La trionfale marcia del gambero gialloverde

dicembre 17, 2018

 

 

Una volta, quando c’era il servizio militare di leva, le caserme erano praticamente ovunque e i soldati si chiamavano “marmittoni”. Davanti alle caserme erano sempre posizionate, dentro le garitte, le sentinelle armate:  si sussurrava per non fare entrare la logica all’interno dell’organizzazione militare.
A tal proposito circolava una barzelletta che raccontava come un caporale di giornata, per punire un militare che dovendo ”restare punito” (così si diceva), invece cercava di andare in libera uscita con uno stratagemma, argomentava la punizione dicendo: ”il soldato tal dei tali sconterà tre giorni di cps perché tentava di uscire dalla caserma fingendo di entrare  rinculando “. Non significava niente, se non il trionfo della illogicità. Non so perché, ma mi è tornata in mente assistendo alla marcia trionfale del gambero del Governo italiano nei confronti dell’Unione Europea. Veri e propri pifferai di montagna che, partiti per suonare, tornarono suonati, e in malo modo.
Il problema è che loro sono stati suonati, o forse “suonati“ lo erano già in partenza, ma questa melodia scoordinata e cacofonica ce la dobbiamo piangere noi cittadini, impotenti, succubi fino alle prossime elezioni e impossibilitati a lasciare la platea del teatrino fino alla fine della farsa tragicomica. Qualcuno, malignamente, ha detto che il governo, con il Decreto sicurezza declinato in chiave immigrazione, aveva completato il lavoro di Garibaldi che era si riuscito a unificare l’Italia ma non gli Italiani; in realtà il Governo è riuscito a fare di più. Per essere sicuro che l’aggregazione degli italiani regga, si è impegnato a scontentare tutti, ma proprio tutti. Verrebbe da urlare” arridadece er puzzone”

Alfio Franco Vinci

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