Per Salvini record di selfie a Taormina e contestazione a Catania

agosto 12, 2019

CATANIA – Il ministro si fa attendere rispetto all’orario previsto, ma quando arriva non ci si attarda in formalità. Nella corte di Palazzo degli elefanti ad attenderlo il prefetto Claudio Sammartino, i comandanti delle forze di polizia, il sindaco Salvo Pogliese con tanto di fascia tricolore per suggellare l’istituzionalità dell’incontro, e al suo fianco l’assessore leghista Fabio Cantarella, l’uomo forte di Matteo Salvini a Catania.  L’incontro con la stampa avviene nella Sala Giunta, aperto dall’intervento proprio del sindaco che ringrazia, innanzitutto, Salvini, Stefano Candiani e Laura Castelli per l’impegno profuso per evitare alla città di  Catania ulteriori disastri come conseguenza del dissesto inserendola, insieme ad altre, nel Decreto crescita, che era stato immaginato inizialmente come il “Salva Raggi”. Per Salvini è l’assist per affrontare i temi caldissimi della politica di questi giorni.

“E’ curioso che oggi chi protesta qua davanti  era contrario a inserire Catania nel decreto “Salva Raggi”. La protesta, comunque, è consentita, è una forma di democrazia ed è tollerata finchè non si creano problemi a Polizia e Carabinieri che già ne hanno tanti. A chi mi ha definito “traditore” rispondo che ho sostenuto le richieste del sindaco Pogliese e a distanza di un anno possiamo dire di avere salvato la città da ulteriori ricadute negative dopo la sentenza della Corte dei conti, che non è certo colpa di questa Amministrazione allora appena insediata”, sottolinea il ministro Salvini che poi inizia a tracciare gli scenari politici a breve scadenza. “Credo che la più alta forma di democrazia sia andare al voto, dare la possibilità a 60 milioni di italiani di decidere da chi essere governati. E’ normale che io abbia chiesto “pieni poteri”, il potere cioè di governare nel rispetto e nei limiti consentiti dalla Costituzione. Lo ribadisco perché si è speculato molto su questa mia frase”.

Chi saranno i suoi alleati?

“Non faccio nomi, non mi interessano le sigle. Gli elettori saranno chiamati a decidere tra l’Italia del sì, alla quale aderisco, e l’Italia del no. Certo non potò mai allearmi con il Pd, con l’estrema sinistra, con chi mi ha insultato fino ad oggi o, in Sicilia,  con la Forza Italia di Miccichè che fa conferenze stampa e condivide le proteste con la Boldrini. Se prima in Sicilia non cambierà la leadership non ci potrà essere alcun dialogo. In questi giorni non ho sentito nessuno a livello nazionale, ma nei presto incontrerò  Forza Italia e Fratelli d’Italia, già martedì,  e servirà per fare il punto sulle prossime elezioni regionali, a cominciare dall’Umbria”. Il leader della Lega ammette che al vertice si parlerà “anche di altro”, cioè le richieste di chiarezza su un accordo pre elettorale giunte dalle altre anime del centrodestra, a cominciare da Giorgia Meloni.

“La nostra manovra è già pronta, a Renzi (che propone un governo istituzionale anche al M5s, ndr) interessa solo perder tempo per salvare la poltrona, mentre noi vogliamo andare al voto al più presto, già a ottobre, se non ci si ferma. Qualche parlamentare ha espresso difficoltà a tornare in aula ad agosto, ma non sono pagati per questo?”, si chiede e chiede il vice premier.

Quali sono i punti qualificanti della manovra economica della lega?

 “Tasse ridotte al 15% per milioni di lavoratori italiani, ma non per tutti, pace fiscale con Equitalia per milioni di Italiani, nessun aumento dell’Iva ma riduzione delle tasse sulla casa. Per quanto riguarda lo spread il pericoloso maggiore è dilatare i tempi, proprio come vuole Renzi che teme di perdere poltrone. Ma voi ve lo immaginate un governo Grillo-Renzi-Boschi, Fico?”.

