“Questa Assurda Storia” di Paolantonio finalista a Musicultura 2019

maggio 3, 2019

 

 

 

 

 

 

CATANIA – Al secolo Paolo Antonio Pappalardo, originario di San Pietro Clarenza, il cantante aveva già fatto parlare di sé per il brano antimafia “Piacere Salvatore”, che lo ha fatto conoscere al pubblico. Una lunga gavetta, la sua, che lo ha portato ad aprire concerti di artisti importanti come Simone Cristicchi e Fabrizio Moro. Nel 2015 aveva vinto il Lennon Festival. Lo scorso anno è stato finalista al prestigioso Premio Bindi.

Da oggi al 24 maggio sarà possibile votare la canzone di Paolantonio sulla pagina Facebook di Musicultura (www.facebook.com/musicultura).

Un click per la verità. Unico siciliano rimasto in gara, il cantautore catanese partecipa alla manifestazione con un brano intenso, che scuote le coscienze. La storia assurda è quella di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto nel 2016, la cui vicenda ancora oggi è avvolta nel mistero. Una – brutta – pagina di un Paese che può essere chiusa solo con una parola: verità. Ed è Giulio a invocarla, attraverso la voce di Paolantonio: “Forse non avrei cambiato il mondo con un paio di domande, ma può scoppiare una rivoluzione da una discussione al bar. Quanto può far male curiosità, ma quanto è necessaria per la libertà. Mi chiamo Giulio e questa assurda storia non è solo la mia; e non è solo per me la verità”.

Proprio nel giorno del terzo anniversario della scomparsa di Regeni, Paolantonio aveva pubblicato il brano su Youtube, con un emozionante videoclip. Il cantautore spiega: “È stata la canzone più difficile di sempre: una gestazione durata tre anni, gli stessi in cui Giulio non c’è più. Sentivo l’emergenza di scrivere ma temevo di essere troppo retorico o troppo superficiale rispetto a una vicenda così straziante. Ho trovato la via ascoltando le parole della madre di Giulio ai giornalisti: parlava di un ragazzo che mi sembrava di conoscere, un amico, un collega di università, “uno di noi” insomma. Ho messo al centro del testo la sua grande curiosità intellettuale, che io considero il motore di tutte le conquiste civili dell’umanità. Abbiamo un disperato bisogno di persone come Giulio e non possiamo, non dobbiamo, dimenticarcene. Questa canzone è per me un voto, una promessa a Giulio: la canterò a ogni concerto della mia vita, finché non si conoscerà la verità”.

La commissione di Musicultura ha scelto “Questa Assurda Storia” dopo aver ascoltato oltre 1600 canzoni. La selezione è partita lo scorso autunno con ben 719 partecipanti, poi ridotti a 54 per le audizioni dal vivo e, infine, a 16 finalisti. Il pubblico del web è chiamato adesso a scegliere due degli otto vincitori; gli altri saranno selezionati dalla commissione del festival e da un comitato artistico in cui spiccano nomi come Claudio Baglioni, Carmen Consoli, Gino Paoli, Vasco Rossi, Roberto Vecchioni e molti altri. Gli otto vincitori, alla fine di giugno, si esibiranno all’Arena Sferisterio di Macerata, in diretta su Radio1 Rai, per contendersi i diversi premi in palio. Al vincitore assoluto andranno 20mila euro.

Tutte e 16 le canzoni finaliste saranno pubblicate in un disco disponibile sia in copia fisica che sulle piattaforme digitali. Da questa settimana, inoltre, i brani vengono trasmessi da Radio Rai, nel programma Radio1 Music Club condotto da John Vignola.

Il Comitato Artistico di Garanzia 2019:

Francesca Archibugi, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Paolo Benvegnù, Brunori Sas, Luca Carboni, Alessandro Carrera, Guido Catalano, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Giorgia, Alessandro Mannarino, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Vasco Rossi, Ron, Enrico Ruggeri, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Sandro Veronesi, Willie Peyote, Federico Zampaglione.

Per votare basta andare sulla pagina Facebook di Musicultura: http://www.facebook.com/musicultura

Per ascoltare il brano: https://youtu.be/sTgjMPIoC-0

Il testo e la musica di “Questa Assurda Storia” sono di Paolantonio, l’arrangiamento è stato curato da Paolantonio insieme a Gianmarco Grande e Camilla Capolla di Ohrwurm (Milano); il missaggio è di Antonio Nappo (Q Studio, Milano); il mastering è di Pietro Caramelli (Energy Mastering, Milano); il video è del regista piacentino Niccolò Savinelli.

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