Prospettive economiche e aree di crisi nella relazione del neo presidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco

settembre 10, 2018

 

 

CATANIA – Antonello Biriaco è il novo presidente di Confindustria Catania, eletto all’unanimità..  Eletti anche i vicepresidenti che lo affiancheranno nel mandato: Maria Cristina Elmi Busi (Sibeg); Francesco Caizzone (STMicroelectronics); Angelo Di Martino (F.lli Di Martino Trasporti), con il ruolo di vicario;  Santi Finocchiaro (Dolfin) e Gaetano Vecchio (Cosedil). Tesoriere è stato eletto Rosario Leonardi, past president  di Confindustria Catania.

Riportiamo integralmente il testo del suo intervento:

Autorità, Signore e Signori, cari Colleghi,

innanzitutto un caloroso benvenuto e un grazie di cuore per essere qui. Sono onorato di condividere con tutti Voi questo appuntamento che per il nostro sistema associativo,  oggi,  rappresenta un momento di ripartenza. Dedicherò a questo incarico di presidenza dell’Associazione,  tutte le mie capacità e risorse per ricambiare la stima e la fiducia che hanno riposto in me i miei colleghi imprenditori.

La nostra Associazione si è sempre caratterizzata per la sua attività di stimolo e di sollecitazione nei confronti di tutti gli attori del territorio, siano essi Istituzioni o corpi intermedi. E lo ha fatto in virtù della propria capacità di analisi e del proprio convincimento che qualsiasi percorso di sviluppo economico e sociale debba avere come soggetto attivo l’impresa. La necessità di tenere viva l’attenzione su questi valori è oggi più elevata che mai, tenuto conto degli attuali, incerti, indirizzi di politica industriale che il governo nazionale ha dato fino ad ora. Ogni piano ed azione che porremo in essere avranno sempre riguardo a questi principi.

Una Confindustria efficace ed efficiente,  capace  di innovare, progettare, proporre.  Questo vogliamo continuare ad essere per sostenere le ragioni delle imprese. Con orgoglio affermo che a Catania rappresentiamo una forza viva del territorio: le nostre aziende, che occupano oltre 20mila dipendenti, sono presenti nei settori chiave dell’economia: dal metalmeccanico al chimico-farmaceutico;  dall’agroalimentare al turismo; dal comparto hi-tech e Ict  a quello dell’edilizia, del credito e della consulenza, insieme ai  trasporti, alla  sicurezza, alla sanità, agli acquedotti,  alle assicurazioni.

Abbiamo davanti a  noi un territorio in cui la ripresa è ancora fragile e incerta.  E mai come oggi sentiamo forte la responsabilità della nostra missione sociale, di dover essere i primi artefici dello sviluppo.  Ma per svolgere il nostro ruolo dobbiamo poter dialogare con interlocutori che sappiano mettere al centro dell’azione e dei loro progetti la crescita delle imprese,  perché solo da queste si può generare ricchezza e occupazione. Un’azienda non è un’ entità astratta: è fatta da chi investe,  dai dipendenti,   dai clienti, dai fornitori, da persone con le loro famiglie.  Un ritardato pagamento della pubblica amministrazione,  un no ingiustificato all’ampliamento di un capannone, l’attesa di tempi geologici per una concessione edilizia,  non sono un torto solo all’imprenditore, ma a tutti coloro che vivono nel sistema impresa.   Anche da questo, riteniamo che discenda la centralità del nostro ruolo.  Ed è bene ricordarlo quando proponiamo le nostre istanze a chi governa. Noi non vogliamo assistenza o favori, ma solo un contesto in cui operare e fare impresa non sia una corsa ad ostacoli.  Se dovremo preoccuparci di strade che si allagano, di buche da rattoppare in emergenza, di incendi che minacciano i capannoni. Se dovremo aspettare altri 20 anni perché sia consentito a Terna di realizzare una rete elettrica adeguata, Catania non avrà a disposizione una zona industriale “normale”.