E sul reddito di cittadinanza Matteo Salvini si sofferma, alla luce di alcune considerazioni espresse proprio a Taormina. “Ho votato quel provvedimento con la speranza che agevolasse l’occupazione, ma da quello che sento non è così. Albergatori, ristoratori, agricoltori mi hanno detto che hanno difficoltà a trovare mano d’opera perché in molti preferiscono percepire la stessa cifra o qualcosa in meno e stare a casa e, magari, arrotondare con qualche lavoretto in “nero”. Se dovessi  verificare che il fenomeno è generalizzato sicuramente qualcosa va rivisto, perché l’assistenza è incompatibile con lo sviluppo e l’Italia deve ripartire.

E, infine, sulla squadra dell’Italia del sì, Salvini sottolinea che vi potranno aderire tutti coloro che condivideranno alcuni punti strategici, a cominciare dalla centralità della famiglia: associazioni, liste civiche, ma soprattutto amministratori, sindaci, assessori, governatori potranno trovare spazio perché è impensabile fare il parlamentare senza conoscere la procedura di un appalto. “Noi siamo pronti ad andare a votare già a ottobre”.

Lancio di uova e di una bottiglietta d’acqua sull’auto, il tentativo di forzare il cordone di poliziotti e carabinieri  per bloccare il corteo ministeriale che si allontanava da Palazzo degli elefanti, intorno alle 18,30. In una caldissima domenica d’agosto piazza Duomo è diventata per qualche minuto incandescente. Non tantissimi i contestatori: ad attendere il ministro dell’interno una cinquantina di manifestanti, in particolar modo dell’estrema sinistra, centro sociali e del M5s,  che urlavano “buffone, buffone” e agitavano cartelli con scritto “vergogna” e “traditore”. Tra sostenitori del leader della Lega e chi contestava duramente il vicepremier spunte e qualche contatto violento, prontamente spento dall’intervento del servizio d’ordine. “Catania non si Lega” e “fuori i fascisti da Catania”, gli slogan gridati dagli oppositori di Matteo Salvini.

All’uscita la scena si è ripetuta, con maggiore platealità: lancio di oggetti e manate sull’auto blu con i soliti cori di protesta. In serata un comunicato del M5s sottolinea la presenza in piazza  di “attivisti e i consiglieri comunali di Catania e provincia in prima linea che hanno contestato duramente Matteo Salvini e lo hanno costretto a scappare e a rifugiarsi, super scortato, dentro Palazzo degli Elefanti per l’incontro con il sindaco e con la sua giunta. Un incontro di mera ed evidente propaganda elettorale, spacciato da Pogliese per visita esclusivamente istituzionale. Se Catania, in dissesto grazie alle scelte scellerate delle precedenti amministrazioni di centrosinistra e centrodestra, ha ora un’ancora di salvataggio, lo deve soltanto all’interessamento dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle e del viceministro Laura Castelli, non certo all’ostruzionismo del ministro Salvini, da sempre nemico del nostro sud e, ora, anche traditore del contratto di governo stipulato con il M5s”.

Forse non proprio di fuga si può parlare, ma di certo per motivi di sicurezza è stato evitato l’aperitivo organizzato da giovani attivisti della Lega in un bar di piazza Duomo. Piazza, ieri pomeriggio, affollata da centinaia di turisti che, involontariamente, davano consistenza ai contestatori con i quali si mescolavano. Molti, infatti, soprattutto stranieri si sono soffermati, trascurando momentaneamente gli edifici barocchi, civili e religiosi, del centro storico, per osservare un insolito fuori programma. Presenti alla conferenza stampa di Salvini, in Muncipio, anche il sindaco di Motta S. Anastasia, Anastasio Carrà, in elegante spezzato “istituzionale” con giacca e scarpe verdi, coordinatore provinciale della Lega per gli Enti locali, e l’agrigentino Alessandro Pagano.,  vice presidente del Gruppo parlamentare Lega alla Camera dei Deputati.

(Dal Giornale di Sicilia)

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