Politiche, legittimo l'uso delle armi per difendere la vita


 
 
 

 “Esprimo la totale ed incondizionata solidarietà del Popolo della Famiglia e la mia personale,  sono un collega poliziotto, segretario provinciale di Roma del MOSAP, al carabiniere linciato a Piacenza dalle bande degli antagonisti – dichiara Nicola Di Matteo, coordinatore nazionale del Popolo della Famiglia e capolista al  in Sicilia usa parole nette dopo la feroce aggressione subita dall’appartenente all’Arma”

“Il livello di violenza nei confronti delle forze di Polizia ha toccato livelli intollerabili in un Paese democratico. Questi farabutti che si nascondono dietro caschi ed altri travisamenti sono solo dei violenti, potenziali assassini, che hanno infierito su un collega caduto a terra in modo forsennato, senza alcuna pietà. Solo il caso ha evitato conseguenze peggiori. Questi criminali non vedevano l’ora di poter scaricare la propria violenza contro un appartenente alle forze dell’ordine, reo ad avviso di questi mascalzoni di portare una divisa ed essere un nemico di classe – prosegue Di Matteo”

“C’è da chiedersi – conclude Di Matteo- se di fronte ad una tale bestialità che avrebbe potuto provocare la morte del carabiniere  non sia opportuno, per evitare conseguenze terribili, consentire agli appartenenti alle forze di Polizia di poter difendere la propria incolumità anche con l’uso delle armi individuali. Meglio un antagonista ferito o ucciso che un poliziotto o un carabiniere morti”

“Nella prossima legislatura – afferma Di Matteo – proporremo una modifica del codice penale che inserisca aggravanti specifiche e nessuna attenuante per i manifestanti violenti che attaccano le forze di Polizia. In tutti i Paesi democratici chi tocca un appartenente alle forze di sicurezza dello Stato riceve condanne esemplari. Non si comprende perchè in Italia non sia così. Noi ci batteremo sempre per tutelare i sevitori dello Stato in divisa, che siano agenti di polizia, carabinieri o finanzieri”

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