Sorelle uccise a Ramacca, massacrate per saldare un debito di droga

dicembre 14, 2017

RAMACCA – Massacrate per saldare un debito di droga. Ecco perché sono state uccise le due sorelle. È entrato dal tetto di un’abitazione attigua, pensando che a casa non ci fosse nessuno o soltanto Filippa Mogavero, 79 anni, visto che la sorella Lucia, 70, era uscita per andare a comprare dei dolci per festeggiare il proprio onomastico, e la terza, Cettina, era nella scuola in cui insegna.

Ha ammesso di aver assassinato le due sorelle

Era in cerca di soldi Gianluca Modica, 30 anni, che ha ammesso di avere assassinato le due sorelle per denaro.
Voleva 200 euro per saldare un debito pregresso di droga. La prima a cadere nelle sue mani è Filippa Mogavero, al terzo piano della loro palazzina, con la quale ha una colluttazione, e che lega. Nel frattempo rientra Lucia con un vassoio di dolci. L’uomo scende e chiede i soldi. Lei è disposta a dargliene anche di più. Lui, dice, di ‘accontentarsi’ di 200 euro. La donna cede e gli dà i soldi e gli getta contro anche un mazzo di chiavi, intimandogli che tanto lo conosceva di vista perché era un frequentatore della piazza e lo avrebbe denunciato.

Avrebbe legato i piedi per simulare sevizie

È stato allora, secondo il racconto del fermato, ancora da verificare, che la donna avrebbe preso un coltello e Mogavero, sostiene, si sarebbe difeso uccidendola, sgozzandola. Poi le avrebbe legato i piedi per simulare sevizie e avrebbe messo a soqquadro la casa. Intanto, ricostruisce, sale sopra e al quel punto uccide con una coltellata alla gola l’altra sorella perché teme di essere denunciato. L’arma del delitto non è stata trovata. La ricostruzione del fermato è adesso al vaglio della Procura di Caltagirone, diretta da Giuseppe Verzera, che chiederà la convalida del fermo per duplice omicidio aggravato e rapina.

Incastrato da video di sorveglianza

A incastrarlo alcune immagini di video di sorveglianza e alcuni indumenti dell’indagato trovati con tracce del duplice omicidio. Trovate anche una soletta di uno scarponcino dell’uomo che era stata rinvenuta sotto il corpo di una delle due sorelle e una felpa con cappuccio e un paio di jeans del 30enne che erano stati lavati anche con dei reagenti. Ma sugli abiti i carabinieri hanno trovato lo stesso tracce di sangue, anche su dei calzini che erano nel contenitore dei panni sporchi. L’uomo è stato fermato per duplice omicidio aggravato e tentata rapina.

“E’ stato un delitto di una ferocia inaudita, con le due donne sgozzate”. Lo ha detto il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, durante la conferenza stampa. “Mi preoccupa – ha aggiunto – che questa efferatezza possa produrre dei casi di emulazione”. Il procuratore si è “congratulato con i carabinieri per le brillanti indagini che hanno portato all’immediata soluzione del duplice delitto”. “Abbiamo registrato un risultato brillantissimo, facendo luce su un duplice omicidio feroce. Ha vinto il lavoro di squadra. Il risultato è frutto dell’esperienza del Reparto operativo di Catania, dei militari del Ris e della capacità di conoscere il territorio della locale stazione, che nel Catanese per noi è diffusissima”. Lo ha affermato il comandante provinciale del carabinieri di Catania, colonnello Raffaele Covetti.

“Tanta paura e inquietudine nei cuori di tutti noi”

“La grandissima conclusione dell’operazione dei carabinieri e della magistratura ha ridato sollievo alla mia comunità perché ieri c’era tanta paura e inquietudine nei cuori di tutti noi”, ha affermato il sindaco di Ramacca, Giuseppe Limoli. “Esprimiamo – ha aggiunto – tanta solidarietà ai familiari delle due povere vittime e domani alle 17.30, alla presenza di tutti i sindaci del Calatino, si terrà una fiaccolata a Ramacca, per ribadire la vicinanza delle Istituzioni e della comunità ai Mogavero e per alzare alto il grido di richiesta di sicurezza e legalità nel nostro territorio”.

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