Regione, Miccichè bocciato da due franchi tiratori e adesso M5S e Pd tentano il colpaccio

dicembre 15, 2017

 

 

Daniele Lo Porto

PALERMO – Sarà una notte insonne per molti e di febbrili trattative in cerca di difficili, ma non impossibili alleanze. Gianfranco Miccichè no ce l’ha fatta ad essere eletto presidente dell’Ars, il suo obiettivo da molto prima che partisse la campagna elettorale. A bocciarlo due franchi tiratori che per un solo voto gli hanno impedito di ottenere il numero di consensi necessari alla seconda votazione, la maggioranza per uno. Determinante anche l’assenza per lutto del deputato Pippo Gennuso. Non si può certo parlare di esito clamoroso, perché erano noti alcuni mal di pancia con il coordinatore di Forza Italia all’interno del centrodestra, ma domattina,  alle 11, nella terza votazione servirà la maggioranza assoluta dei presenti, se nessuno dovesse raggiungerla si procederà al ballottaggio tra i due deputati più votati e sarà eletto chi otterrà la maggioranza delle preferenze. Insomma, potrebbe anche esserci una clamorosa sorpresa.

“Miccichè è stato chiaramente bocciato dalla maggioranza, nonostante l’inciucio con Sicilia Futura” . Così il gruppo parlamentare del M5S all’Ars dopo la doppia fumata nera a sala d’Ercole per l’elezione del presidente dell’Ars.
“Il responso dell’aula è stato chiarissimo, non possono continuare a puntare su un nome non gradito addirittura alla stessa maggioranza. Musumeci si assuma la responsabilità di indicare un nome alternativo e credibile cui affidare la guida del Parlamento”.

Nicola D’Agostino, segretario regionale di  di Sicilia Futura,: “Mi interrogo su quale paura abbia il Pd ad esercitare il
diritto di voto partecipando alle votazioni per eleggere il presidente dell’Assemblea regionale siciliana che poi dovrà essere a garanzia di tutti. Forse quella di scoprire che votando escono gli altarini e le vere stampelle? Non aver votato è stato un inedito clamoroso errore di valutazione. Noi abbiamo esercitato, of course, il ruolo politico che ci
spetta come parlamentari entrando in Aula per eleggere un organo fondamentale del Parlamento siciliano. Il presidente ha una funzione istituzionale e super partes. Basta questo per dire che partecipare alla votazione è un dovere. Le decisioni assunte dagli altri partiti sono rispettabili. Però quando si deve assumere, insieme, una linea, è
opportuno che ci si parli”, ha sottolineato D’Agostino.

“Dati i risultati delle ultime elezioni, all’assemblea regionale sono rappresentate visioni molto diverse dalla mia. – lo ha detto il senatore di Mdp Articolo 1, Francesco Campanella, commendando l’insediamente dell’Assemblea Regionale Siciliana – Ma non mi piace indulgere in polemiche sterili, piuttosto, come siciliano tra i siciliani stanchi e vessati dalle politiche degli ultimi governi, spero che questa legislatura regionale riesca a a riportare in Sicilia un’amministrazione rispettosa degli interessi dei cittadini anche per fermare l’emorragia di giovani in cerca di lavoro, che sta spopolando le nostre città”.

La seduta parlamentare d’insediamento dell’Assemblea regionale siciliana per l’apertura ufficiale della XVII legislatura è stata presieduta da  Alfio Papale di Fi, in quanto deputato più anziano. Nel ruolo di deputati-segretari  i due onorevoli più giovani, Luigi Genovese di Fi ed Elena Pagana del M5s. Presente il governo, con in testa il presidente Nello Musumeci. Leggendo i nomi e le deleghe, il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha presentato ufficialmente, davanti all’Assemblea regionale appena insediatasi, gli assessori del suo governo. Musumeci comunicherà nei prossimi giorni quando renderà le dichiarazioni programmatiche in aula. “Che il Signore ci accompagni, tutto dipende  da Lui.  Sono molto emozionato – ha dichiarato Musumeci prima di entrare in aula -: sto vivendo emozioni inimmaginabili. Io entrai in Consiglio comunale a Militello in Val di Catania a vent’anni e nei prossimi giorni ci tornerò da governatore.  Non l’avrei mai immaginato.  da quando sono stato eletto dormo sempre meno. le emergenze sono tante e c’è tanto da fare. Inutile però piangere sul latte versato da altri. In due-tre anni  rimetteremo la regione sulla strada della normalità”

Intanto, Vittorio Sgarbi, assessore regionale dei Beni culturali della Regione siciliana, ha disposto l’apertura di musei e parchi archeologici durante le festività natalizie, grazie a una intesa raggiunta con i sindacati. “Dovrebbe essere la regola, ma ancora così non è. I musei – ha spiegato Sgarbi – vanno aperti proprio quando maggiore è il flusso dei visitatori”.

“I tempi per l’approvazione dell’esercizio provvisorio sono strettissimi, il rischio di lasciare senza stipendi i dipendenti della Regione e degli enti collegati è altissimo”. Il Movimento 5 stelle all’Ars lancia l’allarme sulla tempistica dell’approvazione dell’esercizio provvisorio, che potrebbe rovinare le feste a tantissime famiglie siciliane.
“Anziché perdere tempo a soddisfare gli appetiti della sua coalizione, dove la rincorsa alle poltrone è stata l’unica vera preoccupazione nei giorni scorsi, Musumeci avrebbe potuto anticipare la data dell’insediamento dell’Assemblea per scongiurare il pericolo di non riuscire ad approvare l’esercizio provvisorio entro il 31 dicembre e, quindi, di bloccare gli stipendi. Calcoli alla mano, ora i tempi rischiano di non esserci più, considerato che si deve ancora procedere all’elezione del presidente dell’Ars, delle vicepresidenze, dell’ufficio di presidenza. Poi si dovrà formulare la proposta per la composizione delle commissioni e si dovrà portare in aula, solo dopo l’approvazione della proposta si potranno insediare le commissioni, eleggere gli uffici di presidenza, incardinare il testo in commissione, dare il termine per gli emendamenti, discutere ed approvare il testo. Poi il testo sarà incardinato in aula, si dovrà dare il tempo per gli emendamenti, discuterli e passare all’approvazione. Questo, al netto della discussione politica sulle presidenze e vicepresidenze delle commissioni. Insomma, Musumeci, eletto 40 giorni fa, avrebbe dovuto convocare l’aula prima, invece che perdersi fra spartizioni di poltrone e discussioni inutili”.

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