Regione, Antonio Scavone è ufficialmente assessore regionale

febbraio 20, 2019

 

 

 

PALERMO – Lo avevamo annunciato il 28 gennaio, adesso è ufficiale:  Antonio Scavone è il nuovo assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro. Lo ha nominato oggi il governatore della Sicilia Nello Musumeci, dopo avere accolto le dimissioni di Mariella Ippolito. Scavone, 62 anni, radiologo, è attualmente direttore medico e capo Dipartimento di radiologia all’ospedale Garibaldi di Catania. Da oltre 25 anni è ai vertici della professione medica nel settore della Sanità pubblica e dal 2005 al 2009 ha ricoperto l’incarico di direttore generale dell’Usl 3 di Catania. Il neo assessore è stato deputato e senatore della Repubblica.

Lo avevamo anticipatoil 28 gennaio, con questo articolo: Aria di rimpasto nella Giunta regionale presieduta da Nello Musumeci. Aggiustamenti in corso alla fine del primo anno, dopo un inizio tutto in salita per il governo regionale. Il primo assessore in uscita è Mariella Ippolito, già candidata al parlamento con la lista dell’estrema sinistra Rivoluzione civile dell’ex magistrato Antonio Ingroia, e poi riconvertita agli ideali autonomisti e centristi, tanto da ottenere un posto in Giunta, con delega al Lavoro e alla famiglia, nella squadra marcatamente di centro-centro-destra di Palazzo d’Orleans. Adesso, anzi da tempo, l’assessore Ippolito è in procinto di diventare “ex”. Raffaele Lombardo, indiscusso , ma meno evidente, leader dei centristi ha deciso di dare spazio ad Antonio Scavone, da sempre un suo fedelissimo, con un curriculum di tutto rispetto: da candidato sindaco di Catania, 30 e passa anni fa, quando comunque riuscì a sparigliare le carte dei giochi scontati della politica catanese ad un seggio al Parlamento, da assessore comunale ad altri importanti incarichi. Tornato da Roma, alla fine della scorsa legislatura, Scavone è stato temporaneamente messo in panchina, ma adesso scalpita dopo che ha avuto l’ok dell’ex presidente della Regione. Ma c’è da aspettare. Musumeci, infatti, pare che non sia favorevole ad un solo avvicendamento, perchè anche altri alleati vorrebbero effettuare un turn over, collegato o meno alle prossime elezioni europee e a nuovi “ragion di Stato” interne. Il fondatore di #diventeràbellisisma, tra l’altro, ha anche problemi interni: i suoi principali riferimenti interni gli tirano la giacchetta, chi verso la Lega, chi verso Fratelli d’Italia e altri ancora, auspicano un riavvicinamento a Forza Italia del redivivo Berlusconi, operazione sollecitata e auspicata da Gianfranco Miccichè, pronto a concedere in cambio un minor pressing sull’alleato-avversario con il quale, da sempre, il feeling non è stato mai eccezionale. “Ben venga l’intesa tra il presidente della Liguria, Toti, e il presidente della Regione siciliana, Musumeci. Nessun problema, anzi: la loro alleanza sarà un arricchimento che renderà più forte il centrodestra che unito in Sicilia vale il 50 per cento, ovvero quanto un partito del 5 per cento a livello nazionale”., ha commentato il commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè. Il movimento di Nello Musumeci deciderà il suo futuro prossimo nel corso del congresso regionale che si terrà domenica prossima a Catania.

 

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