Regione, inizia la battaglia di Musumeci contro i rifiuti

Il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci durante la prima seduta di giunta a Palazzo d’Orleans, a meno 24 ore dalla firma dei decreti di nomina. Unico assente Vittorio Sgarbi, che dopo avere salutato i colleghi assessori ha preso un aereo per impegni. Palermo, 30 novembre 2017.
ANSA/ IGOR PETYX

 
 
 

PALERMO – “Le SSR sono troppe: 18. Solo 4-5 funzionano bene. Credo che la gestione dei rifiuti potrebbe tornare ad essere affrontata con sole 9 società, in ambito provinciale, gestite proprio dalle ex Province”. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, anche di recente ha sintetizzato  il suo modello operativo per migliorare l’efficienza del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, aumentare la differenziata, ridurre drasticamente il ricorso alle discariche che costituiscono un business milionario. nei giorni scorsi la nomina dell’ingegnere Salvo Cocina, un vero esperto in materiale, a direttore generale del Dipartimento acque e rifiuti, mercoledì, alle ore 11,  a  Palazzo d’Orleans (Sala Alessi)  Musumeci, incontrerà la stampa per illustrare la gravissima situazione dei rifiuti in Sicilia.

“Sul tema rifiuti e su quello della qualità della vita intendo giocare la credibilità del mio governo. Non possiamo restare inerti di fronte al paventato collasso della discariche in Sicilia, che hanno visto in passato governi disattenti. Abbiamo il dovere di uscire da questo vicolo cieco”. All’Ecoforum regionale sui rifiuti e sull’economia circolare organizzato da Legambiente a fine novembre, il presidente della Regione Nello Musumeci, in una delle sue prime presenze ufficiali,  ha sottolineato la necessità di un cambio di tendenza. Non sembra che manchino i mezzi,  Finora è mancato  forse il coraggio, la visione”.

“Per vent’anni – osservava il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna – la Regione ha aggravato l’emergenza rifiuti invece di risolverla. È importante che Musumeci  sia il segno di un cambio di passo della politica sul tema. L’ultimo governo ha fatto persino peggio dei precedenti, gettando in discariche oltre 90 milioni destinati alla costruzione di 19 nuovi impianti di compostaggio”.
In Sicilia, l’esempio virtuoso è rappresentato da Marsala, con il 55 per cento di differenziata. “Ma altri comuni – aggiunge Musumeci – si trovano praticamente a zero. Prevedere la quota obiettivo per noi al momento è difficile, molto dipende dalla collaborazione dei cittadini. La Sicilia ha una tara antropologica che la rende restia all’innovazione ma ci impegneremo con campagne di promozione, anche spot pubblicitari se necessario”.  Sono molti gli esempi di realtà virtuose che faticano a diffondersi: la Kalat Impianti dal 2005 produce a Granmichele un compost misto di alta qualità che protegge i terreni dall’inaridimento. Gli agricoltori però preferiscono i composti chimici.

 

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