Il morbillo può essere mortale, attenti ai fattori di rischio. La vaccinazione è necessaria anche per gli adulti

marzo 28, 2018

 

 

Daniele Lo Porto

CATANIA –  Il dolore devastante per una morte prematura e inimmaginabile, la denuncia ai Carabinieri, ma questa volta non sarebbe un caso di malasanità la causa del decesso di una paziente, almeno per quelle che sembrano essere le prime indicazioni dei sanitari. Venticinque anni, sposata, una bambina di due anni, dopo la corsa venerdì scorso al Pronto soccorso è morta lunedì nella Rianimazione del Garibaldi Centro, Maria Concetta Messina, vittima dell’epidemia di morbillo. Fatali sarebbero stati dei fattori di rischio della giovane donna, in sovrappeso e con difficoltà respiratorie.

“Ogni anno nel mondo muoiono tre persone su mille colpite da questa malattia. Il 90% delle morti avvengono in persone non vaccinate. Negli ultimi anni c’è una recrudescenza di morbillo, perché i genitori non vaccinano i bambini. I piccoli si ammalano e contagiano gli adulti che sono soggetti a complicanze anche mortali”, spiega Sergio Pintaudi, direttore della Rianimazione del Garibaldi centro

“E’ in corso un’epidemia dal maggio scorso, sono stati segnalati oltre 400 casi di morbillo, con una età media di 22 anni, tre i decessi accertati in provincia di Catania negli ultimi mesi, tutti di soggetti “a rischio”, una persona era addirittura affetta da AIDS”, spiega Mario Cuccia, direttore del Servizio epidemiologico dell’Asp di Catania. Una tragica, fatalità, insomma, anche se non, comprensibilmente, accettata dai parenti: il marito ha presentato denuncia ai Carabinieri che hanno sequestrato le cartelle cliniche. Il magistrato deciderà se autorizzare l’autopsia.

“Me l’hanno ammazzata – gridava, invece, la madre, Maria Di Bella, in lacrime -. Mia figlia è entrata per il morbillo ed è uscita morta. Le hanno prestato le cure, non dico di no, ma poi per me c’è stata negligenza. E’ rimasta buttata su una barella per ore ed ore assieme ad altre persone che avevano il morbillo nella stessa stanza. E? possibile che si sia aggravata in così breve tempo?”.

Maria Concetta Messina era stata ricoverata al Pronto soccorso lo scorso 23 marzo e successivamente sottoposta ad esami diagnostici. “E’ stato riconosciuto il morbillo grazie all’analisi degli anticorpi – ha spiegato Pintaudi – Già il 26 marzo aveva avuto delle serie complicanze respiratorie ed è stata ricoverata in rianimazione, dove è morta”.

I marito, residente nel quartiere di San Giorgio, ha presentato una denuncia ai Carabinieri, che hanno sequestrato le cartelle cliniche. Il magistrato valuterà se sequestrare la salma ed effettuare un esame autoptico. Una settimana fa la donna era stata era stata visitata dal medico di famiglia per delle “bollicine in bocca”. Ma in quell’occasione non si sarebbe parlato di morbillo. Da quel momento, la ragazza, avrebbe iniziato una cura a base di paracetamolo e antibiotico, farmaci che avrebbero contribuito solo in parte a ridurre i sintomi della febbre. Fino a quando, venerdì scorso, con la febbre che saliva e scendeva e le tipiche macchioline sulla pelle, è stata costretta a ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso.

“La vaccinazione resta sempre la migliore prevenzione –  spiega il dottor Cuccia -, anche per soggetti adulti o addirittura anziani, perché il morbillo non conosce limiti di età:  è sbagliato pensare che colpisca solo i bambini. Le donne in età fertile o che si preparano ad una gravidanza devono vaccinarsi, perché contrarre il morbillo durante la gestazione può avere effetti sul feto: aborti o bimbi nati morti”.

 

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