Poetry Slam: la poesia esce dalla nicchia per ritornare all’oralità

Poetry Slam: la poesia esce dalla nicchia per ritornare all’oralità

CATANIA – Si è conclusa ieri, a Catania presso il Cut, Centro teatrale universitario, la competizione all’ultimo verso della Slam Poetry. Un’iniziativa nuova per la città, realizzata grazie a un gruppo di giovani studenti universitari, deciso a divulgare la bellezza artistica, poetica, che spesso soggiace in circuiti di nicchia. “La poesia è per pochi”, “si vende poco”, “è per un pubblico ristretto”. Quante volte avrete sentito queste frasi? Accusata di essere criptata, incomprensibile, blindata dai canoni estetici, spesso la poesia viene bistrattata. Gli stessi autori fanno outing quasi sottovoce, c’è un po’ di vergogna nel confidare di scrivere in versi, terrorizzati all’idea di essere catalogati drammaticamente “poeti maledetti” forse, ma quasi sicuramente incompresi.  Eppure, chi ha la sensibilità di approfondire le emozioni con la scrittura dovrebbe andare in giro a distribuire bellezza, ed è quello che è successo grazie alla competizione di Slam Poetry a Catania, è stata restituita l’oralità a un’arte che è di respiro universale.

Carola Carnazza, Concetta Cambria, Sofia Santangelo, e Mattia Barbagallo hanno portato avanti il progetto del Poetry Slam Catania. Uniti dall’amore per la letteratura, autori fuori competizione, i giovani studenti universitari, hanno reso possibile questa competizione, non senza sacrificio e dedizione, patrocinato dall’Università di Catania e in accordo con la LIPS, Lega italiana poetry slam, con la coordinatrice regionale per la Sicilia Nausica Zocco, e uno dei membri del Direttivo Nazionale Lips Eleonora Fisco.

Tre serate, condotte dal Master of Ceremony Biagio Guerrera, dove gli slammer, ovvero i partecipanti, hanno declamato sul palco versi scritti di proprio pugno. Nessuna regola di contenuto, né di stile. Caratteristica della Slam Poetry è proprio la libertà di declamare qualsiasi componimento, in lingua o in dialetto, di denuncia sociale o di struggimento amoroso e non necessariamente in rima. La giuria composta da cinque elementi estratti a sorte tra gli spettatori non valuta canoni estetici, non deve rilasciare una valutazione tecnica, ma soltanto esprimere la preferenza attraverso un punteggio. Il punto è liberare la poesia!

Tra i diversi poeti talentuosi in gara, che hanno vinto perplessità, timidezze mettendosi a nudo attraverso i loro versi, di fronte a una platea variegata di spettatori, la giuria ha decretato vincitrice del torneo Anna Agata Mazzeo, che si è esibita con poesie estratte dalla silloge “Cruda al punto giusto”, e che dell’arte di scrivere ne ha fatto il suo mestiere. Giornalista pubblicista, classe 1975, le poesie di Anna Mazzeo portano avanti un sentimento autentico, alla ricerca di verità e bellezza, servendosi dell’ironia necessaria a bilanciare il cinismo a cui spesso ci piega la vita. Prossima tappa: la competizione regionale organizzata dalla LIPS, Lega italiana di poetry slam,che si disputerà a Palermo nel 2023.

I finalisti che si sono esibiti nella serata coclusiva: Ruggero Di Maura, Federico Catania, Marco Raineri (artista performer noto come markrainofficial, che ha allestito una mostra a Palazzo Scammacca a Catania visitabile nei giorni 19 e 20 novembre); Nicole Tallucchi, Alessandro Granieri Galilei, Anna Agata Mazzeo.

Arrivata in Italia 20 anni fa, grazie a Lello Voce, poeta e performer, che ha riportato la poesia fuori dai luoghi accademici, liberandola del pesante pregiudizio che ci ricollega ai banchi di scuola, alle interrogazioni dagli esiti infausti, la Slam Poetry è nata originariamente da un ex operaio, poeta Marc Smith, che nel 1984 in un Club di Chicago, propose delle serate di lettura di poesia con performance, e sottofondo di note Jazz, iniziativa che fu ripresa in seguito da altre città e nazioni. Speriamo, che anche a Catania, la Poetry Slam serva da apripista a tante altri eventi e manifestazioni culturali di questo tipo. 

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