"Roberto Fabbricini un satrapo medievale", la denuncia del Catania contro il commissario della Figc

 

 

 

Riportiamo il testo integrale della denuncia presentata dal Calcio Catanai alla Procura della Repubblica di Roma contro il commissario straordinario della Figc.

AL SIG. PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA

I sottoscritti, dott. Davide Franco, presidente del consiglio di amministrazione della società sportiva Calcio Catania e dott. Pietro Lo Monaco, amministratore delegato della società sportiva Calcio Catania, nella loro veste di legali rappresentanti della indicata società, ed in virtù dei poteri derivanti dallo statuto societario, propongono con il presente atto

Denuncia- querela

nei confronti del Commissario Straordinario della Federazione Italiana Giuoco Calcio, dott. Roberto Fabbricini, per essersi lo stesso reso responsabile del reato di abuso di ufficio, previsto dall’art. 323 del codice penale, perpetrato in Roma in data 13 agosto 2018 con la deliberazione del “Comunicato Ufficiale” n. 47 (e con i consequenziali “Comunicati Ufficiali” n. 48 e n. 49) con il quale, in violazione del dovere di buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione, veniva modificato l’art. 50 della Norme Organizzative Interne della F.I.G.C., al fine di eludere il divieto di modificazione del numero di squadre aventi diritto a partecipare al campionato di calcio di serie B per la stagione in corso, producendosi così, anche con i successivi “comunicati Ufficiali” n. 48 e 49, in modo intenzionale, al Calcio Catania il danno ingiusto, anche di natura patrimoniale, consistente nel mancato ripescaggio in detto campionato. Contestualmente, peraltro, il “Comunicato Ufficiale” n. 47 consentiva un vantaggio patrimoniale ingiusto a diciannove società calcistiche chiamate a partecipare al campionato di serie B, atteso che in conseguenza di tale delibera venivano emessi i “Comunicati Ufficiali” n. 48 e 49, che determinavano la formazione di un girone di sole 19 squadre (invece delle 22 previste dal format originale), sicchè, ripartendosi gli incassi per la vendita dei diritti televisivi solo tra diciannove società, si aveva un aumento consistente della quota di ricavo attribuita a ciascuna squadra.

Gli scriventi in qualità di persone offese dal reato indicano come proprio difensore l’avvocato Cesare Placanica del foro di Roma, eleggendo domicilio presso il suo studio in Roma, Piazzale Clodio 32.

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Pare impossibile sottrarsi, prima di entrare nel merito dettagliato della vicenda, da una breve premessa, utile, a parere di chi scrive, a fare comprendere la gravità della condotta posta in essere dal Commissario Straordinario della Federazione Italiana Giuoco Calcio, dott. Roberto Fabbricini e da chiunque abbia ispirato la stessa.

Il dott. Fabbricini rappresenta, in questo momento, la massima autorità all’interno del movimento calcistico italiano.

È colui che dovrebbe garantire lealtà, trasparenza, democrazia interna e soprattutto rispetto delle regole, tra gli innumerevoli soggetti che quotidianamente prendono parte ad un mondo, che nel contesto economico e culturale del nostro paese, ha certamente un posto di rilievo.

Ora, la prima essenziale regola di un paese civile è certamente quella che prevede il rispetto delle norme. Norme, che per essere veramente connotate, diremmo intrinsecamente e irrinunciabilmente, da un criterio di democraticità, devono “preesistere” rispetto al caso che regolano.La svolta democratica dell’Antica Grecia, con le leggi del locrese Zaleuco, si realizzò solo nel momento in cui, in modo rivoluzionario per il tempo, le leggi vennero messe per iscritto.

Da quel tempo la regola esiste prima del caso, è lì, già scritta, ed anche il potente di turno, chiamato ad amministrare la vita dei suoi consociati, non può più stabilire un principio per ogni caso che viene portato alla sua attenzione, facendo dei favoritismi, o peggio per ogni caso che lo coinvolge, diventando un dittatore, ma dovrà limitarsi ad applicare la regola che già esiste.