Non è più tempo di “task force”, “tavoli tecnici” e “cabine di regia”. Oggi è il momento delle risposte, delle soluzioni da attivare con un cronoprogramma  di riqualificazione certo e credibile. Devo dare atto al Sindaco Salvo Pogliese, che ringrazio, di aver posto da subito l’argomento al centro della sua agenda. Per le aree industriali serve una regia snella, ancorata ai territori, che assicuri una gestione amministrativa lineare e una congrua disponibilità di risorse certe e spendibili.    Su questo tema posso garantire l’impegno assoluto dell’Associazione. Non arretreremo di un solo millimetro.  Saremo, come sempre, propositivi e costruttivi, ma intransigenti se dovessimo registrare ulteriori ingiustificabili  ritardi. Vorremmo che il nostro messaggio arrivasse forte e chiaro: lasciare nell’incuria il nostro polmone manifatturiero, vuol dire costringere le imprese a competere con armi spuntate, significa non poter accogliere nuovi rilevanti investimenti condannando il territorio all’impoverimento industriale. Non possiamo e non dobbiamo permetterlo.

Dialogo, confronto e capacità di proposta hanno sempre guidato l’azione di Confindustria. A questi principi continueremo ad ispirarci nei rapporti con le forze della città, con le Istituzioni, con le associazioni di categoria,  con le organizzazioni sindacali,  nella consapevolezza che, pur nella diversità dei ruoli e delle rispettive posizioni,  dobbiamo remare tutti nella direzione della crescita.  L’emergenza finanziaria che vive Catania, tutt’altro che superata,  nonostante gli ultimi provvedimenti inseriti nel decreto Milleproroghe,  impone a tutti noi un senso di responsabilità in più e un’ azione coerente e concreta da parte dell’amministrazione locale che siamo pronti a sostenere in ogni suo sforzo.

E’ nostra precisa intenzione ragionare su come progredire sulla strada della crescita e del lavoro. Siamo ben consapevoli delle crisi aziendali tutt’ora in essere a Catania. Per questo la nostra Associazione non lascerà mai nulla di intentato per mediare e risolvere conflitti, facendo fede a quella correttezza che ha sempre contraddistinto le nostre relazioni industriali con i vertici delle organizzazioni sindacali. Ma in questa occasione vogliamo parlare di futuro e di sviluppo. Fare impresa significa programmare e concretizzare progetti sostenibili in tempi certi. Questo è il metodo con cui proponiamo di realizzare alcuni obiettivi che auspichiamo di condividere con le forze della città per rinvigorire la voglia e la convenienza ad investire e insediarsi nella nostra terra. Ogni progetto di investimento ha per presupposti la sicurezza e la legalità. La nostra è una terra difficile che richiede la massima attenzione delle Istituzioni e la più alta professionalità delle Forze dell’ordine e della Magistratura. Per questi aspetti la città è autorevolmente presidiata e colgo con piacere questa occasione per esprimere il più vivo ringraziamento e senso di gratitudine,  a nome di tutti gli imprenditori,  per quanto è stato fatto finora.  Questo garantisce inoltre che le nostre battaglie per poter investire senza condizionamenti di alcun tipo trovano in questo  territorio l’utile ed efficace supporto necessario.


CATANIA RIGENERATA, UN PROGETTO PER LA RINASCITA E L’ATTRATTIVITA’ DEL TERRITORIO

Un volano di ripresa per Catania è la rigenerazione urbana. Avviare un vero e proprio piano Marshall che recuperi il tessuto immobiliare e il patrimonio architettonico è un’azione di prevenzione irrinunciabile ma anche un’opportunità per il rilancio del settore edile.
Un comparto che in Sicilia,  a partire dal 2009,  lo ricordiamo, ha pagato un tributo enorme alla crisi:  più di 6mila aziende fuoriuscite dal mercato, quasi 70mila posti di lavoro perduti, di cui 15mila solo a Catania,  dove il calo  dell’edilizia privata,  registrato dal crollo dei permessi per costruire (-70%), è stato particolarmente grave. In  questo quadro è quanto mai urgente dare lo start ai cantieri del Patto per Catania. Nella nostra città rischio sismico e socio-economico formano un mix da allerta rossa.  Eppure,  viviamo un paradosso:  nonostante la città sia tra i luoghi più vulnerabili d’Italia, risulta classificata come zona a rischio sismico “2” anziché “1”,  elemento che limita l’accesso a importanti agevolazioni fiscali. Correggere questa anomalia,  come legittimamente chiede la nostra Associazione dei costruttori,  è una priorità.        La questione, come è ovvio, non riguarda solo le imprese ma la tutela di migliaia di cittadini. Proseguire con fermezza l’azione di sensibilizzazione su questo tema a tutti i livelli deve essere un impegno collettivo. La rigenerazione del patrimonio immobiliare e architettonico ha immediati ritorni per la filiera edile,  ma genera anche un valore enorme per la città.Il rinascimento di Catania parte anche da qui. Noi, insieme ai colleghi dell’Ance, vogliamo essere parte attiva e propositiva di questo percorso.

