Pubbliservizi verso la liquidazione e un nuovo amministratore con quattrocento famiglie in ansia

marzo 16, 2017

| Daniele Lo Porto |

CATANIA – Mentre sul futuro della Pubbliservizi (l’ammiraglia tra le partecipate della Città metropolitana di Catania) si addensano nuvole minacciose, nei vialetti delle Ciminiere, circola il nome del prossimo probabile presidente, dopo che negli ultimi si sono succeduti e “bruciati” per motivi diversi alcuni professionisti, anche per superficialità dell’Ente che li ha nominati. Adesso, in pole position, con la speranza che superi le verifiche legali, sembra esserci Silvio Ontario, imprenditore giovane, ma con un’ottima esperienza, espressione di Confindustria, dove ricopre ed ha ricoperto incarichi importanti.

Venerdì, intanto, si terrà, alle 12,  la riunione richiesta dalle sigle sindacali e convocata dalla Prefettura già rinviata lo scorso venerdì per l’indisponibilità della Città metropolitana di Catania. Quello chiesto congiuntamente da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e dalle sigle autonome, è un confronto urgente per conoscere il futuro della partecipata e dei suoi 400 dipendenti, alla luce del fatto che il contratto di servizio andrà a scadere a fine mese e, nel contempo, è passata allo studio la possibilità di liquidare la società esistente per istituirne una nuova o procedere alla fusione con la Catania Multiservizi. Intanto tra i lavoratori, che da oltre 15 giorni sono in stato di agitazione, continua a montare la preoccupazione anche per la totale assenza di governance considerato che, dopo le dimissioni del professor Muscarà, i soci non hanno ancora provveduto a nominare il nuovo amministratore unico. “Con un sit-in pacifico saremo sotto la Prefettura ad attendere l’esito del vertice perché vogliamo sapere quale sarà il destino nostro e dell’azienda – affermano il segretario della federazione provinciale Ugl Igiene ambientale Santo Gangemi ed il rappresentante sindacale Francesco Coco. Siamo stanchi ed avviliti perché il nostro lavoro è ogni giorno mortificato. I reparti sono al collasso per mancanza di materiali, perché non c’è nessuno che ha la responsabilità di firmare gli impegni d’acquisto e di mezzo ci vanno strade, scuole e strutture, che di conseguenza non ricevono la necessaria manutenzione. In più – aggiungono i sindacalisti – non sappiamo che fine faremo dal 1 aprile. E’ una situazione disastrosa, che ci auguriamo si possa risolvere a partire da domani con impegni seri da parte del socio di maggioranza, che non può più giocare a nascondersi e mettere a repentaglio centinaia di posti di lavoro. Continueremo a portare pazienza fino a domani, nella speranza di una risoluzione, ma siamo già pronti e ben disposti ad azioni ancor più clamorose della semplice protesta, perché vogliamo e chiediamo di poter lavorare”.

Della limitata operatività della partecipata se ne rendono conto giornalmente i fruitori della rete stradale provinciale che non viene adeguatamente manutentata , più in generale, tutti coloro che usufruiscono dei servizi prima di competenza della Provincia regionale di Catania e poi alla Città metropolitana.

 

 

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