Regione: minacce su un social a “Mafiumeci”, solidarietà umana e critiche politiche

giugno 20, 2018

 

 

 

PALERMO – “Qualunque possa essere il convincimento individuale, l’uso della violenza verbale e dell’offesa personale non appartiene all’idea di politica alla quale una società civile è chiamata ad ispirarsi. Le miserabili minacce, indirizzate al Presidente della Regione Siciliana, offendono tutti noi e, con noi, i Siciliani che credono nel lavoro e nell’impegno comune. Il Presidente Nello Musumeci, al quale si deve la massima e più convinta solidarietà, il governo e la maggioranza che lo sostengono non possono che trarre – da simili inaccettabili e volgari attacchi, spesso causati dal generale avvelenamento del clima politico – una ulteriore e ancora più forte motivazione per serrare le fila, operare sobriamente nel quotidiano, assicurare le risposte che la Sicilia auspica e vuole”, con queste parole l’Assessore Roberto Lagalla esprime la sua solidarietà al Presidente Musumeci, vittima di minacce diffuse tramite Facebook.

Solidarietà al presidente della Regione, Nello Musumeci, è stata espressa dal presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, dopo la comparsa su Facebook di alcune frasi ingiuriose nei confronti del governatore siciliano.  Frasi molto pesanti, come “Mafiumeci non è certo una rivelazione. È il continuum di Lombardo, di Cuffaro e di tutti i governi siciliani… Sig. presidente le auguro una morte lenta e dolorosa”. Per il presidente dell’Ars, Miccichè, “si tratta di parole molto pesanti, specchio dell’attuale momento politico che vive non solo la Sicilia ma tutta l’Italia, in cui prevalgono le contumelie e le offese rispetto al confronto democratico. Tutto mi sarei aspettato, tranne che leggere frasi come ‘le auguro una morte lenta e dolorosa’. Sono vicino e solidale con il presidente Musumeci. Chiunque alimenti questa cornice violenta va individuato e punito senza alcuna remora”.

Le reazioni politiche all’irrituale messaggio sui social del presidente Musumeci sono un conto, ma le reazioni sconsiderate di incivili vanno assolutamente respinte e ed al governatore va la mia
solidarietà. Rimane il fatto, però, che con le sue stesse parole, il presidente Nello Musumeci ha certificato che nei primi otto mesi di governo la Sicilia ha subito un peggioramento. Ha additato
responsabilità ad altri ma non ha voluto vedere che le resistenze al cambiamento invece sono nella sua stessa maggioranza. Con questo centrodestra sono tornati più prepotenti gli appetiti del passato e c’è chi coltiva la speranza di tornare a vecchie e cattive abitudini.
Invito il presidente della Regione a non attaccare il parlamento regionale ma piuttosto ad attaccare i parlamentari della sua maggioranza che lavorano per boicottarlo. C’è il concreto rischio che le riforme si blocchino se si sceglie di proporle con un testo, qual è il collegato alla finanziaria, che è da respingere al mittente se non altro per la mole di emendamenti che verrebbero proposti per farlo diventare una legge mancia per tanti deputati. Il presidente Musumeci impedisca la restaurazione delle vecchie prassi clientelari, e provi a chiudere l’Esa (che forse alcuni vogliono così com’è) o ad accorpare Ircac e Crias (che taglia qualche posticino di sottogoverno in più) con due disegni di legge autonomi. Vediamo chi si sottrae al confronto”. Lo afferma Nicola D’agostino, capogruppo di Sicilia Futura all’Assemblea regionale siciliana.

 

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