Sant'Agata e la pubblicità blasfema

 

 

D.L.P. 

CATANIA – Cosa c’entra la salsa di pomodoro con Sant’Agata? Nulla. Ma non per i creativi della Barilla che hanno pensato bene di accostare, sia pure in modo indiretto, un nuovo prodotto con la patrona di Catania. da ieri, infatti, in città sono apparsi i manifesti che pubblichiamo in foto. Con c’è alcun riferimento diretto, a voler essere precisi, ma tutti i catanesi, devoti e non, sanno benissimo cosa significa la data del 5 febbraio: il giorno clou della festa dedicata alla martire. Proteste e indignazione, diretto Luciano Zuccarello, già consigliere comunale e presidente dell’Associazione Popolo e Nazione: “E’ una pubblicità blasfema quella della Barilla che  paragona la dolcezza della passata di pomodoro alla Festa di S. Agata.  Per noi S. Agata è culto, identità e cristianità, al di là del folclore pagano che si sviluppa nella città in quei tre giorni, pensiamo -conclude Zuccarello- che paragonare una prodotto commerciale, per quanto questo possa essere di ottima qualità, a S. Agata sia offensivo nei confronti della nostra stessa Santa”. Una affermazione che ha riscosso tante adesioni, ma anche qualche distinguo, soprattutto nei critici della festa che ormai vedono prevalere, secondo loro, l’aspetto pagano. Abbiamo interpellato l’ufficio stampa della Barilla per chiedere qualche chiarimento, siamo in attesa di risposta.

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