Regione, i conti non tornano e la Corte chiede 840.000 euro a Lombardo e Crocetta per la nomina di Patrizia Monterosso

marzo 12, 2019

PALERMO – La Corte dei Conti per la Sicilia, nel 2018, ha emesso 118 sentenze in materia di responsabilità amministrativa nei confronti di 186 amministratori o dipendenti pubblici, pronunciando condanne per 15.552.387 euro con un leggero incremento rispetto all’anno precedente (14.365.799,95).

Il dato emerge dalla relazione del presidente Guido Carlino che inaugura l’anno giudiziario 2019 della sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione siciliana nell’aula magna della scuola delle scienze giuridiche ed economico sociali dell’Università di Palermo, alla presenza delle più alte cariche istituzionali. Oltre alle sentenze in materia di responsabilità amministrativa, sono state emesse 50 sentenze in materia di conti giudiziali resi da agenti contabili (tesorieri, consegnatari, economi, etc.); 788 sentenze in materia di pensioni pubbliche; 163 ordinanze e 8298 decreti in materia di conti giudiziali.

ALL’INPS. Tre funzionari dell’Inps sono stati condannati – uno addirittura a oltre due milioni di euro – per avere erogato assegni e prestazioni non dovute. Sono casi di cui si è occupata la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Sicilia, segnalati nella relazione del presidente Guido Carlino. Il caso più grave, sanzionato con la condanna a due milioni, ha come protagonista un impiegato che ha liquidato 441 indennità di disoccupazione a persone che non ne avevano diritto. L’illecito è stato scoperto nell’ambito di un’indagine a largo raggio condotta dalla Guardia di finanza.

Un altro funzionario dell’Inps è stato condannato a pagare 950 mila euro per avere liquidato assegni familiari oltre il dovuto. Il caso è stato segnalato dal servizio ispettivo dell’istituto di previdenza. La terza condanna riguarda un funzionario dell’Inps che aveva concesso, con una “clausola meramente formale” o giustificazioni non pertinenti, sgravi per crediti contributivi.

CASO ALLA REGIONE. La Procura regionale della Corte dei conti ha contestato un danno di quasi 840 mila euro per la nomina di un dirigente generale esterno della Regione siciliana. Il caso, senza altre indicazioni, viene citato nella relazione del Pg Gianluca Albo che ha promosso un giudizio nei confronti della giunta regionale del tempo. Presidente e assessori non avrebbero “previamente valutato la sussistenza di professionalità interne” e avrebbero deciso la nomina “in contrasto con mi limiti della legge per l’affidamento ad esterni di tali incarichi”. L’ istruttoria riguarda la nomina del dirigente generale esterno della Regione Siciliana Patrizia Monterosso. Sono coinvolti i componenti delle giunte regionali di Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta. Il danno contestato ai componenti della Giunta regionale che hanno adottato le delibere di nomina è di 839.942 euro, come scrive nella relazione il procuratore regionale della Corte dei Conti Gianluca Albo.

SPOILS SYSTEM. In Sicilia c’è un ricorso eccessivo, e quasi sempre ingiustificato, alle consulenze e agli incarichi esterni. E non sempre gli “esperti” sono veramente esperti di qualcosa. Tra i casi più significativi finiti sotto la mannaia della Corte dei Conti c’è quello di un dirigente generale della Regione siciliana. A giudizio del procuratore regionale Guido Albo, che la cita nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, la nomina di Patrizia Monterosso (assolta dalla magistratura ordinaria) non poteva essere fatta perché bisognava cercare quella stessa professionalità tra il personale interno. Per questo ora il pg contesta ai componenti della giunte regionali di Raffaele Lombardo e di Rosario Crocetta, che decisero di dare l’incarico e di confermarlo, un danno di 839 mila e 942 euro. Il danno si produce anche quando si tratta, invece della nomina, della revoca di un incarico esterno. Sempre alla Regione un dirigente, che era stato sollevato, ha impugnato il provvedimento e ha vinto. Ora la Corte dei conti chiede al presidente e alla sua segreteria tecnica un danno di oltre 245 mila euro.

L’elencazione di queste vicende consolida un altro principio che attenua la discrezionalità dello spoils system. Quando le decisioni politiche diventano atti gestionali, e vengono saltate le regole, finisce l’insindacabilità dei politici. Quella delle nomine esterne è uno dei tanti “buchi neri” della pubblica amministrazione in Sicilia. La Corte dei conti ne enumera diversi: l’assenteismo diffuso, la corruzione, un uso distorto dei finanziamenti europei, il clientelismo. Accade però che spesso i funzionari e i politici sanzionati restano al loro posto oppure ottengono, denuncia il pg, “incarichi più delicati e di rango superiore”. La materia è ampia. Malgrado le carenze di organico (in servizio solo la metà dei giudici previsti), la sezione giurisdizionale ha emesso 118 sentenze per condanne a 15 milioni e 552 mila euro.

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