Pubbliservizi, alle Ciminiere sventola bandiera bianca


 
Daniele Lo Porto

CATANIA – Stamattina altre 834 pagine relative alla contabilità del 2016 saranno consegnate al Tribunale. L’amministratore unico di Pubbliservizi ,Silvio Ontario, percorre, quindi, la via crucis da viale Africa a piazza Verga per arrivare al concordato preventivo, strada intrapresa già venerdì scorso.
I nodi, alla fine, sono arrivati al pettine, complice anche la situazione di difficoltà della Città metropolitana, anch’essa senza bilancio approvato, con la possibilità di trasferimenti mensili inadeguati per garantire stipendi e l’erogazione dei servizi di competenza della società partecipata, utili alla collettività. Futuri, quindi, sempre più nero per le famiglie dei 380 dipendenti.

Fortemente preoccupati e critici Maurizio Attanasio, segretario generale Cisl Catania, e Rita Ponzo, segretaria generale Fisascat Cisl Catania: “Con il fallimento è il momento, ai sensi della Riforma Madia¸ di rivedere la dotazione organica e tagliare gli sprechi e le irregolari promozioni concesse senza alcun criterio contrattuale per mettersi nelle condizioni di ottenere la ricapitalizzazione della società. Ontario faccia questo passo. Sugli aspetti giuridico-amministrativi della vicenda, abbiamo più volte dichiarato che se si fossero tagliati a tempo debito superminimi e regalie che pesano enormemente sul costo del lavoro della società forse non saremmo arrivati a questo punto – ribadiscono i sindacalisti – Anche perché a incidere non è solo la levitazione degli emolumenti in sé che, già dal 2008, appesantisce di circa 1 milione e mezzo la spesa, quanto la disorganizzazione complessiva dell’organigramma della Pubbliservizi che porta a tenere fermi decine di dipendenti piuttosto che ottimizzarne l’impiego”.
Ontario, su richiesta del commissario straordinario Salvo Cocina, (nella foto con il prefetto Silvana Riccio)ha avviato il monitoraggio dell’effettiva utilità del personale presente in amministrazione per rimandare al reparto di provenienza coloro che sarebbero stati “promossi” da operai, custodi ed altre qualifiche più basse a impiegati, senza una effettiva necessità. Ai dipendenti, inoltre, è stato chiesto di smaltire le ferie non ancora usufruite relative al 2015 e 2016, che in alcuni casi sono di numero rilevante. Problemi, infine, negli uffici dove da ieri è stato disattivato il collegamento internet a causa di bollette non pagate. Si procede a vista, quindi, in attesa dell’incontro convocato dal prefetto il 16 novembre.

 
Dal Giornale di Sicilia

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