Per "Un parente di troppo" di Giovanna Criscuolo una valanga di applausi

Per "Un parente di troppo" di Giovanna Criscuolo una valanga di applausi

RIPOSTO –  La stagione 2022 della Compagnia Teatrale Jonica non poteva partire nel modo migliore , grazie alla  messa in scena della commedia noir “Un parente di troppo”, liberamente tratta da “Ammazzate la zitella” di Gian Carlo Pardini, nel cine-teatro Musmeci di Riposto. Eccellente la regia di Giovanna Criscuolo, attrice che calca il palcoscenico teatrale da oltre venticinque anni, che ha dato il suo imprinting al lavoro. Gli attori della Compagnia ripostese, di cui conosciamo affiatamento e bravura, sono stati condotti al successo, grazie ad una regia che ha conferito all’opera una fluidità davvero coinvolgente.

Se è vero che l’incognita era quella dei tempi comici, che non sono quelli della nostra tradizione, questa incognita è stata risolta in modo eccezionale dalla regia della Criscuolo, che ha saputo coniugare efficacemente l’aplomb un po’ Enghish di alcuni personaggi con le reazioni di altri che non disdegnavano l’efficacia della “calata” tipica del nostro dialetto, che tutto rende più comico, perfino la morte, con il risultato di suscitare fragorose risate tra il numeroso pubblico presente. Uccidere diventa strategia e fil rouge. Il killer spietato assoldato per annientare i parenti che mano a mano ostacolano il raggiungimento della felicità economica delle cugine che si contendono l’eredità della zia, risulta un personaggio perfino simpatico. La morte viene continuamente sminuita della sua tragicità in nome di un tornaconto economico che ignora ogni valore morale e rapporto affettivo. Il testamento della vecchia zia scatena e sconvolge le menti delle quattro eredi: Jessica, interpretata da Bernardet Anastasi, dispotica moglie di Enrico, ben caratterizzato da Adolfo Ursino; Gloria, finemente interpretata da Lucilla Trombetta, autoritaria moglie di Brando, perfettamente “indossato” da un esilarante Giambattista Galeano, più volte applaudito a scena aperta; Rita, la diabolica vedova nei cui panni si è perfettamente calata Marika Mannino; Giorgetta, la cugina zitella erede universale, interpretata con nonchalance e bravura da Rita Composto.

A condire ed insaporire il noir, un topping  di interpretazioni esilaranti, quali quelle di: Grazia Papa (Lucia, la cameriera della defunta zia Sara); Giovanni Spada (il notaio), Salvo Maccarrone (Jo il sicario pasticcione, ma efficace). Colpo di scena alla fine poi , quando le tre cugine, che  con fredda e lucida determinazione hanno escogitato “piani” che mai risultano efficaci, con l’unico scopo di arricchirsi grazie al lascito della loro zia , alla fine restano  tutte vittime dei loro stessi piani, tesi ad eliminare l’unica cugina zitella, che perfettamente rispondeva ai requisiti testamentari. Alla fine sarà lei a rivelarsi tutto l’opposto di quanto preconizzato.

Lo spettacolo gira attorno a situazioni, gag e battute divertenti ed evidenzia l’avidità dell’essere umano disposto a tutto pur di far crescere il proprio conto in banca, anche a fare “comunella” per uccidere una parente di troppo. Impeccabili, come sempre, le scene del duo Gaetano Venuto-Mariangela Grasso. L’obiettivo di questa stagione teatrale di divertire il pubblico, come indicato dal presidente Giambattista Galeano è già stato raggiunto sin da questa prima proposta teatrale. Regalare al pubblico un sano divertimento in un momento drammatico, festeggiando così, con gioia, la ripresa dopo la chiusura imposta dalla pandemia è stata una scommessa vinta. Ci può stare anche un pizzico di campanilismo da parte del presidente con quel “siamo tornati finalmente a casa”( cioè a Riposto e non più a Giarre) anche se il pubblico era formato in gran parte da giarresi. Orgoglioso anche il sindaco Enzo Caragliano, presente alla rappresentazione, che si è congratulato con la Compagnia tutta e ha reiterato la vicinanza della sua amministrazione alla meritoria attività culturale della stessa e delle altre realtà presenti nel territorio comunale.

Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 26 e domenica 27 marzo, sempre al cine-teatro Musmeci, con la messa in scena della commedia “Occhio non vede” di Aldo Lo Castro, per la regia di Orazio Messina. Una commedia tragicomica, che si preannuncia divertente, ma che offre spunti di riflessione sullo spinoso e scottante tema della “malasanità” e ispirata alla cronaca. La tragicommedia si fa forte della capacità dei meridionali di ridere delle disgrazie proprie ed altrui. C’è il malvagio deus ex machina dei mille tranelli e delle mille insidie che attendono un gruppo di malati nella clinica oculistica in cui sono ricoverati. Medici e infermieri, pazienti e familiari insieme in un tourbillon di gag che raccontano – alla maniera del teatro, che tutto disvela e tutto fa conoscere – tristi vicende quotidiane di malasanità.

Mario Pafumi

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