Pif: “Gli americani nel 1943 ci hanno liberato, ma hanno resuscitato la mafia”

novembre 27, 2018

 

 

 

Daniele Lo Porto

CATANIA – “Sono grato agli americani perché nell’estate del 1943 liberarono la Sicilia dal fascismo, ma non per come la liberarono. Si allearono con la mafia e sapevano che le avrebbero ridato forza e potere dopo che era stata dimensionata dal prefetto Cesare Mori. Ne erano consapevoli, ma preferirono allearsi piuttosto che combatterla: le conseguenze le stiamo vivendo tutt’ora”. Così Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif ha risposto alla domanda di uno studente, dopo la proiezione del film “In guerra per amore” di cui è interprete e regista. La pellicola è stata proiettata alle Ciminiere della Città metropolitana su iniziativa del sindaco Salvo Pogliese e dello storico Ezio Costanzo, nell’ambito delle iniziative per valorizzare il Museo dello sbarco in Sicilia 1943, una tra le migliori raccolte tematiche in Europa. “Non vi nascondo che prima di visitarlo era diffidente, pensavo al solito museo realizzato in modo approssimativo, invece poi ho dovuto ricredermi ed è stato utile per acquisire informazioni utili per il mio film”, ha aggiunto Pif davanti ad una platea di oltre 1.000 studentidi scuole medie e superiori. “Il film è frutto di una mia interpretazione, non è un documentario, è una commedia”. La trama si sviluppa sui tre assi portanti: amore, guerra, mafia. Un mix apparentemente disomogeneo che il regista ha sapientemente miscelato, senza renderlo melenso, giocando sugli equivoci e smitizzando il ruolo del mafioso locale, ponendo anche l’accento sulla strategia americana che ha arruolato diversi figli di emigrati siciliani. Nel corso dell’incontro, condotto da Ezio Costanzo, sul tema “Narrare la Storia con il Cinema”, il sindaco Pogliese ha sottolineato che “Stiamo procedendo a una promozione capillare, di risonanza internazionale, per far conoscere i contenuti tematici di cui è ricco il Museo storico dello Sbarco in Sicilia 1943, ma meno conosciuto nel mondo rispetto a quello di Caen, in Normandia, visitato da circa 350.000 persone l’anno, contro le 20.000 di Catania”.

Dal Giornale di Sicilia

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