Il Governo Musumeci revoca la delibera sul rendiconto dopo lo stupore della Corte dei Conti

novembre 22, 2018

 

 

 

PALERMO – Il governo Musumeci ha revocato la delibera di ottobre sul rendiconto generale della Regione per il 2017 che ieri era stata contestata dalla Corte dei Conti, che poi si è riunita in camera di consiglio per le determinazioni. I giudici contabili avevano rilevato che con quella delibera era stato modificato nella sostanza il rendiconto approvato nel luglio scorso, inserendolo in un disegno di legge che comprendeva anche il bilancio consolidato e già pronto per la discussione in Assemblea regionale. Con la revoca della delibera, di fatto, dunque viene meno anche il ddl all’ordine del giorno dell’aula. L’assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha spiegato in Ars, che a breve il governo trasmetterà all’Assemblea un nuovo ddl che tiene conto del rendiconto parificato dalla Corte dei conti. “Faccio appello alla responsabilità di tutti i deputati per sostenere un percorso che porti al rispetto dei tempi prefissati e all’approvazione di bilancio e finanziaria entro il 31 dicembre”, ha detto intervenendo all’Ars il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

“Non possiamo assistere ad un comportamento vergognoso da parte di un governo che non ha il minimo rispetto per l’operato della magistratura contabile, evidenziato dai fatti assolutamente unici accaduti negli ultimi giorni.  Ora l’esecutivo dice di aver risolto il problema verbalmente con la Corte dei Conti, comunicando che non ha intenzione di inoltrare il disegno di legge alla magistratura contabile”. Questo il commento dei deputati del Movimento 5 Stelle, dopo aver ascoltato l’assessore Armao in commissione Bilancio.  Il vicepresidente della Regione ha infatti  comunicato che non ci sono documenti che comprovino che il nuovo disegno di legge sia apprezzato positivamente dalla Corte dei Conti, ha parlato di un colloquio verbale e ha comunque escluso che il nuovo testo sarà trasmesso alla magistratura contabile. Anche se la legge non lo impone – continuano i parlamentari –  non trasmettere il documento alla Corte dei Conti suona come un guanto di sfida ad una Istituzione dello Stato, cosa che per noi è inaccettabile. Se la proposta venisse approvata dal Parlamento e poi impugnata, i danni per la nostra Regione sarebbero incalcolabili e, a quel punto, probabilmente irrimediabili. “Alla nostra richiesta di prendere tempo fino a domani – proseguono – per poter studiare i nuovi documenti e poterli confrontare con quelle che erano le prescrizioni in fase di parifica, ci è stato risposto che ci concedevano 30 minuti, tempo assolutamente insufficiente per poter lavorare al meglio e poter valutare eventuali emendamenti. La maggioranza richiama le opposizioni alla responsabilità, ma non è disposta a essere responsabile di fronte a richieste più che legittime, sfruttando, come sempre è avvenuto, la fretta per non far capire nulla soprattutto ai siciliani. Il movimento 5 stelle – concludono – non è disposto a prendere parte ad una farsa tragica, degna della peggiore politica, il tutto condito da una incapacità amministrativa senza precedenti. Infatti , l’aver ritirato il disegno di legge oggetto della contestazione della Corte dei Conti per riproporre il vecchio documento, altro non è che un’ammissione di colpa di chi, colto in flagrante, non sa più cosa inventarsi”.

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