Un “galoppino” tira l’altro. Scontro Musumeci-M5s

marzo 27, 2019

 

 

PALERMO – “Dal ministro Toninelli pretendiamo rispetto. La pazienza ha un limite”. Le dichiarazioni del ministro grillino sul Cas per il presidente Nello Musumeci sono una dichiarazione di guerra .  Il ministro Toninelli non può continuare a compiere passeggiate dal vago sapore elettoralistico frequentando quei cantieri che il governo della Regione ha consentito di far tornare vivi dopo un anno di pressioni”, sottolinea  Musumeci, che invita il ministro a preoccuparsi di Anas e Ferrovie e dei mancati investimenti in Sicilia. Musumeci replica a muso duro al ministro che ha criticato l’operato del Cas in merito alle condizioni della A18 tanto da minacciare la revoca della gestione delle autostrade siciliane.  “Si preoccupi il ministro del perché il suo governo blocca la Catania Ragusa” aggiunge Musumeci che poi lancia la stoccata finale nella improvvisata conferenza a Palazzo d’Orleans: “La smetta di apparire come un galoppino elettorale”.

Immediata la replica del M5s a Musumeci dopo l’attacco al ministro Toninelli e la richiesta di una convocazione urgente dell’Aula per affrontare la questione morale, prontamente accordata dal presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè. “Non sono più disposto ad avere come presidente della Regione il ‘galoppino della menzogna’, che corre dietro a storie non vere per salvare la propria dignità. Non sta facendo nulla per risolvere nemmeno uno dei problemi della regione, affaccendato in mille beghe elettorali e di maggioranza e distratto dai grattacapi giudiziari della sua Giunta”: così ha esordito Giancarlo Cancelleri, vice presidente dell’Ars.  “Un presidente della Regione  – ha proseguito Cancelleri – che non si presenta agli incontri istituzionali non può permettersi di insultare figure istituzionali come è avvenuto oggi con il ministro Toninelli, soprattutto quando si tratta di figure che si sono messe a disposizione della Sicilia”.

Prosegue Cancelleri: “Perché il presidente Musumeci dice che i cantieri da 20 anni sono fermi? Lui era sottosegretario di un governo nazionale che li ha lasciati fermi, mentre noi dopo 8 mesi li stiamo riaprendo. Sempre Musumeci ha parlato della possibilità di un referendum sul Ponte di Messina. Bene, noi lo aspettiamo. Dovremo spendere 5-10 milioni di euro per interpellare i siciliani su una cosa disarmante. Cosa devono dire i cittadini se non c’è un solo chilometro di autostrada ad Agrigento o nell’entroterra del Nisseno? Pensate che chi ha bisogno di un collegamento tra Mussomeli e Caltanissetta abbia bisogno del Ponte?” Cancelleri torna poi sulla questione del commissario straordinario per l’emergenza strade in Sicilia: “Il commissario è già alla nomina. Musumeci forse non se ne è accorto, nello Sblocca cantieri del governo nazionale c’è già l’istituzione del commissario, la prossima settimana sarà nominato e il ministero delle Infrastrutture gli affiderà l’incarico, sbloccando i fondi, circa 500 milioni di euro che creeranno lavoro, occupazione e finalmente il ripristino della viabilità. Il ministro Toninelli non ha mai detto che avrebbe dato questo incarico nelle mani del presidente della Regione, come ha detto Musumeci oggi”. Dovrà essere una persona integerrima che avrà il potere di affidare appalti diretti e aprire cantieri in un tempo accettabile. Se Musumeci si impunta a volere i poteri vuol dire che non hai capito nulla della collaborazione istituzionale”.

“Musumeci – ha aggiunto Antonio De Luca – non fa altro che lamentarsi come il bambino che avrebbe voluto portare lui il pallone e invece finalmente dal governo centrale si è ammesso che in Sicilia c’è una difficoltà infrastrutturale che dura da decenni e si è deciso di porre rimedio. Questa è la notizia, per il resto sono solo beghe. Musumeci ha perso l’unica cosa che gli era rimasta, lo stile, appare sobrio ma è nervosissimo. Nell’ultimo semestre, solo per la Sicilia, sono stati sbloccati dal Governo nazionale cantieri di opere pubbliche per decine di milioni, a Messina è stata costituita con legge ad hoc, l’Autorità portuale dello Stretto, a differenza di questa giunta che a proposito del Cas – Consorzio autostrade siciliane, nel 2017 ha visto 755 inadempienze rilevate, che ad oggi sono ancora 541”.

In conclusione, il capogruppo Cappello ha comunicato che i 20 deputati hanno depositato in segreteria dell’Ars la richiesta di una convocazione straordinaria dell’Aula per la cosiddetta questione morale. “Riteniamo – ha spiegato Cappello – necessario e indifferibile che il parlamento affronti la questione morale. Non prenderemo parte ai lavori della Commissione Bilancio sul collegato finché Savona non si dimetterà perché lo riteniamo assolutamente incompatibile con il ruolo di presidente. Visto che abbiamo un così alto numero di indagati in giunta, nella giunta del presidente dell’antimafia, e tra i parlamentari, il parlamento si guardi allo specchio per un esame di coscienza e affronti immediatamente questa delicatissima situazione”.

 

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