Prevenzione del melanoma: una sfida senza tempo

Prevenzione del melanoma: una sfida senza tempo

di Luigia Carapezza
Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, Esperto in Psico – Oncologia

In maniera quasi provocatoria voglio parlare di melanoma nel mese di gennaio, quando i raggi del sole appaiono meno intensi e le temperature si presentano più rigide. 

Nonostante il primo fattore di rischio di tipo ambientale sia la sovraesposizione ai raggi del sole, il melanoma non va in “letargo” durante la stagione invernale e per tale ragione in ogni periodo dell’anno è utile proporre l’argomento alla popolazione generale per far conoscere quali risorse abbiamo a disposizione per prevenirne l’insorgenza e per scoprirlo in tempi utili a garantire la migliore cura possibile del caso. 

Ad esempio, lo sapevate che l’insorgenza di questo tipo di tumore della pelle è aumentata in modo significativo negli ultimi 10 anni?

Nel 2020 si stima un’incidenza di 14.863 nuovi casi, in incremento del 20% rispetto al 2019; così come riportato nell’ultima edizione de: “I numeri del cancro in Italia – 2020” a cura dell’Associazione Italiana registro Tumori (AIRTUM) in collaborazione con l’Associazione Italiana di Oncologia medica (AIOM). Tale aumento di diagnosi è da attribuire alla maggiore attenzione dedicata alla patologia oltre che alla disponibilità di strumenti diagnostici sempre più sofisticati.

E a proposito di prevenzione e maggiore consapevolezza, ho incontrato il dottore Salvatore Asero, medico chirurgo presso l’Unità Operativa Complessa di chirurgia oncologica dell’ARNAS Garibaldi di Catania; tra le voci dei podcast della campagna di sensibilizzazione: Oltre la pelle Diary – storie in ascolto.

Il progetto, promosso da Novartis, nasce per favorire la conoscenza e la cura del melanoma della pelle, in collaborazione con le associazioni Emme Rouge, Melanoma Italia, APaIM Associazione Pazienti Italia Melanoma e AIMaMe Associazione Italiana Malati di Melanoma. 

Il melanoma è un tumore maligno della pelle, forse uno dei più brutti che nel campo oncologico possano esistere”.

La prima battuta del dottore Asero mi riporta indietro nel tempo quando dieci anni fa muovevo i primi passi in ambito oncologico e mi colpivano le due facce di questa malattia: una crudele, l’altra innocente. Spietata se diagnosticata in fase avanzata oppure a prognosi favorevole fino alla completa guarigione se “presa in tempo”, così come mi raccontavano i pazienti.

E prima di procedere a ulteriori spiegazioni circa questo tumore – curiosa – domando al dottore Asero come mai abbia deciso di dedicare la sua missione chirurgica a questa patologia, e mi racconta di quando studente in medicina, in seguito alla prematura scomparsa del padre deceduto poco dopo la diagnosi di tumore, decideva di abbandonare l’internato in ematologia per svolgerlo in ambito chirurgico convinto che praticando questa strada avrebbe potuto offrire il suo contributo alla causa contro il cancro e appassionarsi di più alla sua professione. 

Continua il dottore Asero: “Il melanoma è una neoplasia che insorge  dalle cellule pigmentate (i melanociti) della cute e si può sviluppare nella pelle di tutto il corpo e in casi rari anche nelle mucose (es. bocca) ma anche nella regione oculare.  Esso può presentarsi attraverso un nevo che compare improvvisamente, oppure un neo preesistente che si modifica in tanti modi. Può diventare ulcerato, sanguinare, può modificarsi nella forma, nelle dimensioni…”, e ci spiega quando è il caso di preoccuparci attraverso un sistema abbastanza intuitivo conosciuto con la sigla ABCDE:

  • Asimmetria.
  • Bordi irregolari.
  • Colore irregolare. 
  • Dimensioni (diametro > 6 mm)
  • Evoluzione repentina con significativi cambiamenti. 

Caratteristiche della pelle (fenotipo I e II: pelle chiara, capelli rossi; pelle chiara capelli biondi), presenza di numerose lentiggini, storia familiare di melanoma, pregresso melanoma o pregressi tumori della cute; sono solo alcuni dei principali fattori che determinano il rischio di insorgenza del melanoma.

Il più importante fattore di rischio ambientale – lo accennavamo in battuta iniziale – è associato all’esposizione ai raggi UV non solo in considerazione alle dosi assorbite nel tempo ma anche all’età dei soggetti coinvolti. Più a rischio sembrerebbe l’età infantile e adolescenziale. In questo ambito sono da intendersi quali fattori di aumentato rischio di sviluppare il melanoma, anche i raggi UV emessi dalle lampade solari e dai lettini abbronzanti. 

In considerazione di quanto esposto fino ad ora, il dottore Asero raccomanda di rivolgersi al proprio medico curante qualora si riscontrassero segni di lesione cutanee sospette. Sarà compito del medico inviare il paziente all’attenzione dello specialista (dermatologo; chirurgo specializzato nel trattamento del melanoma) per porre diagnosi di melanoma. Ogni specialista si avvale di uno strumento non invasivo: il dermatoscopio, utile a discriminare tra lesioni cutanee benigne e sospette lesioni della cute maligne.

Le immagini rilevate attraverso questa metodica possono essere acquisite digitalmente e tenute in memoria per i controlli successivi. E “per fortuna – afferma Asero – anche nel nostro tanto bistrattato Sud, è consuetudine ricevere le persone che provengono dalle campagne di sensibilizzazione e di prevenzione del melanoma”. 

Se diagnosticato precocemente, il trattamento di elezione del melanoma è chirurgico. In seguito all’asportazione chirurgica della lesione sospetta si attenderà l’esito istologico e in caso di conferma di lesione maligna si procederà alla radicalizzazione chirurgica che consisterà in un intervento di allargamento dei margini e alla ricerca – se indicato – del linfonodo sentinella. Lo scopo di questo secondo trattamento è di rimuovere ogni possibile residuo di malattia e ridurre il rischio di recidiva locale

E in conclusione, il dottore Asero accenna ai progressi compiuti dalla scienza circa il trattamento oncologico del melanoma: “Fino a dieci anni fa di melanoma si moriva più frequentemente. Oggi fortunatamente sono stati fatti enormi passi avanti persino nel trattamento dei casi di pazienti con malattia metastatica. Merito dell’avvento dei nuovi agenti immunoterapici e della terapia target che hanno sovvertito la prognosi e la sopravvivenza di questi pazienti permettendo di ottenere benefici a lungo termine. È importante condividere queste informazioni per dare speranza!”. 

E anche noi vogliamo alimentare la speranza (e la consapevolezza) invitandovi a visitare il format dedicato all’iniziativa Oltre la pelle Diary – storie in ascolto al seguente link. 

https://open.spotify.com/show/7y0raSGPbeZpkOpGQ7BI5l

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