IMPRESE E UNIVERSITA’, LA FORZA DEL  NETWORK PER DIFFONDERE  RICERCA E  INNOVAZIONE    

Lo scenario globale e’ sempre più caratterizzato da qualità e innovazione. Anche nel nostro territorio le imprese che sono riuscite a competere con successo sul mercato sono state quelle capaci di innovare e internazionalizzarsi. Ricerca, miglioramento tecnologico, risorse umane capaci e qualificate si sono rivelati elementi determinanti. Lo hanno dimostrato sul campo le nostre eccellenze produttive:  le aziende agroalimentari, con la conquista all’estero di fette di mercato sempre più rilevanti;  il  comparto farmaceutico, tradizionale fiore all’occhiello della nostra economia;  il polo tecnologico,  con il faro STMicroelectronics, player mondiale nel suo settore,  che oggi vive una rinnovata fase espansiva.  Allargare il più possibile la ricetta dell’innovazione e della ricerca a tutte le nostre imprese sarà un altro impegno verso il quale concentreremo le  nostre le forze. Per questo dobbiamo fare in modo che Università, centri di competenza e aziende riescano a contaminarsi e fare sempre più sistema. Sosterremo in questo senso la ricerca applicata e quella che produce risultati in termini di brevetti e prodotti industriali.La  scommessa sull’ innovazione 4.0 sarà sempre più cruciale.

Con la regia di Confindustria Digitale la nostra associazione ha dato vita al Digital Innovation Hub Sicilia in sinergia con l’ Università e l’amministrazione comunale, sotto la guida dell’ing. Francesco Caizzone.   La sfida da raccogliere,  per tutti noi, sarà rafforzare la capacità del DIH Sicilia nell’azione di supporto alle Pmi per la pianificazione di investimenti innovativi, nell’accesso agli incentivi del piano “Industria 4.0”,   per i quali auspichiamo un rinnovo nella prossima Legge di Bilancio, e nel potenziamento dei servizi di formazione e mentoring. Sarà  implementata,  inoltre,  la nostra sinergia con il mondo scolastico, consapevoli che la formazione di risorse umane rispondenti alle esigenze del mercato del lavoro sia la base di una solida crescita economica.   Su questo fronte,  ai nostri Giovani Imprenditori,  che ringrazio per il loro impegno, va il merito di aver condotto una tenace opera di semina della cultura d’impresa nelle scuole,  che ha certamente contribuito a creare l’humus adatto alla nascita di start-up.
In questa direzione, non faremo mancare la nostra azione di incoraggiamento e sostegno alla creazione di nuove imprese.

L’ASSOCIAZIONE PER LE IMPRESE, COMPETENZE E KNOW-HOW PER MIGLIORARE IL BUSINESS     

Il concetto che più ricorre quando si ragiona sui fattori critici di successo per le imprese è quello di innovazione. E all’innovazione ispireremo i progetti che l’Associazione realizzerà per supportare sempre più e sempre meglio i propri associati nello svolgimento del loro business. Particolare attenzione dedicheremo a quelle di minori dimensioni che maggiormente necessitano di supporti ad alto valore aggiunto ai quali, spesso, devono rinunciare per mancanza di risorse adeguate. Occorre ridurre il gap di conoscenze e di competenze tra le grandi e le piccole imprese affinché anche queste assolvano appieno il loro ruolo sociale ed economico di produttrici di reddito e occupazione; per agevolare questo percorso anche Confindustria Catania si doterà di un vero e proprio piano di azione coinvolgendo altri attori pubblici e privati nel perseguimento di questo obiettivo.