Bene, il dott. Fabbricini, di fronte al caso concreto portato alla sua attenzione, dovendo amministrare i diritti degli associati alla F.I.G.C., dei suoi associati, non essendogli consentito dalle norme una determinata decisione (che danneggiava e danneggia la società rappresentata dagli scriventi, e che avvantaggiava e avvantaggia le altre società), ha posto in essere il comportamento tipico di un satrapo medievale, perché forse neppure un moderno dittatore sarebbe arrivato a tanto: ha cambiato le regole.

Ha cioè creato, con abuso dei poteri del suo ufficio, una nuova norma che gli consentisse di perseguire il suo obiettivo di formare un campionato di calcio di serie B con sole 19 squadre, soddisfacendo così l’aspettativa di un maggior guadagno da parte di chi già faceva parte del campionato. Noncurante peraltro, del danno ingiusto cagionato a chi aveva invece il diritto di essere rispescato.

Facciamo però un passo indietro.

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (di seguito per brevità F.l.G.C.) con C.U. N. 18 del 18 luglio 2018 ha stabilito il termine perentorio del 27 luglio 2018 per la presentazione delle domande da parte delle società interessate a candidarsi per l’integrazione dell’organico del Campionato di Serie B 2018/2019;

La Calcio Catania S.p.A. ha deciso di concorrere alle procedure di ripescaggio per il Campionato di Serie B 2018/2019, trovandosi al termine del campionato di Lega Pro al secondo posto in graduatoria come da classifica finale pubblicata sul C.U. n. 253/DIV – 27 Giugno 2018 ed avendo ottenuto per la stagione sportiva 2018/2019 la Licenza Nazionale per partecipare al Campionato di Serie C.

In ottemperanza alle disposizioni contenute nel C.U. n. 18 del 18 luglio 2018, la Società calcistica, essendo in possesso dei previsti requisiti, ha presentato domanda di ripescaggio, completa di tutta la documentazione prevista dalla normativa federale (sostenendo un ingente esborso economico rappresentato dal deposito di un assegno circolare di € 700.000,00 a titolo di contributo straordinario oltre a due garanzie fideiussorie bancarie a prima richiesta dell’importo di € 800.000,00 ed € 400.000,00.

Ai sensi della C.U. n. 18 del 18 luglio 2018, la Lega Nazionale Professionisti Serie B avrebbe infatti dovuto effettuare – entro e non oltre il 30 luglio 2018 – sia

la certificazione prevista dal Titolo I), paragrafo II), lettera A), punto 1) del C.U. n. 49 del 24 maggio 2018 alla Co.Vi.So.C. sia il parere e la certificazione di competenza prevista dal Titolo II) del predetto Comunicato Ufficiale alla Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivo­Organizzativi.

Invero, con provvedimento del 31 luglio 2018, quella stessa Lega ha dichiarato il proprio inadempimento al predetto obbligo, rimettendo la documentazione alle società che hanno presentato domanda di ripescaggio sulla base di un asserito contrasto con un proprio deliberato assembleare che sembra abbia voluto al tempo diminuire unilateralmente l’organico del campionato di Serie B da 22 a 20 squadre.

La F.I.G.C. , in persona del Commissario Straordinario, con atto del 31 luglio 2018 a meno di due ore dalla comunicazione di diniego delle certificazioni effettuata dalla Lega B – ha, a sua volta, diffidato la stessa Lega a trasmettere “entro le ore 14 del medesimo 31 luglio 2018 la certificazione relativa all’assolvimento delle prescrizioni previste dai criteri infrastrutturali, nonché inerente le garanzie a prima richiesta depositate presso codesta Lega dalle società interessate. Tanto si richiede al fine di consentire alla F.I.G.C. di esaminare le relative domande ed assumere le conseguenti determinazioni’

In tale diffida il Commissario Straordinario ha precisato che, in caso di mancato invio della documentazione, la Federazione si sarebbe riservata ogni consequenziale provvedimento.

