Pubbliservizi, si deciderà oggi il rinvio a giudizio per Adolfo Messina

CATANIA – Si deciderà oggi il rinvio a giudizio per Adolfo Messina, ex presidente della Pubbliservizi di Catania, coinvolto nell’inchiesta eseguita dalla Guardia di Finanza “Cerchio Magico” che la scorsa estate ha messo in luce un presunto sistema di appalti pilotati e corruzione. Si è aperta questa mattina, infatti, in aula Gup, l’udienza preliminare.
Tra gli imputati anche un consulente della partecipata pubblica, Alfio Massimo Trombetta, entrambi ritenuti i promotori e gli organizzatori della presunta truffa. Il giudice per l’udienza preliminare dovrà decidere oggi se accogliere o meno le richieste della Procura della Repubblica e portare a processo, oltre a Messina e Trombetta, anche Raffaello Giovanni Pedi, di 43 anni, responsabile della manutenzione edilizia e componente di alcune commissioni di gare d’appalto che la Procura ritiene pilotate, Rosario Simone Graziano Reitano, imprenditore ed Alfio Giuffrida, amministratore di una ditta per la “costruzioni di edifici”. Tra gli indagati anche Salvatore Branchina, responsabile unico dei procedimenti (Rup) della Pubbliservizi Spa, che ha collaborato alle indagini. Archiviata la posizione dell’imprenditore Santo Nicotra.
Reitano e Pedi hanno chiesto l’accesso al patteggiamento.

Corruzione ed appalti truccati

Agli inizi dello scorso luglio, la Guardia di finanza di Catania avrebbe scoperto un giro di corruzione avvenuto tra il 2015 e il 2016 per appalti pilotati che vede come protagonisti da un lato i vertici della Pubbliservizi – nelle persone dell’ex presidente Adolfo Messina, del responsabile del reparto Manutezione edilizia Raffaello Giovanni Pedi e del consulente Alfio Trombetta – e dall’altro imprenditori del settore dell’energia elettrica e dell’edilizia, privilegiati nell’assegnazione di lavori pubblici gonfiati o mai effettuati. Secondo le indagini svolte uno scambio che portava nelle tasche dei due uomini regali di lusso da parte di quello che gli investigatori definiscono il “cerchio magico” del presidente Messina.

Un collaudato sistema corruttivo costato circa 200 mila euro ai contribuenti della provincia di Catania

Rolex da 23 mila euro, feste di compleanno, auto, pagate dagli amministratori delegati di tre società. Un meccanismo collaudato che seguiva un cliché ormai noto che, in sei mesi di indagine, sarebbe costato circa 200 mila euro ai contribuenti della provincia di Catania. Una cifra che però, “sarebbe potuta essere molto superiore, se non fossimo intervenuti con le nostre indagini e con le misure cautelari”, spiegò il pm Fabio Regolo.
Le indagini, avrebbero fatto emergere quello che per la Guardia di finanza è “un collaudato sistema corruttivo orchestrato dall’ex Presidente della Pubbliservizi, Messina e dal suo stretto collaboratore Trombetta che, avvalendosi del contributo determinante di Pedi, indirizzavano l’affidamento di lavori e servizi a imprese traendone svariate utilità”.
L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dai sostituti Fabio Regolo e Fabio Saponara.

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