LOGISTICA E INFRASTRUTTURE, CATANIA SULLE ROTTE DEL MEDITERRANEO 

Sul tema infrastrutture e trasporti si gioca una bella fetta del nostro futuro. Non può esserci un salto di qualità nella crescita se non si investe in questi fattori chiave.  Nell’Isola è mancato un disegno organico che potesse dare uno sviluppo integrato per la mobilità e la logistica di persone e merci.  Anche per questo siamo costretti a sopportare sulle spalle costi aggiuntivi generati da una rete stradale insufficiente e da un sistema ferroviario a “scartamento ridotto” che ci allontanano dai mercati facendoci perdere competitività.  Per questo, dotare la Regione, attraverso investimenti mirati,  di una rete viaria e ferroviaria adeguata e in linea con gli standard europei,  è una priorità imprescindibile. Oggi, la rinnovata centralità del Mediterraneo,  con il raddoppio del Canale di Suez che ha spinto l’aumento dei  traffici commerciali,  ci pone davanti nuove sfide. Catania potrà assumere una rilevanza strategica se saprà valorizzare i suoi asset,   porto,  aeroporto e interporto, e puntare sull’avvio della Zona Economica Speciale (Zes). Per il nostro territorio sarebbe l’occasione per rigenerare ampie aree retroportuali nelle quali  insediare nuove attività collegate alla filiera marittima,  manifatturiera e logistica. Una vera e propria calamita per nuovi investimenti che potrebbero beneficiare di una corsia preferenziale con oneri burocratici ridotti e incentivi fiscali. Diamo atto alla Regione di aver già compiuto un passo avanti con l’avvio della cabina di regia che dovrà individuare le aree da agevolare,  ma temiamo di essere ancora lontani dal traguardo. La Campania, invece, ha bruciato le tappe istituendo la prima Zes d’Italia nel maggio scorso,  un’area che comprende i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia,  insieme ai relativi retroporti. Abbiamo strumenti legislativi e risorse per procedere, all’appello manca la consapevolezza della necessità di fare presto. Per questo,  non ci stancheremo di sollecitare l’adozione del Piano di sviluppo strategico che individui obiettivi, criteri di valutazione e forme di coordinamento tra gli enti coinvolti,  che consentirà anche alla Sicilia di cogliere questa occasione di crescita.

CATANIA CHE INVESTE, FINANZA D’IMPRESA  E INCENTIVI  PER LO SVILUPPO   
La ripartenza degli investimenti nel nostro territorio è certamente legata ad un efficace impiego delle risorse nazionali ed europee sulle quali non possiamo permettere ogni ulteriore spreco o ritardo. Aiutare le nostre imprese a recuperare competitività facendo affidamento su un contesto di incentivi certi e stabili è il nostro obiettivo. Sul piano nazionale sarà decisivo il mantenimento di misure di successo come il credito d’imposta sugli investimenti per il Sud e Industria 4.0. Un forte stimolo per l’innovazione delle piccole e medie imprese potrà arrivare dalle agevolazioni fiscali destinate alle attività di Ricerca e Sviluppo. Occorrerà però rimodularne le regole di funzionamento per rimuovere i vincoli tutt’ora penalizzanti per le aziende che hanno già effettuato investimenti. Sul piano regionale, purtroppo,  non registriamo ancora un significativo cambio di passo.  L’attuazione della programmazione europea 2014-2020,  riferita al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (PO FESR),  avviata con estremo ritardo, non mostra tangibili progressi.  Le graduatorie di bandi chiusi nel 2017 sono ancora in fase di completamento.  Questo, per noi imprenditori, significa investimenti programmati ma non ancora realizzati.
Siamo di fronte ad un pericoloso stallo nell’avanzamento della spesa che potrebbe costringere la Regione a restituire le risorse al mittente. Su una disponibilità di 4,5 miliardi di euro sono state infatti attivate procedure per 2,5 miliardi.  Il nostro impegno sarà rafforzare il dialogo con gli enti di programmazione per accelerare e rendere più incisivo l’utilizzo dei fondi e più efficace la scelta dei comparti verso i quali indirizzare gli incentivi.

Occorre evitare l’eccessiva frammentazione delle risorse per puntare con maggiore determinazione verso misure che supportino in modo concreto la crescita delle imprese.

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