Successivamente in data 3 agosto 2018 è apparso sul sito ufficiale della F.1.G.C. una News, seguita da un comunicato stampa, con la quale – in conseguenza della temeraria insistenza della Lega B di limitare l’organico a 20 società – la F.l.G.C. ha ribadito come le vigenti disposizioni federali non consentissero il mutamento del format del campionato, precisando pure quanto segue:

”In data odierna la F.I.G.C. ha ribadito tale comunicazione alla Lega B, invitandola nuovamente a trasmettere le certificazioni di sua competenza, necessarie ad esaminare le domande per l ‘integrazione dell’ organico a 22 squadre”;

Dal Comunicato Stampa della Lega B n. 9 del 10 agosto 2018 tali certificazioni non sono state trasmesse alla F.I.G.C., tant’è che la Lega B ha unilateralmente previsto la pubblicazione dei calendari per la stagione sportiva 2018/2019 per lunedì 13 agosto 2018 alle ore 19 con l’organico addirittura a 19 squadre, ignorando completamente sia la normativa vigente in materia, che gli ordini e le richieste della F.I.G.C..

Attesa la carenza di potere della Lega B a disporre unilateralmente una modifica delle norme organizzative interne della F.I.G.C., la Società Calcio Catania ha riposto il legittimo affidamento sul tempestivo intervento della Federazione per definire le problematiche insorte in relazione all’organizzazione dei format, anche in considerazione dell’imminente avvio del campionato di serie B.

Senonchè, del tutto inopinatamente, la F.I.G.C. in persona del Commissario Straordinario, con proprio provvedimento n. 47 del 13 agosto c.a., ha deliberato di emanare il terzo comma dell’art. 50 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. che testualmente dispone : “Qualora vi siano concreti rischi che non sia garantito il regolare e/o tempestivo avvio del campionato, il Consiglio Federale, con delibera assunta con la maggioranza dei tre quarti dei componenti aventi diritto al voto, sentita la Lega interessata, può modificare il numero di squadre partecipanti ai campionati in corso con effetto immediato, anche prevedendo un numero inferiore o superiore rispetto a quello previsto dall’art. 49 delle N.O.I.F. ritenuta la necessità di modificare l’art. 50 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. al fine di introdurre una norma di chiusura del sistema che garantisca l’interesse pubblico a un regolare e tempestivo avvio dei campionati”.

Non pago di questo primo Vulnus ai più elementari principi in materia di modificazione delle regole vigenti in materia, ancora il Commissario – con ulteriori delibere n. 48 e n. 49 ,assunte e pubblicate in pari data – ha poi disposto l’annullamento (o, più propriamente, la revoca) delle disposizioni contenute nel Comunicato Ufficiale n. 54 del 30 maggio 2018 e di modificare con effetto immediato, l’art. 49 delle N.O.I.F. , prevedendo per il Campionato di Serie B 2018/2019 un numero di 19 squadre anziché 22 e conseguentemente di non procedere all’integrazione delle vacanze di organico del Campionato dai Serie B 2018/2019.

Da ultimo, con il C.U. n. 10 del 14 agosto 2018, la Lega Nazionale Professionisti Serie B ha pubblicato il calendario relativo al campionato di Serie B 2018/2019

Ora è evidente che la deliberazione assunta dal Commissario Straordinario con il “comunicato” n. 47, in uno con i successivi “comunicati” n. 48 e 49, determina certamente la violazione dell’art. 323 c.p.

Per quanto riguarda la violazione di leggi e regolamenti la stessa sussiste perché nel caso che ci occupa, il soggetto agente, non ha rispettato il criterio che prevede un dovere di assoluta imparzialità da parte del Pubblico Ufficiale nella gestione della cosa pubblica. Sul punto vi è corposa ed univoca giurispudenza che prevede sussistente tale primo requisito del reato, in virtù del contrasto esplicito con quanto previsto dall’art. 97 della Costituzione, che appunto esplicitamene prevede che i Pubblici Uffici siano organizzari “in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”.

