L'analisi dell'economia dell’area jonico-Etnea tra crisi e prospettive di sviluppo


 
 
 

GIARRE –  Una città dal passato glorioso, con potenzialità straordinarie, ma “invecchiata”. Giarre soffre per “mancanza di ricambio occupazionale. La popolazione va invecchiando. I quattro settori principali, commercio, l’agricoltura, l’edilizia e la piccola manifattura, sono in crisi. Il commercio e il commercio al dettaglio, da sempre anima imprenditoriale di Giarre sono quelli che ne risentono di più e più particolarmente. Negli ultimi 10 anni si è contratta l’offerta bancaria, i prestiti bancari alle imprese e alle famiglie si sono ridotti di 30 milioni di euro in 10 anni a fronte di depositi che si attestano allo stesso livello. Quando mancano prestiti alle imprese e alle famiglie manca il sostegno all’economia in crisi”. Questa, in estrema sintesi, l’impietosa analisi del professore Rosario Faraci, ordinario di Economia e gestione delle imprese nell’Università di Catania, relatore centrale del convegno “L’economia dell’area jonico-Etnea tra crisi e prospettive di sviluppo”, promosso dal Rotary club di Giarre riviera jonico-Etnea, presieduto dal commercialista Paolo Bonaccorso, svoltosi  nell’aula magna dell’Istituto professionale Alberghiero “G. Falcone”. Ad aprire i lavori il presidente del sodalizio organizzatore, Paolo Bonaccorso, il quale ha sottolinea, come il significato del certame stia “nella necessità di una analisi obiettiva della situazione economica di Giarre e del suo territorio al quale innegabilmente appartengono i Comuni di Riposto e di Mascali, attraverso la voce dei protagonisti diretti che rappresentano le categorie imprenditoriali, produttive(artigianato e agricoltura) e commerciali, oltre che il mondo amministrativo. È molto interessante conoscere i punti di vista delle categorie e poi quelli degli amministratori dei tre Comuni presenti stasera Giarre, Riposto Mascali, rappresentati dai rispettivi sindaci, Angelo D’Anna, Enzo Caragliano, Luigi Messina. È stata la moderatrice Rosy Finocchiaro, consigliera comunale di Giarre a coordinare gli interventi. Secondo Faraci: ”È inutile vivere nella nostalgia del passato e nemmeno illudersi del futuro perché non abbiamo la palla di cristallo. Occupiamoci del presente e del diverso presente, che sarebbe auspicabile riuscire a creare attraverso opportuni ed efficaci interventi strategici. Ragioniamo su una sovrapposizione al quadro attuale cercando però di ricavare alcune informazioni utili che in prospettiva riguarderebbero il futuro. Ad esempio, a Giarre ci sono sei start up innovative; le start up sono iniziative previste dal ministero: che siano nate in questo territorio è indice di vitalità imprenditoriale. Altro dato importante è l’iniziativa ‘Etna move’, risposta dei giovani al problema del commercio, vissuta in chiave intelligente, ricorrendo all’informatica e alla creazione di un portale. Poi ci sono altre iniziative nel turismo di nicchia, nel turismo sostenibile. La lettura che faccio e che si sovrappone al presente consente di guardare un po’ meglio al futuro: altrimenti la lettura del presente, senza questa sovrapposizione, è vana”. L’indice di vecchiaia a Giarre è in aumento esponenziale ed è piuttosto elevato come percentuale di anziani. La mobilità fuori dal Comune per studio o lavoro è in aumento. Il costo dello spostamento incide nell’economia familiare. I dati istat dicono che un siciliano su quattro vive in condizioni dì povertà. A Giarre ci sono ben nove sportelli bancari: girano circa 180 milioni di depositi a fronte di 237 milioni di prestiti, un dato che deve fare riflettere. Imprese a Giarre ce ne sono 3500 circa, con un indice di 12,4% di densità imprenditoriale tra i più alti d’Italia. I settori più rappresentativi sono commercio, agricoltura, edilizia, manifattura, mancano dati significativi sul turismo e ristorazione. Tra tutti è il commercio che segna una grave caduta. Negativo anche il dato sull’occupazione. L‘ indice di ricambio occupazionale è molto basso. Si devono trovare strategie per inculcarne nei giovani lo spirito d’iniziativa e fare urgentemente qualcosa di serio per loro. La creatività da sola non basta. Attilio Lo Pó, presidente della locale Confcommercio. “Ci siamo incontrati con l’Unione liberi artigiani (ULA-CLAAI)per tentare una nuova collaborazione, sperando di poter organizzare movimenti positivi. Si deve comunque partire dal territorio in senso ampio ed allargato. Abbiamo la fortuna di avere un territorio bellissimo che va dall’Etna al mare e che racchiude potenzialità che abbiamo il dovere di sviluppare. Per fare questo occorre cambiare mentalità e avere anche il sostegno di una politica che favorisca tale sviluppo. Etna move è stato sposato da Confcommercio”. Diego Bonaccorso, presidente dell’ULA-CLAAI. “L’artigianato è sinonimo di trasmissione, di tradizione e arte e mestiere. Oggi purtroppo registriamo la scomparsa dell’apprendistato, sostituito da strane alchimie, che hanno snaturato l’artigianato. L’innovazione è molto presente nell’artigianato, ma manca un elemento fondante rappresentato da un sostegno di istituzioni che diano supporti teorici. L’artigianato è all’interno dell’imprenditoria, ma ha delle sue peculiarità uniche. L’artigianato ha un futuro anche nell’attuale mondo altamente tecnologico e dev’essere guardato da un’ottica diversa, con attenzioni e interventi di promozione e di sviluppo anch’essi diversi”. Sulla situazione del comparto agricolo ha relazionato Renato Maugeri, presidente sezione agrumicola Confagricoltura Catania, che ha sottolineato una certa debole ripresa del settore. I sindaci hanno poi tutti sottolineato che le principali difficoltà risiedono nell’estremo burocrazia regionale e nelle difficoltà di trovare linee comuni di interventi a causa delle peculiarità e delle problematiche quotidiane, molto spesso derivanti dai bilanci comunali. Il convegno si è concluso con la promessa, da parte del presidente rotariano Bonaccorso, che ne sarà un altro con Focus i temi socio economico e politici del territorio.

Mario Pafumi

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