Pubbliservizi, occupati gli uffici. Tensione altissima


 
 

CATANIA – La situazione è degenerata. Poco dopo l’inizio dell’assemblea dei lavoratori, concordata con le sigle sindacali e la dirigenza della società partecipata, un gruppo di operai ha fatto irruzione negli uffici della Pubbliservizi, alle Ciminiere, chiedendo con toni concitati che gli operai promossi amministrativi tornino sulle strade per svolgere il lavoro per il quale sono stati assunti. Forti contrasti interni, quindi, che rischiano di trasformare una vertenza occupazionale in una  sorta di scontro tra reparti. La situazione diventa quindi più  incandescente: le riunioni di questi ultimi giorni non sembrano riuscire a sbloccare la situazione e il tempo scorre inesorabilmente. Il piano di taglio delle ore lavorative, e di conseguenza la riduzione dello stipendio, non sembra accontentare almeno una parte dei sindacati, perché alcuni dipendenti sarebbero notevolmente danneggiati rispetti ad altri. “Per chi ha uno stipendio alto la riduzione del 45% è, ad esempio, molto meno rilevante di chi ha un compenso da 1.000 euro perché si ritroverebbe a fine mese con poche centinaia di euro – ci fanno notare -. sarebbe stato meglio, invece, tagliare il costo del personale facendo non ragionamenti generali, ma individuali”. Una ipotesi che troverebbe il consenso del commissario Salvo Cocina che ha anche sollecitato all’amministratore unico Silvio Ontario la consegna del bilancio 2016.

Tra l’altro la richiesta di integrazione del salario già presentata nei giorni scorsi all’Ispettorato del lavoro sembra che non potrà essere accolta perché la Pubblisevizi è in arretrato di importi da versare (circa 1,5 milioni di euro) proprio per rimpinguare  questa sorta di “fondo di garanzia” dell’INPS. Insomma, il cane che si morde la coda.

 

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