L’avere addirittura modificato l’assetto normativo, per potere così procedere a perseguire il proprio fine, è la dimostrazione plastica, diremmo unica, di una mancanza di imparzialità.

Il Commissario ha certamente posto in essere un atto arbitrario finalizzato a favorire il maggior vantaggio patrimoniale dalle società che tale manovra hanno ispirato.

Sussiste poi il requisito del danno ingiusto da parte del Calcio Catania. L’avere perso il diritto di partecipare la campionato nazionale di serie B determina difatti un rilevantissimo danno di immagine e patrimoniale. Oltre ad un ridotto flusso derivante dagli incassi dello stadio, difatti, rilevantissima risulta la perdita conseguente alla mancata percezione di contributi derivanti dalla cessione dei diritti di trasmissione delle partite del campionato, che nella categoria inferiore sono ridotti in misura notevole. Sussiste infine l’ingiusto vantaggio patrimoniale per tutte le diciannove società. Difatti, come abbiamo già scritto, le stesse ripartiscono ulteriormente, tra loro, gli incassi che sarebbero andati alle tre società escluse dal campionato.

Peraltro che questo sia stato il fine principale, o quanto meno uno degli obiettivi, perseguiti dal Commissario Straordinario, può desumersi dal comunicato diramato della giornata del 14 agosto dalla Lega di seri B.

Si legge nello stesso:

“Il presidente Mauro Balata, anche a nome di tutta la Lega B, ringrazia la Federazione, e in particolare il Commissario Roberto Fabbricini per la lungimirante decisione di prevedere il campionato di Serie B a 19 squadre. In questo modo vengono garantiti oltre all’interesse generale sul regolare svolgimento del Campionato cadetto, altrimenti irrimediabilmente a rischio, anche le esigenze tecniche della competizione e quelle di sostenibilità economica. Il Commissario ha superato gli interessi di parte per il bene della categoria e dell’intero sistema, per il quale la riflessione sulla riduzione degli organici è stata riconosciuta da tutte le componenti a parole e mai applicata nei fatti. La sua decisione percorre quella direzione auspicata e ripetuta da tempo nel dare un segnale forte e concreto al moltiplicarsi di fallimenti che colpiscono e feriscono intere comunità sportive, oltre al progressivo calo tecnico delle competizioni che inevitabilmente ha coinvolto anche le categorie superiori e la Nazionale”

E non si dimentichi come sia stata la stessa Lega di serie B ad anticipare il provvedimento di Fabbricini, e quindi gli stessi componenti dopo avere anticipato e ispirato l’azione del Commissario Straordinario, lo ringraziano per avere perseguito il risultato di avere garantito le loro “esigenze economiche”.

Insomma non si possono avere dubbi: sono gli stessi beneficiari dell’ingiusto vantaggio patrimoniale a ringraziare l’autore del reato per la sua condotta che tale risultato ha consentito. Sicchè può tranquillamente affermarsi che la determinazione del soggetto agente sia stata assistita dal dolo intenzionale, rappresentandosi e perseguendo lo stesso la finalità di consentire alle società “superstiti” un vantaggio patrimoniale. Sussistendo pertanto tutti gli elementi previsti dalla legge si chiede che codesta A.G. voglia procedere penalmente nei confronti del Commissario Straordinario dott. Roberto Fabbricini e anche di tutti coloro che dovessero avere concorso con lo stesso, per averlo istigato, nella perpetrazione del reato di abuso di ufficio.

Si chiede inoltre, ai sensi di quanto previsto dall’art. 409 c.p.p., di ricevere notifica di una eventuale richiesta di archiviazione presso il domicilio eletto.

Roma

Con osservanza Dott. Davide Franco

Dott. Pietro Lo Monaco

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