Comune in dissesto: non spegnete quella luce!

novembre 11, 2018

 

 

Daniele Lo Porto

CATANIA – Doveva essere una manifestazione preventiva, in attesa che la Corte dei Conti a sezioni riunite confermasse o meno il dissesto del Comune di Catania, adesso avrà la valenza di messaggio politico al Governo nazionale ed a quello regionale. La “Catania che non vuole spegnere la luce”, si ritroverà domani alle 18,00 davanti alla Villa Bellini per percorrere in corteo via Etnea fino a piazza Università, dove si concluderà la manifestazione organizzata dai sindacati e da diverse sigle del tessuto economico. Ora che il dissesto è una certezza i sindacati rilanciano: “Serve un tavolo di crisi per gestire in modo agile, concreto e concertato le sfide che la dichiarazione di dissesto nel Comune di Catania impone drammaticamente alla città”, hanno dichiarato i segretari generali di Cisl, Uil e Ugl Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci insieme con il segretario confederale Cgil, Claudio Longo, intervenuti a Palazzo degli Elefanti nel corso dell’assemblea pubblica. Il corteo servirà a sollecitare la classe politica “a mobilitarsi perché arrivino da Stato e Regione le risposte attese. Non pietismo o elemosine ma le stesse opportunità concesse ad altre città”. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno ribadito “preoccupazione per gli stipendi dei dipendenti delle cooperative, delle partecipate e del Comune oltre alla sorte futura dei servizi garantiti ai cittadini più svantaggiati”. “Per questo – hanno aggiunto Longo, Attanasio, Meli e Musumeci – serve un confronto serrato su un piano di gestione dell’emergenza finanziaria al Comune, che può e deve andare oltre esternazioni e assemblee. È necessario entrare nei dettagli di un progetto salva-Catania a cui le organizzazioni sindacali chiedono di partecipare a pieno titolo, con una assunzione di responsabilità coraggiosa e doverosa al tempo stesso. A fronte di quanto sta accadendo, inoltre, crediamo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere chi e il quale misura ha responsabilità di quanto è accaduto. È un passaggio questo che non può essere rimosso, anche al fine di non ripetere più gli stessi errori”. Anche ConfimpreseCatania, associazione di medie, piccole e micro imprese, aderisca alla manifestazione indetta dai sindacati e da altre sigle rappresentative del tessuto economico etneo. “Il dissesto rischia di mettere in grandissima difficoltà tante imprese che hanno fornito beni e servizi al Comune di Catania, cioè potrebbe comportare anche una ulteriore perdita di lavori in una realtà socio-economica già in grande emergenza – ha dichiarato Giovanni Mirulla, presidente di ConfimpreseCatania -. Amministratori pubblici, imprenditori e rappresentanti dei lavoratori devono lavorare in sinergie nell’interesse di tutte le categorie. Auspichiamo, infine, che si procedo al più presto alla Commissione straordinaria che dovrà gestire i debiti pregressi del Comune di Catania e, al contempo, un celere e concreto intervento di Regione e Governo, affinchè alle preannunciate dichiarazioni di disponibilità e attenzione seguano fatti concreti”.

“Il dissesto è ormai una realtà con la quale questa città dovrà fare i conti per i prossimi anni. Il Sindaco conosceva già la situazione drammatica in cui versano le casse comunali e per quanto ogni tentativo sia lodevole, la dichiarazione di dissesto era più che una semplice ipotesi. Tutti gli atti contabili presentati in questi anni dall’amministrazione Bianco hanno sempre portato il consiglio ad una spaccatura: da una parte chi come me – dichiara Riccardo Pellegrino, ex consigliere comunale di Forza Italia e candidato sindaco a capo di un movimento civico – li ha sempre guardati con occhio critico rifiutandosi di votarli non per ostracismo nei confronti della maggioranza, ma perché consapevoli che le cose non erano esattamente come presentate. Dall’altra i fedelissimi dell’ormai ex sindaco con la presunzione di richiamare i colleghi ad un voto considerato “un atto di responsabilità”. Per non parlare di chi, mantenendo il numero legale in aula, ha ottenuto posizioni di favore per propri familiari.
Se abbiamo 1.6 miliardi di debiti, più di un terzo maturati negli ultimi 5 anni, lo dobbiamo anche a questi “atti di responsabilità”. E vedere al fianco di Salvo Pogliese, in qualità di assessore, il capogruppo del gruppo “Con Bianco per Catania” è una mancanza di rispetto enorme nei confronti di una città che ha scelto di voltare pagina.”

 

 

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