Quando la prevenzione oncologica è opera degli studenti. Mese della Cultura a sostegno dell’Airc

maggio 21, 2019

Luigia Carapezza
Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Esperto in Psico – Oncologia

CATANIA – Protagonisti dell’iniziativa sono stati i ragazzi del Turrisi Colonna che hanno dedicato un intero mese a sostegno della ricerca contro il cancro. Una sorta di festival della prevenzione oncologica in cui si sono alternati Concerti, spettacoli teatrali e interventi a cura dell’Airc delegazione – Catania e di altri specialistici dell’area oncologica.

Anch’io ho contribuito discutendo delle implicazioni psicologiche alla base dei comportamenti più a rischio di concorrere allo sviluppo di patologie, preceduta dalla dottoressa Placida Salice, medico oncologo dell’A.R.N.A.S. Garibaldi, che ha suggerito le raccomandazioni condivise dall’AIOM per ridurre l’incidenza dei tumori.

Ho scelto di iniziare il ciclo di queste interviste ospitando il giovanissimo autore del progetto per restituirgli l’enorme senso di gratitudine che ho nei confronti dei ragazzi che sostengono la causa oncologica. Andrea La Mela, ha ideato il progetto: Mese della cultura – a sostegno dell’Airc, circa due anni fa nell’ambito del programma elettorale con cui si candidava alla rappresentanza studentesca del Liceo Statale “G. Turrisi Colonna” di Catania.

Andrea, come mai la scelta di dedicare il progetto più importante della tua campagna elettorale, al cancro. Alla prevenzione oncologica.

«Mi rendevo conto che se ne parlava poco. Avevo la percezione che l’argomento fosse “sconosciuto” soprattutto tra i giovani».

E non ti sbagliavi. Pure tra gli adulti servirebbe più impegno circa la prevenzione, ma anche tu sei molto giovane. Cosa ti ha ispirato.

«La verità è che sono rimasto colpito dall’esperienza fatta alle scuole medie, tantissimo tempo fa quando l’insegnate di religione – in seguito deceduta per cancro – ci coinvolgeva negli incontri sul tema a favore della ricerca contro i tumori».

La tua insegnante sarebbe fiera di te. Attività culturali e Oncologia. Come si coniugano. Come mai nello stesso contenitore…

Interviene Fabiana Zuccarello, l’altra rappresentante di Istituto che ha affiancato Andrea durante l’intervista.

«Perché per la lotta ai tumori serve più conoscenza del fenomeno, e noi vogliamo celebrare la cultura in più forme, anche in quella che detta l’etica da seguire per prevenire il cancro».

E nel frattempo che il loro entusiasmo contagiava persino l’aria che stavamo respirando, mi informano che il progetto giunto alla seconda edizione è stato approvato per i prossimi tre anni e domando ad Andrea come intenda proseguire l’esperienza che ha maturato al Liceo.

«Farò la stessa cosa all’università. Mi candiderò al senato accademico e proporrò progetti di valore. L’obiettivo sarà lo stesso: sensibilizzare il contesto giovanile favorendo la comprensione di argomenti difficili, impegnativi come la legalità a contrasto della mafia o il cancro e la sua prevenzione. Non è semplice, ma la nostra iniziativa ha ottenuto consensi da tutti gli studenti di ogni classe, che si sono dimostrati entusiasti e curiosi. Inoltre alcuni ragazzi hanno apprezzato l’iniziativa perché conoscono questa realtà. Alcuni studenti hanno a casa genitori che lottano contro il tumore e abbiamo avuto compagni che hanno affrontato la chemioterapia»..

Lo scorso 17 maggio si è concluso il mese della Cultura, inaugurato al Castello Ursino col Concerto Solenne di Quaresima a cura dell’Orchestra Sinfonica diretta dal Maestro Fabio Raciti; e terminato con l’ultimo evento in rassegna: Il musical “Aggiungi un posto a tavola” da un’idea di Federica Privitera. Andrea ci tiene a ringraziare tutte le persone che hanno contribuito e sostenuto il progetto rendendolo possibile. Il Dirigente Scolastico Anna Maria De Falco e tutta la Dirigenza; i Professori e gli alunni di ogni classe, persino le autorità che sono intervenute nel corso degli eventi.

E come hai accolto la mia richiesta di intervistarti?

«Benissimo. Ora mi posso diplomare felice».

E io sono lieta di averlo ascoltato. Abitualmente lavoro in contesti in cui la malattia è conclamata e sapere che al di fuori degli ospedali ci siano ragazzi capaci di iniziative simili, fa bene all’anima e spero possa essere d’esempio ad altri giovani studenti.

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