Ambiente, Ricorso al Tar contro la devastazione di Monte Scalpello

settembre 22, 2018

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo.

CALTANISSETTA – In data 14 settembre 2018, l’Associazione SiciliAntica ha notificato il ricorso per annullamento avanti il Tribunale Amministrativo di Palermo, contro la illegittima, distruttiva e illegale autorizzazione che permette la riapertura della Cava di Monte Scalpello da parte della Fassa srl. Il ricorso è stato notificato alle amministrazioni competenti, nonché al Distretto minerario di Caltanissetta che ha emanato l’atto autorizzativo. Dopo aver presentato a luglio ricorso gerarchico, sollecitando le amministrazioni a revocare in autotutela l’illegittima ed illegale autorizzazione che permette alla ditta di distruggere oltre 4 milioni di metri cubi di un Monte con vincolo paesaggistico, archeologico, boschivo, idrologico, geologico, paleontologico, individuato come sito di interesse comunitario, abitato dall’uomo fin dal Neolitico grazie alla presenza di varie sorgenti d’acqua potabile ricadenti proprio nell’area di Cava, nonché luogo di un’aspra battaglia durante la Seconda Guerra Mondiale.

Non si può attendere oltre. Non si può desistere quando l’agire della Cosa Pubblica mette in pericolo potenziale ed attuale beni comuni e collettivi di tutta l’umanità; non si può permettere che vengano distrutti dall’esplosivo, autorizzato nella stessa cava nonostante la sussistenza dei vincoli, la storia e la cultura. SiciliAntica si oppone all’indifferenza e al silenzio delle amministrazioni, certamente più assordante e dannoso della dinamite che sbriciolerà il monte. Un agire che nei confronti di Monte Scalpello è stato improvvido e sconsiderato, miope legato all’oggi e lungi dal futuro. Adesso la parola passa alla Magistratura affinché siano loro a contare e conoscere le violazioni di legge e gli eccessi di potere compiuti durante un iter autorizzatorio avviato nei confronti di una società che non aveva alcuna disponibilità dei terreni e quindi portata avanti per “terze parti”. Tuteliamo i nostri beni culturali, arricchiamo i nostri figli.

Simone Modeo,  presidente di SiciliAntica

 

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