Regione: povertà, diritto allo studio, trasparenza e antimafia. Claudio Fava illustra le prime proposte

dicembre 11, 2017

PALERMO – “Sono quattro i disegni di legge che presenteremo ad inizio della legislatura e che riguardano le misure per il contrasto alla povertà assoluta, le norme per il diritto allo studio, un ddl sulla trasparenza che prevede l’obbligo per ogni deputato di dichiarare l’eventuale partecipazione a logge massoniche e un quarto ddl per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta antimafia”. Lo ha dichiarato Claudio Fava, deputato regionale di Cento Passi, che ha illustrato i quattro disegni di legge nella sala stampa dell’Assemblea regionale siciliana, a Palazzo dei Normanni, a Palermo. “I ddl rappresentano gli assi portanti, gli snodi sui quali bisognerà intervenire subito – sottolinea Fava -.  Quello della povertà è un ddl di iniziativa popolare presentato dall’associazione Pio La Torre durante la scorsa legislatura, strumento supplementare rispetto al welfare nazionale per andare incontro a una platea di poveri che in Sicilia supera le 400 mila persone per povertà assoluta. Con un altro ddl chiediamo di istituire immediatamente una Commissione antimafia regionale che abbiamo provato ad arricchire con obiettivi specifici della Commissione antimafia nazionale per la valutazione e la selezione dei candidati per le liste”.
“Se quello che ho fatto nella mia vita istituzionale e professionale può servire a dare un contributo utile alla Commissione antimafia regionale do la mia disponibilità per la presidenza della Commissione”, ha affermato Fava rispondendo ai giornalisti in merito all’ipotesi di diventare presidente della Commissione antimafia regionale. “Alla luce della vicepresidenza della commissione nazionale, che si muove con obiettivi identici a quella siciliana – aggiunge -, metto il mio background a disposizione di quella regionale”.

“Noi proponiamo di fare durare la Commissione antimafia regionale per tutta la legislatura”

Ma credo – continua – che non debba essere considerata una commissione permanente dell’Assemblea regionale siciliana, perché ci sarà un tempo in cui la necessità di indagare sul fenomeno mafioso non ci sarà più. Mi piace immaginare che il Parlamento nazionale e regionale nel futuro non avranno più bisogno di istituirla”.

La Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia è una commissione speciale dell’Assemblea regionale siciliana, promossa con legge regionale all’inizio di ogni legislatura: “Oggi sappiamo che occorre una Commissione antimafia e noi ci facciamo carico delle ragioni per cui occorre di istituirla”, aggiunge Fava. Tra i compiti della Commissione ci sono “la vigilanza sulle attività dell’amministrazione regionale e degli enti sottoposti al suo controllo sulle possibili infiltrazioni mafiose – si legge nel testo del disegno di legge -, la vigilanza sulla regolarità delle procedure e sulla destinazione dei finanziamenti erogati dalla pubblica amministrazione; e ancora, l’indagine sul rapporto tra mafia e politica per la selezione dei gruppi dirigenti e dei candidati per le assemblee elettive”.
Inoltre, “il disegno di legge sulla trasparenza – aggiunge Fava – prevede, analogamente a ciò che è stato proposto per i parlamentari nazionali, l’obbligo per i parlamentari regionali di dichiarare l’eventuale appartenenza ad associazioni massoniche o similari che creino vincoli gerarchici, solidaristici e di obbedienza. Pensiamo che nel libero diritto di aderirvi c’è anche il diritto degli elettori di conoscere se ci sono scelte di obbedienza, segretezza e riservatezza che non riguardano solo l’impegno istituzionale dei parlamentari”. Inoltre, durante la conferenza, Fava ha annunciato che il prossimo 16 dicembre ci sarà la prima assemblea regionale dei “Cento passi” al Teatro Santa Cecilia, a Palermo.

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