Polemica…Annunciata: l’opera d’arte di Antonello da Messina a Milano

febbraio 1, 2019

 

 

 

PALERMO – A proposito del prestito di opere d’arte in occasione della Mostra su Antonello da Messina in programma a Milano, l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa precisa la linea del Governo regionale. “In accordo con il presidente Musumeci  afferma Tusa – e secondo le sue indicazioni, anche in considerazione dell’alto profilo sociale e culturale della mostra su Antonello da Messina in programma a Milano, abbiamo ritenuto di sottoporre alla Giunta di governo la proposta di vincolare il trasferimento temporaneo dell’opera del maestro siciliano, custodita a Palazzo Abatellis, a tre condizioni per noi irrinunciabili. In primo luogo – spiega l’assessore – la concessione, in regime di reciprocità, da parte del Comune di Milano alla nostra Regione, di un adeguato numero di prestigiose opere d’arte esposte a Palazzo Reale. In secondo luogo, un significativo ritorno mediatico per la Sicilia attraverso una mirata opera di promozione che passi, nell’esposizione di Milano, per l’immagine dell’Annunciata di Antonello da Messina, veicolata attraverso il catalogo e significative azioni di valorizzazione. Infine, occorre che venga garantita alla Regione la partecipazione agli introiti dell’evento che si terrà nel capoluogo lombardo. Il presidente Musumeci – conclude l’esponente dell’esecutivo di Palazzo d’Orleans – ribadisce il principio generale di non autorizzare per il futuro il prestito, fuori dall’Isola, di opere d’arte di particolare prestigio. Ogni eventuale deroga dovrà comunque essere autorizzata dal Governo regionale a condizione che assicuri, in termini economici e promozionali, una ricaduta a favore della nostra Isola”.

“Nel sostenere la ragionevole e sensata scelta del presidente della Regione di non dare seguito alla richiesta che consideriamo superficiale dell’assessore ai Beni Culturali Tusa che proponeva di trasferire La delicata ’Annunciata’ di Antonello da Messina, considerata per la sua bellezza alla stregua della Gioconda e dunque l’attrattiva principale del museo regionale Abatellis, a Milano per una mostra, ci chiediamo – dichiara Alfio Lisi, portavoce di Free Green Sicilia -perché non abbia fatto egli la stessa dovuta scelta per l’Annunciazione, opera dello stesso artista considerata anch’essa dal 2013 inamovibile per decreto regionale emanato dal 2009 proprio dall’Assessorato regionale ai Beni Culturali, esposta dal 1907 al Museo Bellomo di Siracusa e per cui la città si è giustamente mobilitata per cercare di bloccare l’insensata idea di trasferirla a Palermo quando la stessa si trova a pochi chilometri e dunque forse si poteva optare per una mostra su Antonello itinerante che comprendesse anche Siracusa, Messina e Cefalù, ma anche Reggio Calabria che peraltro non ha trasferito a Palermo le opere dell’artista siciliano esposte al museo regionale di Calabria? A ciò si aggiunge l’assurda e commerciale proposta dall’attuale Assessore ai Beni Culturali che avrebbe dato in cambio dell’Antonello da Messina tre opere del Palladini, o meglio “piglia 3 e dai uno”, con tutto il rispetto per l’artista! Vorremmo fare sapere a chi decide sulla sorte delle opere d’arte siciliane di alto valore che dal dopo guerra il Louvre non fa viaggiare né presta l’opera star del museo e la più visitata al mondo, ovvero la Gioconda, che resta esposta senza interruzione di continuità e senza rincorrere alcun inutile rischio così come gli Uffizi non prestano le opere pittoriche di Leonardo anche in quanto, tra l’altro, inserite anche queste dal 2009 una nella lista delle opere inamovibili dai loro musei. Dunque – conclude  Alfio Lisi portavoce Free Green Sicilia – SOS Beni Culturali – nel sostenere il presidente della regione per aver preso una decisione che speriamo continui a mantenere e nello stesso tempo fare rispettare da chi dovrebbe per il suo ruolo istituzionale (che forse confonde la solidità delle anfore in argilla con un’opera d’arte pittorica) preservarla contestiamo il trasferimento dell’Annunciazione, questa non solo resa inamovibile anche in quanto ridotta al minimo del suo originale splendore grazie all’ignoranza e all’incuria di quelle istituzioni che avevano l’obbligo di proteggerle per conservarla in ottime condizioni per se stessa e per le prossime generazioni, rimasta per secoli all’umido in una chiesa di Palazzolo Acreide prima di essere acquistata dalla Regione e inserita in una teca microclimata a prova di furto e incendio nel museo Bellomo di Siracusa. La stessa, cosa guarda caso, è accaduta all’altra opera siracusana di inestimabile valore il ‘Seppellimento di S. Lucia’ del Caravaggio, per non parlare della facile trafugazione della Natività a Palermo sempre dello stesso autore, nonchè dell’opera di Raffaello ‘Salita al calvario’ che sarebbe stata in Sicilia per poi prendere il mare per la Spagna.   Il presidente Musumeci , allora deputato regionale,  ricorderà sicuramente le proteste che nel 2016 rivolse contro l’irresponsabile Governo Crocetta, a proposito proprio dell’Annunziata, in occasione del tour in diverse città deciso nonostante il dipinto fosse già dal 2013 inserito in un elenco di 23 opere siciliane inamovibili, che comprendeva oltre all’Annunciazione anche la Venere di Morgantina e il Satiro Danzante, e per cui vige il divieto di prestito e trasferimento. Dunque la Regione continua a non rispettare neanche le proprie leggi”.

 

One Comment

  1. rocco froiio

    febbraio 2, 2019 at 4:24 pm

    La vergogna continua. Palermo e la Sicilia non hanno bisogno della vetrina milanese per essere conosciuti.
    L’Assessore Regionale ha voluto a tutti i costi la mostra su Antonello a Palermo, facendo trasportare nel capoluogo siciliano opere inamovibili per lo stato di conservazione in cui si trovano ( vedi dipinto di Siracusa e Messina) ha strombazzato ai quattro venti dell’incredibile evento internazionale, delle migliaia di visitatori ecc ecc. Dove sta la bugia ?Prima o adesso? Credo che la verità sia altra. L’Assessore Regionale ha preso impegni con Milano a dare l’opera per la mostra, ma viste le proteste già per la mostra di Palermo voleva fare marcia indietro. Però giustamente gli organizzatori della mostra già paventavano richieste di danni per il mancato prestito, quindi ecco il motivo della concessione. Il dipinto come altri hanno già un vincolo affinché non venga inviato fuori regione. Quindi quando si è promesso il dipinto per la mostra di Milano si sapeva già.
    Ora per evitare la richiesta di danni lo si manda per la mostra adducendo chissà quale ritorno mediatico ed economico per la Sicilia,
    Il danno per l’assenza del dipinto al Museo Abatellis chi lo paga? Credo che all’Assessore Tusa andrebbe decurtato il lauto stipendio per tutti i danni che sta facendo, dalla mostra di Palermo a questa di Milano ecc ecc

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