrittrice ed attrice teatrale greca in arte Ioanna Leone, dopo aver studiato recitazione all’Accademia di arte e teatro del Maestro Rahuti, si dedica all’arte poetica, realizzando alcune collane inedite in varie lingue europee, oggi madrina dell’evento , che, ispirata dall’opera “Finestra su Aci Trezza”, ha composto per l’occasione una sua poesia dal titolo “Faraglioni.. i fedeli compagni del Castello”, il tutto accompagnato da un intrattenimento musicale del violinista Prof. Maurizio Longo, con un reportage fotografico di Donato Scuto. A chiusura un brindisi dell’artista con la moglie Giovanna nel pozzo dei desideri del Castello per brindare il raggiungimento di 33 anni di Matrimonio nella suggestiva location..

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