Regionali, Musumeci e la doppia morale dei grillini


 

PALERMO – “Io non temo la contaminazione. È la mia storia a parlare per me. Ecco perché mi fa sorridere la doppia morale dei vertici grillini. Una setta giustizialista con gli avversari – che considerano nemici – e garantista quando ci sono da blindare le poltrone dei loro amministratori indagati, da Livorno a Bagheria, passando per Roma. Sono i partiti, tutti i partiti, che debbono garantire candidati indiscutibili per questo mi sento di ribadire la mia vicinanza politica e istituzionale ai magistrati siciliani, specie a coloro che sono impegnati in indagini e processi di mafia e in procedimenti per reati contro la pubblica amministrazione che riguardano figure politiche di qualunque colore o schieramento. La magistratura continuerà ad avere da me sempre – anche nell’eventuale ruolo di presidente della Regione Siciliana –  sostegno e collaborazione, senza zone franche, senza se e senza ma”. Lo scrive il candidato alla presidenza della Regione Siciliana Nello Musumeci sulla propria pagina Facebook.

“Secondo Musumeci chi ha problemi con la giustizia deve prima risolverli e poi può ritornare a fare politica? Bene, allora parte delle liste del centro destra sono carta straccia”. Lo affermano i deputati del Movimento 5 stelle all’Ars, commentando le dichiarazioni del leader del centro destra all’arresto del sindaco di Priolo.
“Chiudere gli occhi davanti ai problemi – dicono i parlamentari – non serve a farli scomparire, anzi quando li riapri spesso sono pure peggiorati. La situazione della coalizione di Musumeci peggiora infatti di giorno in giorno e l’atteggiamento pilatesco del suo leader risulta sempre più inaccettabile. Più che un codice etico il suo è un atteggiamento patetico, specie quando goffamente cerca di prendere le distanza da Rizza, dicendo che non è un candidato di #Diventerà bellissima: ridicolo. E’ nella sua coalizione o no? La smetta di prendere in giro i siciliani. Non sono stupidi e alle urne se ne accorgerà”. Altrettanto assurde e da condannare per il Movimento 5 stelle Sicilia sono le dichiarazioni di Micciché, che parla di ingiustizia ad orologeria.
“Con 22 capi di imputazione – dicono – l’arresto non è certo un’eventualità remotissima. La vera bomba ad orologeria è nelle liste di Micciché e compagni: ogni giorno salta un candidato”.

 
 

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