1943: l’eroismo degli Arditi al Ponte Primosole

luglio 12, 2019

CATANIA – In occasione del 76° anniversario della battaglia del Ponte Primosole il Presidente F.N.A.I. Federazione Provinciale Ragusa, Paracadutista  Rosario Digiacomo, e  il Gruppo F.N.A.I. Primosole hanno ricordato l’evento bellico con la Cerimonia di Commemorazione del X° Reparto Arditi che si è tenuto questa mattina,  presso il cippo dei Caduti presente nei pressi del Ponte Primosole, con la partecipazione del cappello militare della Brigata Aosta e di associazioni combattentistiche e d’arma.

La notte del 13 luglio le truppe della 1ª Divisione aerotrasportata britannica tentarono di occupare il “ponte Primosole” sul fiume Simeto, via principale per l’accesso a Catania. Gli scontri durarono dal 14 fino al 16, quando le truppe dell’Asse si ritirarono[1]. Prima però che la 50ª divisione riuscisse a indirizzarsi verso Catania arrivarono le truppe tedesche della Divisione Goering e del 3′ reggimento della 1ª Divisione paracadutisti che impegnarono per alcuni giorni 5 divisioni alleate [2]. Le forze armate canadesi della 231ª Brigata inquadrate nell’esercito britannico, fallirono il tentativo di conquistare le località di EnnaLeonforte e Adrano per arrivare a Catania: tra il 13 e il 22 luglio, rimasero bloccati dalle forze italo-tedesche tra Assoro e Leonforte, nell’Ennese.

I britannici, si diressero quindi in direzione di Paternò, con gli scozzesi della 51ª divisione Highlander, comandati dal generale Douglas Wimberley, ma per raggiungere la città etnea, dovettero affrontare una battaglia terrestre contro i tedeschi della divisione Hermann Göring, comandata dal colonnello Paul Conrath, prima a Gerbini e poi a Sferro.

Il generale Wimberley elaborò un piano d’attacco che prevedeva l’impiego della 154ª brigata di fanteria, e di una task force di carri armatie fanteria della 23ª Brigata corazzata del generale Richards, denominata Arrow force. Wemberley tenne in riserva la 152ª e la 153ª brigata, che avrebbe utilizzato in caso di necessità.

Il 19 gli scozzesi avanzarono ed ottennero una stretta di ponte sopra il Dittaino, e con la 154ª brigata si diressero verso la stazione di Motta Sant’Anastasia ad est dell’aeroporto di Gerbini, mentre la 153° venne inviata ad attaccare Sferro. L’operazione fallì, l’offensiva venne bloccata dai tedeschi della Hermann Göring, che rafforzarono le loro difese ed impedirono l’avanzata britannica verso Gerbini e Sferro.

Il 19 luglio, la manovra sulla sinistra venne bloccata a 2 km da Gerbini, mentre la 154° e la Arrow Force non riuscirono ad attraversare il Simeto. Il giorno successivo, Wimberley ordinò di attaccare l’aeroporto di Gerbini con il 7º Reggimento Argyll, ma furono respinti verso posizioni a sud di esso da un potente contrattacco degli avversari[3].

Fallita l’operazione d’attacco a Gerbini, Wimberley decise di puntare su Sferro. Tra il 20 ed il 21 luglio, si svolsero feroci combattimenti che causarono un numero elevato di caduti tra i soldati di entrambe le parti. Soltanto il 7º Reggimento Argyll, subì la perdita di 18 ufficiali e 160 soldati semplici, così come oltre un centinaio furono anche i caduti dell’esercito tedesco; tra gli italiani, gran parte degli uomini della 213ª Divisione Costiera si arrese, mentre si distinse nei combattimenti il 10º Reggimento arditi.

La stazione di Sferro viene dunque occupata dagli scozzesi, ma incapaci di andare oltre, sospesero i combattimenti: il 21 luglio, il generale Bernard Law Montgomery giunto sul fronte dal generale Wimberley, ordinò alla divisione di mettersi in difesa[4]. (Da Vikipedia)

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *